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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Lavoro, Rinaldi (economista): “La mia risposta a Padoan e l’appello per le Partite Iva”

Pubblicato su 21 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Nuovi posti di lavoro e clausole di salvaguardia per le partite Iva. L’inizio di settimana è decisamente vivace per quanto riguarda economia e lavoro, almeno sentendo il ministro Padoan e il deputato Gutgeld, consigliere economico del Presidente del Consiglio.
IntelligoNews ne ha parlato con il professor Antonio Maria Rinaldi, economista e docente di Finanza Aziendale all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara e professore straordinario di Economia Politica al Link Campus University di Roma…

 

Il ministro Padoan promette ottocentomila posti di lavoro in tre anni. Un auspicio, una promessa seria o tutt’altro?

«Siamo in presenza di annuncite perniciosa! Non posso fare a meno di ricordare l’annuncio di Berlusconi di qualche anno fa con il milione di posti di lavoro che seppur considerato mero strumento mediatico, allora non era inserito in un contesto di recessione conclamata come l’attuale.
In una situazione peggiore di quella del ’29 che ebbe, dopo cinque anni, un trend positivo a differenza di quanto avviene oggi, fare simili sparate è uno sfregio nei confronti di chi ha perso il lavoro o lo sta cercando».

Il problema è la manovra?

«Io continuo a chiamarla manovra finanziaria correttiva, praticamente il patto di stabilità per rientrare nei parametri, ed essa è certamente un problema perché va nella direzione opposta!
Non è un caso che non si sia voluto parlare del cosiddetto effetto moltiplicatore, ovvero quell’indice che determina l’influenza che ha sulla crescita l’aumento della spesa pubblica. Il Fondo Monetario Internazionale lo scorso dicembre ha dovuto recitare un grande mea culpa per aver sottovalutato l’effetto del moltiplicatore, al punto tale che ne aveva immaginato l’influenza allo 0,5%, dovendo poi constatare che fosse superiore al punto percentuale con punte addirittura dell’1,7%».

Questa manovra non ne tiene conto?

«Assolutamente no, quindi dubito che gli ottocentomila posti siano reali. 
Gli imprenditori, compresi i piccoli artigiani, non vogliono gli sgravi fiscali, ma auspicano che cresca la domanda interna per vendere i loro prodotti. Anche il mio fornaio sa che per assumere un nuovo garzone non ha bisogno di meno fisco, ma di vendere più pane!».

Quindi niente ottocentomila posti di lavoro…

«Ma neanche ottocento ne creerà questa manovra! Non vedo grandi progetti di infrastrutture e grandi investimenti in grado di dare respiro a questo Paese, anzi i tagli vanno proprio a incidere sugli investimenti del settore produttivo».

Gutgeld ieri ha affermato che entro l’anno si arriverà a una tassa unica sulla casa. Un’operazione contro l’eccessiva burocrazia o uno strumento di propaganda anche questo?

«Ogni volta che viene cambiata una tassa è per aumentarla, credo che avvenga dal tempo dei tributi degli antichi romani! Che sia sdoppiata o raggruppata, il principio rimane sempre lo stesso, dunque c’è un po’ di timore nel sentire questi annunci.
Credo che i contribuenti siano più felici di vedersele semplificare già adesso per come sono progettate! Abbiamo visto una difficoltà anche da parte dei commercialisti nel capire il ginepraio delle migliaia e migliaia di regole come ottemperare a questa tassa».

Ma in due mesi si può fare?

«Dubito che siano grado di fare un’operazione di questo genere in così poco tempo…».

Sempre Gutgeld sulle Partite Iva ha previsto una clausola di salvaguardia per le eventuali penalizzazioni: siamo dinanzi all’evitare che una situazione peggiori escludendone comunque il miglioramento?

«Con gli studi di settore si è fotografata la situazione delle Partite Iva e credo che in questo momento essi siano totalmente anacronistici: è il caso di rivederli completamente! Ciò porta alla chiusura di numerose partite Iva perché quando si chiede a un professionista una minima capacità di reddito che, ripeto, non è reale rispetto ai tempi che stiamo vivendo, significa tirare fuori dalla realtà quel progetto legato alla Partita Iva.
Il fatto della salvaguardia è scorretto: non esistono cittadini di Serie A e Serie B o C, ma contribuenti italiani. Punto. Il trattamento deve essere uguale per tutti».

Per obblighi e diritti…

«Assolutamente, e questo è un concetto che ultimamente sta sfuggendo a chi ci governa».

Un problema tipicamente italiano?

«Chiamiamo l’esercito delle Partite Iva, sono un valore aggiunto, sono i professionisti del Paese! Il mondo li tutela nella giusta maniera, dobbiamo farlo anche noi mettendoli nella condizioni di sopravvivere, anziché fare simili ragionamenti».

Tratto da:http://www.intelligonews.it

Lavoro, Rinaldi (economista): “La mia risposta a Padoan e l’appello per le Partite Iva”
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