Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Visalli: questa sporca guerra, contro tutti noi, da 19 anni

Pubblicato su 14 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Siamo ormai al diciannovesimo anno di guerra mondiale: iniziò il 1° gennaio 1995, quando l’Uruguay Round, avviato nel 1986, si concluse con «l’inaudita decisione di abolire le barriere allo scambio dei beni, come dei servizi e delle proprietà intellettuali». Da allora, scrive Alessandro Visalli, «il potente Wto ha demolito sistematicamente ogni barriera alzata nei secoli a protezione delle vite e dei beni dei popoli del mondo, mettendo in contatto senza filtri e protezioni tradizioni e culture diverse e sistemi sociali altamente differenti». Se si considera che nella definizione di “servizi” sono sostanzialmente compresi i capitali finanziari e le funzionalità connesse, «l’evento manifesta, a quasi vent’anni di distanza, tutta la sua geometrica potenza», ora che i servizi finanziari consentono ai capitali di «alzarsi da terra, rifiutare il legame con le modalità di produzione socialmente determinate che li hanno generati e muoversi, vorticosamente, in cerca di maggiori “rendimenti” nel mondo». Cioè, «in cerca di un maggiore tasso di sfruttamento di condizioni locali».

Un “tasso” che, indifferentemente, si può manifestare attraverso un intervento immobiliare speculativo, attraverso la nuvola dei derivati, Mario Draghiattraverso la cessione dei pacchetti azionari di aziende produttive, o anche semplici movimenti su prodotti direttamente finanziari e assicurativi. «Questo mondo, da allora, brucia», scrive Visalli in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”. «Il codice denaro – e i suoi provvisori possessori – sta da allora furiosamente cavalcando il mondo e travolgendo ogni ostacolo». Ecco perché «la guerra mondiale» cesserà solo «quando il piano sarà livellato, quando i capitali alzati a Cupertino o a Londra troveranno lo stesso “saggio di rendimento” in ogni luogo». Un sogno utopico – oppure un incubo, per i detentori del super-potere, dal momento che “saggio di rendimento” «è un altro e più gentile nome di “saggio di sfruttamento”». In concreto, «vuol dire che il reddito ricavabile dal lavoro sarà diventato una media tra quello americano (o tedesco) e quello nigeriano (o cinese)», con «simili livelli di tenore di vita e di garanzie, simili livelli di sicurezza, simili prestazioni assistenziali».

Solo allora cesserà, la “guerra mondiale”: quando tutti i lavoratori del mondo saranno equilibrati sulla stessa media. Oggi, invece, la concorrenza con paesi come la Cina e l’Albania, che sta attraendo molte aziende italiane, «si vince quando i nostri salari saranno intermedi tra i 1.300 euro nostri e i 400 cinesi». L’aristocrazia finanziaria punta esattamente a questo, con la “svalutazione interna” dell’economia europea, contando sull’assenza di reazioni da parte di società e lavoratori occidentali. La stessa Unione Europea, infatti, «non ha alcun senso se non si percepisce la dominazione di questo pacchetto di interessi e la trappola nel quale, intenzionalmente ma in modo poco avveduto, ha condotto tutte le forze sociali e politiche europee», ovvero «se non si comprende il disegno tecnicamente eversivo che lo sottende». E quasi nessuno se ne accorgerebbe, non fosse per le “provvidenziali” esternazioni dei tecnocrati del rigore, Draghi in primis, che pretende – apertamente – la rinuncia ad ogni residua forma di sovranità nazionale. Le “riforme strutturali” prescritte dal super-potere europeo? Semplice: «Si tratta di continuare la guerra, rendere ancora più veloce laAlessandro Visallicircolazione, eliminare ogni vecchio attrito, aumentare la flessibilità», scrive Visalli.

Non è altro che questo: «Consentire ai titolari dei capitali di investirli rapidamente, senza tante storie, senza precauzioni, limiti, garanzie». Più nessuna tutela per il paesaggio, ad esempio «rispetto a una speculazione immobiliare condotta da un fondo assicurativo inglese, o italiano». Zero attenzione per l’ambiente, «rispetto a un investimento industriale». Fine delle tutele per il lavoro e per i servizi. E niente più responsabilità, «a partire dalla esazione fiscale del valore prodotto nel paese». A chi sposta una fabbrica dall’altra parte dell’Adriatico per lucrare qualche centinaio di euro sul salario dei lavoratori, sostiene Visalli, bisognerebbe imporre pari condizioni di accesso: porte aperte a quella fabbrica, solo se «garantisce eguale protezione dell’ambiente, del paesaggio e delle condizioni di lavoro». Ma se il risultato della produzione «è ottenuto sfruttando il territorio in misura maggiore, generando maggiori esternalità, sfruttando i lavoratori in modo selvaggio, o grazie a facilitazioni fiscali non sostenibili (e dunque competitive) dovrebbe essere diritto difendersi». Per cui, se vogliamo parlare di riforme, iniziamo da queste: stop al dumping fiscale entro la Ue, innalzamento di barriere compensative, più tasse alle grandi corporation, welfare europeo comune e salario minimo europeo. «E parliamone nel Parlamento Europeo (e nei Parlamenti nazionali), non certo nel board della Bce».

Tratto da:http://www.libreidee.org

Visalli: questa sporca guerra, contro tutti noi, da 19 anni
Commenta il post

Daniele Gentilini 09/16/2014 09:05

Prima facciamoci un'Idea dell'Italia che vogliamo per i prossimi 5, 10, 20, 50 anni e oltre e iniziamo a realizzarla con una riforma fiscale che premi tutti coloro che tengono comportamenti virtuosi, fanno investimenti, creano occupazione, ecc.. . Facciamo una riforma del lavoro che salvaguardi l'occupazione e permetta ai dipendenti e imprenditori di concordare tra loro il monte ore di lavoro in funzione delle esigenze di ciascuno, mantenendo inalterato il rapporto di lavoro, senza cassa integrazione, con possibilità d'integrare il mancante con lavori socialmente utili o presso altra azienda. Facciamo si che la retribuzione finisca in tasca al dipendente per almeno l'80% di quella complessiva lorda ed ognuno provvede in proprio a crearsi le proprie coperture sanitarie e previdenziali. Creiamo un paese dove ognuno è libero di comportarsi come vuole purché rispetti la libertà e l'incolumità altrui e al contempo sia sempre più responsabile dimostrando attraverso la tracciabilità di tutti i consumi sostenuti qual'è la qualità del suo comportamento e del suo tenore di vita, senza avere l'incubo di controlli e vessazioni da parte del fisco, della giustizia, ecc.. .in modo da premiare effettivamente i comportamenti virtuosi e chi agevola la crescita della società, ecc.. . In questo modo si risolve il problema della giustizia, delle carceri, si ridurrebbero le spese per la lotta alla criminalità organizzata, perché il consumo delle droghe, la prostituzione sarebbero legali, purché tutto tracciato, perciò il giro d'affari in questi ambiti perderebbe d'interesse e diverrebbe PIL reale e non aggiunto con escamotage vari per fare quadrare i conti. Se facciamo queste cose il Paese crescerà velocemente, dopo di ché saranno gli altri ad inseguirci e non viceversa come avviene ora.

annapaola 09/16/2014 22:31

sei pregato di chiarirmi dove vivi....ho la vaga idea tu viva, n.b.... tutt'ora, in un paese dei balocchi, in un'italia tutta tua, purtroppo..... poco poco utopica. Apri, per te e i tuo figli, occhi e orecchie. Se desideri anche un semplice futuro.....auguri

annapaola 09/15/2014 17:23

non condivido praticamente nulla, la conclusione poi mi atterrisce. Perche dovremmo parlare con la comunità europea se L'UNICO modo di salvarsi le terga, è uscire dalla comunità? Trovo assurdo si continui a parlare di dialogare con questi "signori".....