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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Standard & Poor's: gli Euroscettici tedeschi decretano la fine della falsa calma che regna in Europa

Pubblicato su 26 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Dal suo Blog sul Telegraph, AEP commenta l'ultimo report di S&P che sorveglia con estrema attenzione l'irresistibile ascesa degli Euroscettici tedeschi, importante perché si mette di traverso a quell'allentamento dell'austerità da molti auspicato come soluzione ai problemi dell'eurozona (eppure un'illusione che non risolverebbe). 

 

 Ambrose Evans Pritchard, 23 Settembre - Standard & Poor's ha emesso uno straordinario credit alert sull'eurozona, che merita una particolare attenzione.

  
Avverte che la crescita del partito 
anti-euro tedesco AFD mette in discussione il meccanismo di salvataggio dell'euro e mette sotto esame qualsiasi forma di QE, stimolo che è già stato scontato in anticipo dai mercati.

  
Questo costringerà Angela Merkel ad adottare una linea più dura nei confronti dell'Europa, e complicherà ulteriormente la gestione della (già disfunzionale) unione monetaria.
 
L'agenzia di rating ha detto che d'ora in poi monitorerà qualsiasisegnale di rigidità della Germania sulle questioni della UEM volta a scongiurare questa crescente minaccia politica. Il report è stato scritto da Moritz Kraemer, responsabile dei rating sovrani in Europa. Un tedesco. Non è una analisi anglosassone.
  
Alternative für Deutschland sta imperversando in tutta la Germania come un tornado. 
Una settimana fa il partito ha ottenuto il 12.6pcdei voti nel Brandeburgo e il 10.6pc in Turingia, dopo il successo in Sassonia. E ha fatto irruzione in tre parlamenti regionali. Il FDP èstato sistematicamente distrutto. E ora l'AFD sta anche lacerandola base di sinistra del Partito Die Linke.
 
Hanno conquistato sette seggi al Parlamento europeo. Ieri ne abbiamo visto i potenti effetti quando il capo del partito Bernd Lucke ha messo sotto pressione il governatore della BCE Mario Draghi durante la sessione della commissione sugli affari economici e monetari.
  Lucke ha attaccato in particolare i piani della BCE per gli acquisti di asset, insistendo sul fatto che nel sistema finanziario vi è già unaliquidità più che sufficiente a scongiurare la deflazione. Egli ha dichiarato che il QE-lite è semplicemente un modo per spostare il rischio di credito dagli stati ad alto debito verso il centro deicreditori (una politica quasi fiscale che aggira le prerogative sovrane del Bundestag), e comunque non funzionerà: "Lei stasellando il cavallo sbagliato perché non ne ha un altro nella stalla". 
  
Mr. Lucke è professore di economia all'Università di Amburgo, specialista del real business cycle model. Il suo braccio destro è Hans-Olaf Henkel, 
ex capo della Federazione dell'industria tedesca e giornalista finanziario di Handelsblatt. Sono persone serie. I tentativi di etichettarli come romantici estremisti, e ultimamentecome agitatori di estrema destra, è improbabile che possano funzionare. AFD per la prima volta ha dato ai tedeschi scontenti un modo per protestare senza correre il rischio di venire stigmatizzati.
  Ecco alcuni stralci del rapporto di S & P:
 
"Come più grande governo dell'area dell'euro e sicuro punto di riferimento per gli investitori, il ruolo della Germania nella gestione dellcrisi è stato fondamentale. La posizione relativamente forte in politica interna del governo federale tedesco ha facilitato il necessario compromesso.
 
Fino a poco tempo 
fa, nessun partito dichiaratamente euroscettico in Germania era in grado di galvanizzare gli oppositori dei "salvataggi" europei e della assunzione di potenziali rischi finanziari da parte dei contribuenti tedeschi. Ma questa comoda situazione ora sembra essere arrivata alla fine.
  
AFD ha presentato un programma, 
sembra godere di una leadership disciplinata, ed è un partito ben finanziato che fa appello in generale ai conservatori, anche oltre le sue fondamentali radici eurofobiche. La maggior parte degli analisti politici concordano sul fatto che l'ascesa di AFD è improbabile che sia un fenomeno di breve durata. E potrebbe anche avere ripercussioni al di là della politica tedesca.
  
Questo cambiamento nel pa
norama dei partiti potrebbe avere implicazioni sulle politiche dell'area dell'euro,limitando lo spazio di manovra del governo tedesco. Il cancelliere Angela Merkel e il suo partito conservatore CDU hanno a lungo beneficiato della mancanza di unavalida opposizione di destra. Cosa che ha permesso lorodi spostarsi verso il centro dello spettro politico. 
 
Se la popolarità di AFD nei sondaggi dovesse persistere, ci si può aspettarche il CDU tenterà di rioccupare lo spazio politico precedentemente abbandonato. Di conseguenza, dovremmo considerare la forte probabilitàche l'orientamento politico del CDU (e quindi della Germania) sarà di un irrigidimento verso i compromessinell'area dell'euro. Questo potrebbe comportare una minore flessibilità nel ritmo di risanamento dei conti pubblici deglaltri paesi europei, o una certa resistenzaverso il piano coordinatpan-europeo di investimentiverso il quale stanno puntando alcuni governi. Potrebbe anche portare ad una retorica più apertamente critica contro le politiche della BCE, che complicherebbe ulteriormente la politica monetaria non convenzionale.
 
Niente di tutto questo avrebbe importanza se potessimoconsiderare che la crisi dell'euro è ormai dietro le spalle. Tuttavia, è improbabile che sia cosìLa produzione inEurozona è ancora a livelli inferiori al 2007 nel 2014 ladebole ripresa ha subìto una battuta d'arresto in gran parte della zona euro. La disoccupazione rimane pericolosamente alta e le pressioni di disinflazione sono in crescitaGli oneri del debito pubblico continuano a crescere in tutti i grandi Paesi dell'area dell'euro tranne laGermania.
 
Terremo sotto monitoraggio ogni eventuale segno di irrigidimento della Germania. Un tale cambiamento potrebbe ridurre la fiducia degli investitori nella soliditàdel sostegno multilaterale nei confronti di qualsiasi paesesovrano dell'eurozona in caso di necessitàUn tale cambiamento nel “sentiment” potrebbe contribuire a dellecondizioni di finanziamento meno favorevoli per i paesi abasso rating dell'area dell'euro, rispetto ai tassi di interesse storicamente bassi sui titoli sovrani che oggi osserviamo.
  
S & P ha 
anche avvertito che anche la prossima sentenza della Corte europea sul piano di sostegno della BCE per l'Italia e la Spagna (OMT) potrebbe mandare all'aria il progetto.
 
La Corte Costituzionale federale tedesca ha già dichiarato che l'OMT "vìola manifestamente" trattati UE ed è probabilmente "Ultra Vires", il che significa che la Bundesbank non può legalmente prendervi parte. La Corte europea non p ignorarlo, se tiene alla propria sopravvivenza. (Giusto per chiarire, la corte tedesca non rinvia alla Corte di giustizia come a un tribunale superiore. Si riserva il diritto sovrano di respingere qualsiasi cosa le istituzioni europee facciano, e i suoi zelanti funzionari acutamente ricordano che i Paesi membri sono i "Maestri dei trattati" e non il contrario). 
   
David Marsh dal forum monetario OMFIF - e autore di 
unlibrsulla sulla Bundesbank e l'euro - dice che non ci può essere alcun serio QE in queste circostanze. "Il QE non è sul tavolo. Si tratta di una falsa pista" ha detto."

 

Sono interamente d'accordo con l'analisi di S & P, e noto anche una forte divergenza nella percezione del mercato tra gli esperti tedeschi (o quelli che leggono tedesco e seguono da vicino la Germania) e la confraternita globale anglo-sassone. Gli americani, in particolare, sembrano considerare la BCE come la controparte della Federal Reserve, che risponde ai normali segnalidell'economia. Non è nulla del genere. La BCE è un animale politico. Non può discostarsi molto dal consenso politico tedesco, o almeno non può farlo in modo sicuro. 
  
E' già chiaro che la Germania la tirerà per le lunghe per mesi sul piano della BCE 
di acquisti di obbligazioni private (ABS, RMBS, covered bond). L'asse Berlino/Francoforte cercherà di garantire che non si arrivi a molto - almeno fino a quando non sarà la Germania stessa ad averne bisogno.
  Questa settimana il governatore della Bundesbank Jens Weidmann ha detto che il piano di acquisto titoli della BCE sposta il rischio dalle banche ai contribuenti. In ogni caso, ha detto, è"dubbio" se ci siano degli asset di alta qualità disponibili a sufficienza per fare la differenza.  
Sì, Weidmann era stato messo in minoranza sull'OMT nell'agosto 2012, ma quello era un episodio completamente diverso. Non erastata messa in minoranza la Germania. Il ministro delle finanze tedesco aveva contribuito a creare l'OMT, come male minore in un momento in cui l'Italia e la Spagna stavano andando fuori controllo.
  
Questa volta Berlino è più vicina alla Bundesbank. Il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble ha respinto ogni proposta di reflazione,
lanciando l'allarme al G20 sul fatto che si stanno già formando dellebolle nei mercati azionari e immobiliari.
 
Siamo tornati al problema centrale che ha tormentato la zona euro
nelle sue tre esperienze pre-morte – Maggio 2012, novembre 2011 e luglio 2012 - che è fino a che punto il corpo politico tedesco è disposto a spingersi per sostenere l'unione monetaria quando siarriva al dunque.
  
Questo problema non è mai stato risolto. In ogni fase la Germania ha accettato di fare solo quel tanto che bastava per mantenere in vita l'UEM, sempre all'ultimo minutosenza mai andare abbastanza lontano da mettere l'unione monetaria su un sentiero sostenibile(molto difficile a mio avviso, anche se questo non impedirà aileader UE di continuare così fino a che le vittime non prenderannoin mano la situazione).  

 

Qualunque spazio esistesse quando Angela Merkel non doveva fronteggiare nessuna opposizione euroscettica coerente, ormai è passato in maniera irreversibile. Se e quando la prossima crisicolpirà, Prof. Lucke dell'AFD le sbarrerà la strada con le baionette, non con i forconi.
Tratto da:http://vocidallestero.blogspot.it 
Standard & Poor's: gli Euroscettici tedeschi decretano la fine della falsa calma che regna in Europa
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