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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SCATTATO OGGI IL BLOCCO DELLE IMPORTAZIONI IN RUSSIA DI CALZATURE, ABBIGLIAMENTO, PELLETTERIA MADE IN ITALY (DISASTRO!)

Pubblicato su 3 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

Lunedì 1 settembre 2014

LONDRA - Dopo aver affossato il settore agroalimentare adesso la politica antirussa del governo Renzi rischia di distruggere un altro fiore all'occhiello del made in Italy.

E difatti l'1 Settembre - cioè oggi - entra in vigore una risoluzione per lo stop all’importazione di calzature, capi d’abbigliamento e pelletteria da Usa e Unione Europea firmata l’11 agosto dal premier Medvedev.

Per ora tale risoluzione parla solo di forniture di abbigliamento e tessile legate allo Stato e agli enti russi ma se l'Unione Eruopeadecidesse di imporre nuove sanzioni contro la Russia ecco che il blocco potrebbe estendersi a tutti i prodotti tessili e calzaturieri causando il fallimento di migliaia di aziende e aggravando la recessione che sta attanagliando il nostro paese.

Questa situazione sta causando il panico tra gli imprenditori tellisi e calzaturieri dell'Emilia Romagna i quali, in un'intervista rilasciata su Il Resto del Carlino, spiegano come un blocco delle importazioni sarebbe veramente disastroso visto che la Russia e' l'unico paese dove queste aziende stanno facendo affari e i consumatori russi stanno dando una boccata d'ossigeno a un settore danneggiato dalle politiche di austerita' imposte dalla UE.

E cosi' mentre molti lavoratori non sanno se nei prossimi mesi avranno i soldi per mangiare, Matteo Renzi annuncia oggi l'ennesimo progetto, stavolta chiamato "1.000 giorni" con il quale avvisa che i suoi "obbiettivi" andranno valutati nel 2017. Un delirio, se si pensa che la maggior parte degli imprenditori italiani non sa se riuscirà ad arrivare a fine 2014 senza dichiarare fallimento.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.

Tratto da: 

http://www.ilnord.it

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