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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Ma che cosa volete ancora dalle pensioni, gran pezzi di ladri…

Pubblicato su 27 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

di ELSA FARINELLIpensionati 300x191 Ma che cosa volete ancora dalle pensioni, gran pezzi di ladri…

Il Fondo monetario internazionale, la “massoneria” finanziaria, ha dettato le regole: tagliare pensioni e sanità in Italia. Eh beh, certo, non si toccano le rendite dei finanzieri, non si toccano i fallimenti delle banche, pagati e ricoperti con i soldi dei contribuenti, però per far tornare il pareggio bisogna toccare i diritti acquisiti.

Fatte salve alcune categorie: gli alti magistrati, come già visto, e i manager del Parlamento che, come riportato anche su questo giornale, incassano più di un capo di Stato.

Ma intanto l’ordine di ridurre le pensioni è arrivato, mentre proprio in questi giorni escono dati agghiaccianti sul fronte previdenza. Dal dossier “Politiche fiscali, indicizzazione e progressivo impoverimento delle pensioni” realizzato dal Cupla (Comitato unitario pensionati lavoro autonomo) in collaborazione con il Cer, emerge che l’aumento delle addizionali locali e il mancato recupero del drenaggio fiscale hanno ridotto il potere di acquisto soprattutto per i 7,4 milioni di pensionati, il 44% del totale, che vivono in semipovertà con una pensione inferiore a 1.000 euro lordi mensili”.

Le pensioni più basse hanno subìto una perdita del potere d`acquisto del 4%, in media il rapporto è tra il 2 e il 7%. Inoltre, le pensioni più povere si collocano oggi oltre tre punti percentuali al di sotto della soglia di povertà assoluta. Negli ultimi dieci anni il quadro è andato via via deteriorandosi. La proposta uscita dal Comitato unitario è di  adeguare gradualmente i trattamenti minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale, cioè da 500 a 650 euro mensili come ci chiede, del resto, la carta sociale europea.

E la riduzione del cuneo fiscale prevista per i soli lavoratori dipendenti con retribuzione mensile fino a 1.500 euro, che hanno recuperato 80 euro mensili, deve essere estesa anche ai pensionati a partire dalle fasce più basse di reddito.

 

da L’indipendenza

Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it

Ma che cosa volete ancora dalle pensioni, gran pezzi di ladri…
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