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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione diventa l'anti NATO

Pubblicato su 14 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

 

L’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (SCO) apre la porta a nuovi membri. Al summit che inizia l’11 settembre a Dushanbe i membri della SCO intendono apportare le relative modifiche allo statuto dell’organizzazione. Ciò consentirà di ammettere alla SCO l’India e il Pakistan. I leader dei paesi della SCO dedicheranno una grande attenzione anche alle questioni relative alla cooperazione militare. Secondo il parere degli esperti, la SCO si trasforma da organizzazione regionale in un reale contrappeso alla NATO.

Attualmente i membri della SCO sono la Russia, Cina, Kazakhstan, Kirgizstan, Tagikistan ed Uzbekistan. Vogliono entrare in questa associazione anche India, Pakistan ed Iran. Al summit di Dushanbe saranno adottare le decisioni che permetteranno di estendere la lista dei membri dell’organizzazione. Già nel 2015, all’incontro di luglio dei leader dell’organizzazione che si terrà nella città russa di Ufa, l’India e il Pakistan potranno passare dalla categoria degli osservatori a membri a tutti gli effetti della SCO. Con l’Iran la situazione è più difficile, visto che il paese è soggetto a sanzioni dell’ONU.

Subito dopo il summit di Dushanbe la Russia assumerà la presidenza della SCO. Già nella capitale del Tagikistan sarà pubblicato il messaggio del presidente russo con l’esposizione delle priorità del lavoro durante il periodo di presidenza di Mosca. È già noto che la lista delle priorità include l’approvazione della strategia di sviluppo dell’organizzazione fino al 2025 e la creazione del centro della SCO per l’opposizione alle minacce alla sicurezza. Ultimamente tali minacce diventano, purtroppo, sempre più numerose. La Russia deve per forza tenerne conto, ha fatto notare giorni fa il presidente Vladimir Putin:

Appaiono moltissime nuove minacce. Recentemente, come sapete, è stata presa la decisione di accrescere le forze della NATO nell’Europa Orientale. La crisi in Ucraina, che, propriamente parlando, è stata provocata da alcuni nostri partner occidentali, viene usata per rianimare questa alleanza militare. Tutto questo sarà, indubbiamente, tenuto da noi in conto durante l’adozione delle decizioni chiamate a garantire la sicurezza del nostro paese.

A quanto risulta, una delle decisioni riguarda appunto lo status della SCO. L’estensione della lista dei membri del “Club di Shanghai” porterà ad un notevole aumento della sua influenza, sostiene Aleksandr Lukin, direttore del Centro di studi sull’Asia Orientale:

Ciò modificherà cardinalmente l’organizzazione. Per il momento vi sono due grandi paesi, ossia la Russia e la Cina. L’India è uguale a questi paesi per popolazione e per territorio ed è quindi altrettanto “consistente”. Ciò conferirà un peso molto maggiore alla SCO. L’ingresso dell’India e del Pakistan significherà che l’organizzazione sarà una delle più influenti al mondo. Di conseguenza, il peso delle sue decisioni non sarà inferiore a quello delle decisioni del mondo occidentale.

I leader dei paesi della SCO discuteranno a Dushanbe anche l’idea di Mosca di trasformare la struttura antiterroristica regionale in un centro universale di opposizione alle sfide alla sicurezza. La scelta di una linea marcata verso l’estensione e lo sviluppo della componente militare indica che sta cambiando la struttura stessa della SCO, dice l’esperto militare Aleksej Fenenko:

Per la Russia sono cambiati la percezione stessa e il contesto della SCO. In precedenza la Russia cercava di dimostrare che la SCO fosse un’organizzazione meramente regionale non diretta in nessun modo contro gli interessi degli USA o della NATO. Ora, invece, in seguito agli avvenimenti ucraini, Mosca insiste, naturalmente, che la SCO sia un determinato contrappeso alla NATO e agli USA. La Russia diventa quindi meno tollerante, rispetto a 7-8 anni fa, verso la presenza americana nell’Asia Centrale.

Alla vigilia del summit il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov ha scritto nel suo articolo che la Russia come presidente della SCO si prununcerà per l’adozione di passi coordinati nella sfera della sicurezza economica, finanziaria, energetica ed alimentare. Così, viene discussa un’introduzione più larga dei pagamenti reciproci in valute nazionali. Vengono studiati grandi progetti multilaterli nella sfera dei trasporti, dell’energia, dell’agricoltura e dell’uso pacifico dello spazio. All’estensione dei legami pratici contribuisce l’attività del Consiglio imprenditoriale, dell’Unione interbancaria e del Club energetico creati presso la SCO.

Il programma del presidente russo Vladimir Putin include la conversazione tradizionale con il presidente della Repubbica Popolare Cinese, Xi Jinping, le prime trattative a tre dei leader della Russia, della Cina e della Mongolia. Sono previsti anche incontri con il presidente uzbeko Islam Karimov, con il "padrone di casa" del summit Emomali Rahmon, con il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbaev e con il presidente iraniano Hassan Rouhani. In conlusione i partecipanti al summit intendono adottare la Dichiarazione di Dushanbe. Oltre ai temi di cui sopra, vi saranno inclusi punti sull’Ucraina. Questo tema sarà discusso in una riunione a porte chiuse. I capi dei paesi della SCO si esprimono per il più sollecito ripristino della pace in Ucraina e per il proseguimento delle trattative.

/s

Tratto da:http://italian.ruvr.ru

© Foto: RIA Novosti/Mihail Klimentev

© Foto: RIA Novosti/Mihail Klimentev

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