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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ENCICLOPEDIA “MODELLO TEDESCO PER PIIGS”: EXPORT, DEFLAZIONE SALARIALE E REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI TRA LAVORATORI E PROFITTI

Pubblicato su 10 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Oggi un post sul modello tedesco che è stato consegnato ai nostri Premier fantoccio sotto forma di ENCICLOPEDIA.

Il sottotitolo potrebbe essere:

DEFLAZIONE SALARIALE E REDISTRBUZIONE DEI REDDITI

(DALL’ANALISI DELL’EXPORT ITALIANO LA STRADA PROGRAMMATA DAL PARTITO DEMOCRATICO)

 

Seguendo le linee di pensiero del Fondo Monetario Internazionale possiamo dividere le aziende esportatrici in cinque categorie:

1) Science-based industries: Farmaceutico, elettronica e aviazione (grandi aziende in cui la ricerca scientifica è interna e avanzatissima).

2) Specialized Supplier industries: spesso dominate da aziende più piccolo che progettano, producono attrezzature customizzate per un particolare processo o bisogno:

3) Traditional industries: tessile, mobile, cibo, e attività manifatturiera di base dove l’innovazione interna è meno importante e le nuove tecnologie sono approvvigionate presso fornitori di apparecchiature e materiali;

4) Scale-Intensive industries: dove l’innovazione deriva principalmente dalle economie di scala Qui possiamo effettuare una sottodistinzione tra:

4.1 Technology-based scale-intensive industries: motori, veicoli e altre apparecchiature di trasporto

4.2 Resource-based scale-intensive industries: industria chimica, prodotti petroliferi raffinati, metalli e cibi trattati.

 

L’export Italiano ha un peso rilevante dei prodotti tradizionali ma anche di forniture specializzate. La percentuale di aziende esportarici italiane in questo settore è una peculiarità tutta italiana, di gran lunga superiore rispetto a Germania e USA.

 

E’ proprio questo il settore che viene visto come l’elemento cardine del nostro export. Le aziende di questo settore (piccole e medio-piccole di dimensioni) con una grande capacità di incremento dell’innovazione e un bel range di alta qualità e prodotti ad alti margini e poca concorrenza (apparecchiature meccaniche, strumenti di precisione, macchinari specializzati per industria e agricoltura).

 

Spesso organizzate in network tra loro o in distretto industriale, l’inventiva e l’agilità di questo settore sono state ritenute in passato uno dei principali fattori che hanno consentito all’Italia di mantenere nel mondo la propria invidiabile posizione di competitività (nonostante il deterioramento della capacità competitiva di prezzo del Sistema Paese).

 

Dove giace la fregatura che il Partito Democratico e i suoi dirigenti vi nascondono?

Nella numerosità delle medesime e, quindi, nelle prospettive di PIL ed occupazionali:

ITALIA CHE ESPORTA GRAFICO 1

 

Esse rappresentano al massimo un terzo delle aziende esportatrici….QUINDI NESSUNA SPERANZA DI GRANDISSIMI NUMERI !

ITALIA CHE ESPORTA GRAFICO 2

 

Il PD e i suoi Dirigenti non si rendono conto che l’INGANNO DEL CAMBIO FISSO STA DISTRUGGENDO LE AZIENDE DEL QUARTO E QUINTO TIPO (technology scale based e resource scale based): Produzione di Automobili, di Escavatori, di Raffinerie, ecc. ecc.

Piano piano siamo scesi ampiamente sotto la media Europea! Mentre, guarda caso, la Germania che aveva OPEL e altre grandissime strutture talmente in crisi che una FIAT sgangherata per poco non se le prendeva A GRATIS, oggi invece grazie al buon Frenkel è ampiamente sopra la media UE!

ITALIA CHE ESPORTA GRAFICO 3...che cosa comporta questa nuova impostazione

 

Come agisce questa strategia teutonica nel paese? Nello stivale? In questo modo:

1) In Italia l’aumento dei prezzi è stato inferiore all’aumento dei costi nella catena del valore (ovvero calo marcato dei profitti);

2) In Germania hanno attuato un calo dei prezzi per aumentare la competitività inferiore al calo dei salari, in questo modo i capitalisti tedeschi hanno aumentato la capacità competitiva dei loro prodotti e i loro stessi profitti perché HANNO VENDUTO MOLTO DI PIU’ E A CONDIZIONI DI PROFITTO DI GRAN LUNGA MIGLIORI!

ITALIA CHE ESPORTA GRAFICO 3...perchè le auto sono morte

 

Quindi, ricapitoliamo:

1) IL MODELLO EXPORT CHE L’ENCICLOPEDIA CRUCCA PREVEDE PER L’ITALIA E’ DEL TIPO: lavorate solamente su export specialized suppliers

2) LASCIATE A NOI TEDESCHI LE PRODUZIONI INDUSTRIALI IN LARGA SCALA (autovetture ecc ecc.) PERCHE’ SIAMO PIU’ BRAVI A SFRUTTARE LE AMPIE MASSE DI MANODOPERA CHE SI RENDERANNO DISPONIBILI TRAMITE LE STRATEGIE DISINFLAZIONISTICHE IN ATTO

3) IL CONTRATTO DI LAVORO IN ITALIA GENERA IMPOSSIBILITA’ DI ABBASSARE IL COSTO QUINDI LA FIAT BLOCCA LE PRODUZIONI DI MACCHINE (CHE COSTANO QUANTO QUELLE TEDESCHE MA PIACCIONO DI MENO) APRENDO UN’AUTOSTRADA ALLE MACCHINE CRUCCHE

4) I TEDESCHI CHE NON AVREBBERO BISOGNO DI ABBASSARE GLI STIPENDI LO FANNO PERCHE’ RIESCONO COSI’ A COPRIRE I MERCATI LASCIATI VUOTI DAI PAESI AI QUALI SI SUGGERISCE DI LAVORARE IN ALTRI SETTORI…..LO DEVE FARE PERCHE’ I PREZZI INTERNAZIONALI DEVONO COMUNQUE ESSERE ALLINEATI ….PER RENDERE NON COMPETITIVI I PRODOTTI DEGLI ALTRI PAESI.

 

Ecco, queste sono le cose che trovate nell’enciclopedia sopra pubblicizzata, a disposizione di ogni figlio di Italiano che riuscirà a sopravvivere al disastro che RENZIMUSSOLINI sta facendo in Italia.

Buona fortuna …. sopravvissuti e sopravvivendi….!

 

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

MARINARECCIA2

Tratto da:http://scenarieconomici.it/enciclopedia-modello-tedesco-per-piigs-export-deflazione-salariale-redistribuzione-dei-redditi-lavoratori-profitti/

 
ENCICLOPEDIA “MODELLO TEDESCO PER PIIGS”: EXPORT, DEFLAZIONE SALARIALE E REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI TRA LAVORATORI E PROFITTI
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