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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

"Cambierà presto tutto come è avvenuto con la prima e la seconda rivoluzione industriale". J. Rifkin e la fine del capitalismo

Pubblicato su 25 Settembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Possiamo accettarlo e agire di conseguenza oppure rimanere spettatori del cambiamento altrui”

 

“Al cuore del capitalismo c’è una contraddizione che ne sta ora accelerando la fine. Cambierà tutto come è avvenuto con il motore a vapore, il telegrafo e la ferrovia durante la Prima Rivoluzione ed elettricità, telefono e petrolio durante la Seconda. Possiamo accettarlo e agire di conseguenza oppure rimanere spettatori del cambiamento altrui”. E' il pensiero  di Jeremy Rifkin, nei giorni scorsi a Milano, Mantova e Trento per presentare il suo nuovo libro, La società a costo marginale zero - tutto questo è già realtà. 
 
Nella ricostruzione che fornisce Elisabetta Roncalli sul il cambiamento.it, una società caratterizzata da costi marginali prossimi allo zero rappresenta per Rifkin il contesto a massima efficienza in cui promuovere il benessere generale e, nel contempo, il punto di flesso che segna l’inevitabile uscita del capitalismo dalla scena mondiale. Infatti quando i beni e i servizi diventano quasi gratuiti, il profitto precipita, il mercato si atrofizza e il sistema capitalistico muore. A cominciare dal suo elemento fondante: la proprietà.
 
Prendendo a riferimento anche una ricerca condotta da Ipsos e commissionata da Airbnb e BlaBlaCar secondo cui il 31% degli intervistati si dimostra interessato ad utilizzare i servizi collaborativi, il 57% prevede una forte diffusione del ride sharing, del co-working e del car sharing, il punto di svolta è ormai vicino, secondo le previsioni di Rifkin: stando alla sua ricostruzione, entro il 2050 il mercato capitalistico si ritrarrà in nicchie sempre più ristrette, mentre si affermerà sulla scena mondiale un nuovo sistema economico, quello del Commons collaborativo. Nel nuovo scenario la gestione e il controllo centralizzato del commercio cedono il passo alla produzione paritaria, distribuita e a scala laterale, segnando quindi la fine delle bipartizioni “proprietari e lavoratori”, “venditori e consumatori”. Arroccarsi in una Seconda rivoluzione industriale ormai al tramonto, con opportunità economiche sempre più modeste, un Pil sempre più contratto, una produttività sempre più in calo, un tasso di disoccupazione sempre più alto e un ambiente sempre più inquinato, è quindi improponibile, secondo Rifkin.
 
Questa trasformazione deve poi essere accompagnata da un cambiamento culturale, quello che Rifkin chiama “sviluppo di una coscienza biosferica”, ovvero quella coscienza che porta a riconoscere che le vite degli individui sono intimamente interconnesse, che il benessere personale dipende dal benessere della più ampia comunità nella quale si vive e che, ancora, tutto ciò che si fa lascia un’impronta ecologica. 
 
Fonte: ilcambiamento.it
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
"Cambierà presto tutto come è avvenuto con la prima e la seconda rivoluzione industriale". J. Rifkin e la fine del capitalismo
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Vincenzo 09/25/2014 16:44

Nonostante la elegante perifrasi, Rifkin non fa altro che rifilarci la teoria marxiana della cd. “caduta tendenziale del saggio di profitto” .
La cosa risale ad Adam Smith e dovrebbe più o meno funzionare così: posto che il valore di ogni bene prodotto dipende dalla quantità di “ore – lavoro” in esso incorporate, il “progresso” tecnologico fa diminuire il fattore “lavoro” (umano), riducendo il “plusvalore” (economico) appropriabile dal capitalista.
Le formule sarebbero queste (“P” è plusvalore, “C” capitale costante, “V” capitale variabile):
Saggio del plusvalore: S = P/V
Saggio di profitto: S = P/(C + V).
Se ne deduce: il decrescente “rendimento” (economico) porta all’inesorabile estinzione del modo di “produzione capitalistico” (settecentesco).
Conclusione di Rifkin, anzi di Marx: allegri, i capitalisti sono morti (o quasi), preparatevi ad un “mondo nuovo” (ovvero al “sol dell’avvenir”).
Purtroppo le cose non stanno così, ed il primo a saperlo è proprio Rifkin.
L’attuale modo di produzione “capitalistico” (il potere di “comandare lavoro”) non si fonda affatto sull’appropriazione del “valore – lavoro”, ma sull’espropriazione del “potere di scambio”, ed esso non ha origine nel moderno mondo “industriale” (produzione tessile inglese), ma nel più vecchio mondo commerciale (mercanti-orafi italiani e renani).
E ciò dà conto anche dell’oscurità del concetto di “accumulazione originaria del capitale” in Marx.
Base del moderno “potere capitalistico”, come Rifkin ben sa, non è infatti, né un dato “economico”, né un dato “tecnologico”, bensì un dato “legale”: la espropriazione - mercificazione della (immateriale) convenzione sociale in cui consiste il “mezzo” di scambio (del “valore”) chiamato “moneta”,con il connesso inestinguibile monopolio “privato” della cd. merce “denaro”, che induce i suoi necessitati “acquirenti” ad un altalenante pericolo di vita (espansione-rarefazione monetaria).
Il problema è che tutto ciò è fondato su un sostanziale trucco da baraccone originato dalla quattrocentesca “nota di banco” (rectius, lettera di cambio traettizio), tanto banale, quanto stupido, e ciò esige che la “scoperta” del comodo modo di “campare a spese del prossimo” sia accuratamente tenuta segreta, e, se del caso, sia accanitamente difesa, ad ogni costo.
Il sistema è infatti intrinsecamente instabile, e funziona solo con la truffa: per reggersi, deve quindi necessariamente essere dittatoriale, violento e disumano.
Il ché spiega, epoca, organicità e segretezza del sottostante “progetto politico” di schiavitù “totale”, e dà conto della sistematicità della “menzogna del potere” e della sua “cultura ufficiale”.
A partire dalla celebrata nascita dello “stato moderno” sancito dalla pace di Westfalia del 1648 , con la benedizione di Ugo Grozio.
Ciò che permise all’Olanda di esportare in Inghilterra il modello della Banca Nazionale di Amsterdam fondata dalla “nobiltà nera veneziana” nel 1609 (ed il meccanismo di saccheggio delle Compagnie delle Indie), ponendo così le basi della “moderna” banca di “emissione” che Guglielmo III legittimerà nel 1695.
Inutile ripercorre le tappe che hanno “universalizzato” il sistema della “truffa monetaria”, anche perché Rifkin le conosce bene.
Quello che può comunque osservarsi è un invariabile modus operandi, più o meno riassumibile nelle seguenti successive fasi: a) espansione del debito sovrano e/o privato (previa guerra portata o subita dal paese); b) stretta monetaria e/o creditizia (es. crisi del ’29); c) massacro generale (guerre mondiali, che tanto hanno fatto felice Thomas Malthus); d) espropriazione di interi patrimoni (es. piani Dawes e Young); e) schiavismo culturale e monetario (es. maggio francese, New Age, e cialtronerie omosessuali varie).
Quindi, in definitiva, ciò che Rifkin ci sta comunicando è più o meno questo: allegri, alla fine di questa “crisi” epocale sarete, sì, schiavi nullatenenti, ma felici di aiutarvi l’uno con l’altro.
Ma questo, non è forse per caso la realizzazione della famosa “Agenda 21” ? (per eventuale conferma: http://www.cieliparalleli.com/Politica/agenda-21-la-politica-di-spopolamento-del-vaticano-tramite-il-club-di-roma.html
http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2013/10/unico-tema-de-popolazione-david-rockefeller-pubblicamente-in-video-agenda-21-usa.html).
Vincenzo del Sannio

stefano l. 09/25/2014 14:23

... stando alle teorie marxiste, dopo il capitalismo ci sarebbe stato il socialismo, cioè quello che qui si chiama "commons collaborativo" ... comunque Marx pensò a sviluppi a partire da pochi (e ottocenteschi) dati. Non so se la tecnologia Keshe sia una verità o una bufala, ma nel primo caso forse l'accelerazione della fine del sistema petro-fossile-capitalista, avverrebbe semplicemente grazie ad una scoperta sensazionale in grado di cambiare per sempre il mondo ... verso il BENE. Ma i cospiratori massonici stanno cercando di inasprire le tensioni per fare precipitare tutto verso il baratro: forse la svolta epocale è questa. Consapevolezza e non "sonno delle coscienze" ... forse il buon vecchio Marx ci aveva azzeccato,un poco?