Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Snam, Terna e cinesi in Cdp Reti, tutti i nodi e gli enigmi politici

Pubblicato su 2 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

Tutto chiaro dunque dopo i tweet di Franco Bassanini in risposta ai rilievi diFormiche.net? Non proprio.

Il presidente della Cassa depositi e prestiti ha voluto spiegare in trasparenza alcuni lati oscuri dell’ingresso con il 35 per cento dei cinesi di State Grid in Cdp Reti, la controllata di Cdp che possiede le quote di controllo di Snam e Terna, due asset strategici visto che si sta parlando delle reti nazionali del gas e dell’energia elettrica.

Ma se Bassanini, ovviamente, in quanto presidente della controllata del Tesoro, ha approfondito solo gli aspetti economici dell’operazione, restano inespresse alcune questioni politiche e istituzionali che non competono ai vertici della società e che ricadono invece su Palazzo Chigi e sul ministero dell’Economia.

Diversi addetti ai lavori che hanno seguito il dossier hanno rimarcato come il silenzioso via libera politico arrivato dal governo si è innestato sull’atarassia della presidenza del Consiglio sulla questione golden power, sotto cui ricadrebbe il caso Cdp Reti. Peccato che l’atteso dpcm di disciplina della normativa che è subentrata alla golden rule non è stato ancora firmato dal premier.

In altri termini i cinesi sono entrati in due asset strategici e due uomini di State Grid siederanno nel cda di Cdp Reti e anche in Snam e Terna, senza che sia stato emanato il provvedimento che regola operazioni del genere da parte di soggetti esteri. Un vuoto normativo colmato evidentemente da una volontà politica, forse non solo per consentire a Cdp di far cassa.

D’altronde anche la scelta economica ha implicazioni politiche. Se, come pare, quella dei cinesi è stata l’unica vera offerta formalizzata per rilevare una parte del 49% posto in vendita, proprio lo scarso appeal economico deve aver avuto un corrispettivo molto politico per convincere i cinesi ad acquisire il 35% di Cdp Reti. Ovvero: nell’operazione i cinesi hanno intravisto un affare geopolitico più che meramente finanziario, come d’altronde si conviene a un colosso energetico statale come State Grid.

Per questo non si può non tornare a biasimare il fatto che mentre premier e ministri dedicano sforzi e argomentazioni a iosa al nuovo Senato renziano, nemmeno un tweet è stato dedicato a una bazzecola come la vendita a Pechino di quote rilevanti delle reti del gas e dell’energia.

Quisquilie, non degne di menzione neppure nella direzione di ieri del Pd.

Tratto da:http://www.formiche.net

Snam, Terna e cinesi in Cdp Reti, tutti i nodi e gli enigmi politici
Commenta il post

elegantissimo 08/04/2014 11:58

Alto tradimento! In settori strategici e di sicurezza nazionale, tipo approvvigionamento energetico, lo Stato e non il governo dovrebbe impedire operazioni di tale stampo delinquenziale. Ecco come alle parole seguono i fatti. Monti, Letta e il garzone di bottega Renzi hanno portato a compimento il progetto della svendita e schiavitù del popolo italiano, privatizzando tutti gli asset nazionali. L'analisi sarebbe lunga, ma sono i fatti a rendere la realtà concreta.Il coacervo della CDP Spa è il problema non la soluzione (70% MEF e 30% Fondazioni bancarie è tutto dire!) Monti ovvero il curatore fallimentare Mario Monti( è importante sapere che per sei mesi mantiene ad interim anche la carica di ministro del MEF e quindi carica incompatibile con molti decreti emanati ), tra questi c'è la modifica dello statuto della CDP Spa , per lasciare al suo posto per altri due mandati il presidente, l'onnipresente Bassanini, che per essere in quel ruolo deve essere il garante dell'area politica ma gradita ai banchieri. Infatti se si nota, nel cda della stessa , siedono tre nomi pubblici e quattro privati. Non solo Monti con decreto ministeriale regala 105 milioni di azioni privilegiate agli stessi azionisti, evitando che nuovi soggetti possano entrare e disturbare le manovre dei soliti. In più autorizza la CDP Spa a svolgere le stesse operazione prevista dal Titolo V della legge bancaria, ed operare anche nel mercato della finanza derivata costituendo le SGR(società di gestiono del risparmio) nel caso specifico INVIMIT Spa (il giocattolo rubato a Mastrapasqua-Inps). Nello stesso periodo sedeva in cda un certo Gotti Tedeschi(ex presidente dello scandalo dello IOR). Letta ,l'assistente del curatore fallimentare Monti, si reca a New York presso il salotto del CFR per ricevere l'assenso alle vendite delle aziende di stato. Infatti il cavallo di Troia si chiama Poste Italiane Spa 100% CDP Spa, la prima vittima e operazione ALITALIA. Claudio, non smetterò di ringrati/Vi per la mole di notizie che quotidianamente fornisci/Te, quanto asserito è negli atti, documenti, fonti certe, siamo in mano a delinquenti, malavitosi, criminali.