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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Sessanta camion di pesche per una rivoluzione.

Pubblicato su 11 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

Sessanta camion frigoriferi sono stati bloccati ad una delle frontiere che portavano le merci europee, in questo caso italiane, trattandosi di pesche piemontesi mature, all'interno del mercato russo. Accaduto perché Mosca ha stabilito l'embargo simmetrico a quello deciso dalla UE, nei confronti dei prodotti dell'Unione Europea e dato che l'Italia fa parte - maledettamente - dell'Unione Europea, adesso le aziende agricole da cui provenivano questi 12.000 - dodicimila - quintali di pesche possono serenamente fallire. Si immoleranno sull'altare delle "sanzioni" volute dalla Nato per conto della Casa Bianca contro il Cremlino, reo di aver annesso la Crimea con l'aggravante di offrire un retroterra d'aiuti e di sostegni ai ribelli - d'etnia russa - delle regioni dell'Est Ucraina, abitate all'80% (in alcune aree si sfiora il 100%) da popolazioni russe - per l'appunto - fino alla radice dei capelli.

L'Unione Europea s'è dimostrata essere ciò che è: una nullità politica. Sessanta camion di pesche da buttare a macero sono il migliore esempio per capire il nonsense di un'istituzione incapace di difendere gli Stati che la compongono e di offrire una propria visione, un proprio indirizzo che dia dignità alla parola Europa.

L'Europa non esiste. E' e rimane una colonia americana. Anche un cretino capirebbe che tornare indietro nella Storia al clima della Guerra Fredda è esattamente ciò che vuole Obama: dividere il Vecchio Continente dalla Russia per impedire che l'unione di queste due forze produca come conseguenza il declino dell'Impero americano sull'Occidente.

Sessanta camion di pesche - tra l'altro - sono poca cosa rispetto il danno che sta per subire la Germania della cara signora Merkel, dalle sanzioni anti russe.

Spero sappiate - di certo lo sanno i tedeschi - che la Russia rappresenta il primo mercato - altro che UE - per le industrie della Germania, che proprio in Russia esporta la maggior parte di quanto produce.  E in ogni settore. 

L'embargo però - per l'Italia - non si ferma alla frutta matura. Le associazioni di categoria del settore agricolo hanno calcolato un danno di almeno un miliardo di euro. Interi settori produttivi italiani, salumi, formaggi, prodotti caseari in genere, saranno letteralmente piallati dall'embargo russo. 

La Bulgaria un paio di mesi fa ha annunciato che chiederà il rimborso dei danni "da sanzioni" alla UE. Renzi invece tace. La Germania anch'essa tace, ma in silenzio prepara un piano di pace assieme a Putin per far terminare la guerra in Ucraina dell'Est e allo stesso tempo salvare l'arrivo del gas russo senza il quale la locomotiva tedesca si ferma di schianto. 

Renzi invece l'unica cosa che è riuscito a pensare è stata la proposta di nomina dell'innominabile signorina Mogherini a ministro degli Esteri UE, una scemenza clamorosa. 

In tutto questo, i dati complessivi dell'economia dell'Eurozona fanno rabbrividire: produzione industriale affondata (in Germania è in calo del 3,2%) esportazioni azzerate, disoccupazione a livelli del dopoguerra. E il segnale è uniforme, nell'Eurozona. Resta da capire se Renzi si stia rendendo conto che il suo tempo sta per scadere.

Oggi, il Financial Times gli ricorda che "la luna di miele con la UE è finita" e che le sue politiche economiche "sono deludenti" e che "adesso deve dare risposte convincenti a Bruxelles".

Non si hanno notizie di una replica dell'interessato, che a fronte di tutto ciò non trova di meglio da fare che andare a trovare i Boyscout da qualche parte in Toscana.

L'inadeguatezza di Renzi sfonda nel patetico, ha il tratto involontariamente provinciale che suscita arrivati a questo punto più pietà che rabbia. 

In un Paese che avesse dignità guidato da un governo che avesse a cuore prima di ogni altra cosa l'onore di rappresentare la massima istituzione nazionale, quei 60 camion di pesche pronte a marcire per colpa della sciagurata imbecillità di rivoltanti burocrati da quattro soldi chiusi nelle stanze di Bruxelles a gestire unicamente i loro sordidi interessi assieme a banchieri gangster e vecchi, viscidi oligarchi del calibro di Juncker, diverrebbero un'arma atomica. Sarebbero il detonatore di una rivolta italiana alla dittatura UE, colonia della Casa Bianca gestita dal peggior presidente della storia americana, il signor Obama.  

Ma Renzi non ha dignità perchè non ha maturità e non ha coraggio. Rappresenta fino in fondo l'italietta provinciale stupida e codarda adattata ad ogni bisogna, anche la peggiore: calarsi le braghe.

E quindi, cari italiani che avete votato Pd-Renzi, guai a voi se ora vi lamentate. L'avete voluto, ve lo tenete. 

Finchè non scoppierà la rivoluzione. Allora sì, che fare tutto un conto.

A presto.

max parisi

 

Tratto da:http://www.ilnord.it
Sessanta camion di pesche per una rivoluzione.
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