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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

''LA QUESTIONE EURO E' AL CENTRO DEL PROBLEMA-FRANCIA. IL GOVERNO E' RASSEGNATO, NOI FRANCESI NO!'' (AVVISO DI GUERRA)

Pubblicato su 30 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Lo stimato economista francese Jacques Sapir commenta il "secondo governo Valls" ed è un'analisi dura: al centro del disastro della Francia d'oggi c'è l'euro, ma Manuel Valls non vuole ammetterlo. E' il governo della rassegnazione, scirve. Prima che arrivi, tra meno di tre anni, l'ora di Marine Le Pen. O forse prima, se Hollande lascerà l'Eliseo, come molti commentatori politici francesi ormai affermano a gran voce.

Leggiamo.

"Ed eccoci qua: la questione dell’euro è al centro del problema. Manuel Valls l’ha riconosciuto, ma per negare immediatamente qualsiasi credibilità a una politica di rottura nei confronti dell’eurozona. Notiamo subito che se questo problema fosse stato DAVVERO insignificante, non si capirebbe la necessità di soffermarsi su di esso con tale violenza e tanta cattiva fede. Qual è la sostanza del suo ragionamento? Se la Francia dovesse lasciare l’euro, cesserebbe di esistere e di contare in Europa. C’è da stupirsi dell’impudenza del ragionamento. Per quel che sappiamo la moneta, sia essa l’euro o il franco, non rappresenta il prestigio o la forza internazionale della Francia. 

E’ il dinamismo della sua economia, la chiarezza della sua politica, è insomma la capacità della Francia di essere una forza propositiva che determina la sua forza e il suo prestigio. Tuttavia, l’euro condanna la Francia a una lunga e dolorosa agonia economica, alla perdita oggi del suo potenziale industriale e domani della sua capacità scientifica. Ormai ce ne accorgiamo nella gestione delle crisi internazionali. Qual è il peso della Francia in Medio Oriente? Qual è il nostro ruolo nella crisi Ucraina? L’euro ci mette a rimorchio della Germania, ci priva di sovranità, ci conduce a una sparizione inevitabile. Già ora, la politica economica della Francia non viene decisa a Bercy, ma a Francoforte e a Berlino. Siamo condannati a “occuparci dei dettagli”, come disse il cancelliere tedesco Stresemann negli anni '20. Ma egli aveva la scusa del trattato di Versailles e il peso della sconfitta del 1918.

Manuel Valls ha fatto riferimento anche al contesto internazionale. Non sarebbe saggio aprire una crisi europea in un periodo di minacce esterne. Ma questa crisi è GIA’ aperta, se non gli dispiace. Quanto ai "venti di guerra” che ha richiamato, riferendosi implicitamente alla Russia, chi è il responsabile? Come si può qualificare la posizione del governo francese, che si allinea con la posizione degli Stati Uniti e degli europei più entusiasti, mentre ancora oggi non ci sono prove del coinvolgimento della Russia o degli insorti di Donbass nella tragica distruzione del velivolo della Malaysian Airlines (volo MH17). Col nostro sostegno, molto discutibile, al processo 'rivoluzionario' ucraino, ci siamo negati, ormai, di poter svolgere il ruolo di mediatore tra la Russia e l'Ucraina e lasciamo la Germania libera di sviluppare le sue strategie (ma anche le sue contraddizioni). In effetti, la situazione internazionale, che è oggi effettivamente difficile, è essa stessa una condanna senza appello della “politica estera” dell’Unione Europea. Allora, sì, se non vogliamo sprofondare in questo abisso, occorre far scoppiare la crisi europea, facendola passare dalla fase latente alla fase manifesta.

L’ultimo argomento, uscire dall’euro significherebbe attuare la politica del Front National. E’ quindi chiaro per Manuel Valls che se, per via del sole splendente, Marin le Pen dice che fa bel tempo, noi dobbiamo immediatamente sostenere che piove e aprire gli ombrelli. Come non essere stupiti da tale bestialità? Una politica si giudica dalla sua razionalità e dai suoi frutti. Purtroppo oggi sappiamo che i frutti delle politiche attuate dal 2012, in continuità con quelle condotte da François Fillon a partire dal 2011, sono stati molto amari. Un mio collega italiano, Alberto Bagnai, ha scritto sul suo blog “l’acqua bagna  e la disoccupazione uccide”. Niente di più vero. Abbiamo avuto 26.000 nuovi disoccupati a luglio, come annunciato mercoledì. Non dobbiamo dimenticarlo.

La scelta di Manuel Valls non è fatta con coraggio e volontà, è fatta con rassegnazione. Sarà pure la sua scelta, libero di farla; ma non può essere quella della Francia e dei francesi. Glielo faremo presente".

Jacques Sapir.

Tratto da:http://www.ilnord.it

''LA QUESTIONE EURO E' AL CENTRO DEL PROBLEMA-FRANCIA. IL GOVERNO E' RASSEGNATO, NOI FRANCESI NO!'' (AVVISO DI GUERRA)
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Daniele Gentilini 08/31/2014 15:21

Il problema non è l'euro o l'europa, il problema è che i politici sono schiavi del potere finanziario e bancario, inoltre non hanno idee né progetti su cui orientare lo sviluppo della nostra società in modo da tutelare gli interessi di tutti, ricchi e meno abbienti, grandi e piccoli, ecc.. . La stessa cosa vale per gli economisti i quali si limitano a parlare di dettagli tecnici e si ancorano ai modelli di sviluppo e alle teorie del passato, non sono in grado di proporre niente di nuovo. Parlano di economia globale e ne sostengono la crescita, ma senza indicare soluzioni per gestire le sperequazioni in atto tra i vari paesi mondiali al fine di ridurre i rischi di conflitti per interessi economici ed etico religiosi. Il modello di sviluppo futuro non può prescindere dal mettere al primo posto l'uomo con le sue esigenze, i suoi obiettivi, il suo benessere, la tutela dell'ambiente a 360°, ecc.. e farsi che l'elemento economico/l'interesse finanziario sia solo uno strumento perché questo si realizzi e non il fulcro attorno a cui ruota la vita di ognuno di noi come avviene ora.