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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I PARASSITI AL SERVIZIO DI NAPOLITANO? SPIAGGIA DI LUSSO PROTETTA DALLA GUARDIA DI FINANZA! COME AI TEMPI DELLA VECCHIA URSS LA NOMENKLATURA SI PROTEGGE DAL POPOLO

Pubblicato su 13 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

L’ALTRA CASTA – A CASTELPORZIANO TRE CHILOMETRI DI COSTA BLINDATA PER I DIPENDENTI DEL QUIRINALE – “LIMITI INVALICABILI” GUARDATI A VISTA DAI FINANZIERI

A Ostia, nella tenuta presidenziale, entrano solo i dipendenti e i loro “aggregati”, come la burocrazia quirinalizia chiama i familiari. Pagano 60 euro l’anno di quota d’iscrizione e hanno accesso a un piccolo paradiso con pineta e resti di ville romane. Accesso vietato anche dal mare fino a 300 metri

Nello Trocchia per “il Fatto Quotidiano

Basta un fischio ripetuto e deciso per scoprire la spiaggia inaccessibile. Siamo ad Ostia, comune di Roma, ritrovo di bagnanti che fuggono dall’arsura della città. Lungo la battigia, a destra il mare, a sinistra uno stuolo di persone tra ombrelloni e sdraio, il richiamo sonoro è un perentorio stop. Non si tratta di ambulanti pronti a rigenerarti con una fetta di cocco o l’intramontabile “grattachecca”, granita alla romana. Il fischio arriva da un gentile e accaldato finanziere .

Esce dalla casetta che lo ripara dal sole cocente, corre verso il cronista per spiegargli che sta valicando un limite inaccessibile. “Lei sta entrando in una zona della Presidenza della Repubblica, l’accesso è vietato. È consentito solo a dipendenti e familiari”. È proprio così. Il lido di Ostia è finito, due passi dopo inizia la residenza del Capo dello Stato.

Siamo nell’incanto di Castelporziano, un tempo tenuta reale, e poi, dal dopoguerra, di pertinenza presidenziale. Insomma siamo a ridosso della spiaggia del presidente e per noi la passeggiata in riva al mare finisce qui. L’agente blocca anche due ragazzi distratti da fugaci chiacchiere e bellezze estive. “Fermatevi! Non potete entrare, la zona è inaccessibile”. I giovani, increduli, sorridono e, in romano, chiedono: “Dai nun scherza, ma che sta a dì (cosa dici)?”.

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Invece è tutto vero, ma riprovano e azzardano una soluzione: “Ma dal mare è possibile. A nuoto possiamo passare?”. Il finanziere è risoluto: “No, fino a 300 metri non è consentito. Dovrei fermarla o io oppure il poliziotto-bagnino. La zona è interamente sorvegliata da agenti”. Insomma neanche via mare è possibile il transito, i ragazzi sconsolati fanno retromarcia. Nella spiaggia del Presidente ci sono lettini e ombrelloni, particolarmente affollati.

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I dipendenti del Quirinale, infatti, possono accedere e godere di questo privilegio. “Basta pagare la quota associativa annuale” raccontano. Un spesa di 60 euro per usufruire di oltre tre km di spiaggia, stretta tra il mare e il bosco incontaminato di Castelporziano dove si trova anche la residenza del Presidente della Repubblica. Non solo dipendenti. L’accesso è consentito anche ai familiari, tecnicamente definiti “aggregati”. Bisogna compilare un modulo, pagare la quota annuale più la tessera del mare per entrare nel circolo. Risalendo verso la strada, la spiaggia è delimitata, in verticale, da un passamano con cartelli esaustivi.

Si legge: “Demanio dello stato, limite invalicabile”. Mentre arretriamo, notiamo due bagnanti intenti a discutere. Sono separati da un paletto al confine. “Io sono una familiare di un dipendente – racconta la signora – lui, invece, è un mio amico. Per parlare dobbiamo fare questo siparietto visto che lui non può entrare e io non posso uscire”. Risaliamo e dalla strada, dopo il cartello che sancisce la fine del lido di Ostia, c’è una piccola stradina sulla destra. Poche decine di metri c’è il gabbiotto all’ingresso. Questa volta ci ferma un carabiniere.

“L’area – spiega l’agente – è da sempre inaccessibile. Noi richiamiamo il turista sbadato, se insiste scatta la diffida e poi la denuncia”. La nostra giornata lungo la spiaggia del privilegio è quasi terminata, ma un’auto esce dalla zona off limits.

“SIAMO FAMILIARI di un dipendente – ci raccontano – veniamo in questo posto da molti anni. Fortunati? È vero, è un privilegio visto che oltre alla spiaggia ben tenuta, protetta e sicura, c’è anche il bosco che è uno spettacolo, incontaminato”. Ma se passeggiano anche per loro c’è uno stop dove ci sono le guardie a tutela della tenuta dove risiede il Presidente della Repubblica.

E in quel tratto le ragioni di sicurezza diventano necessarie, ma restano i km di costa inaccessibili per i comuni mortali così come il bosco di frassini, olmi e querce e la pineta a pino domestico. Nell’immensa tenuta anche i resti di ville romane. Un vero incanto ad ingresso limitato. Per entrare ci vuole la concessione speciale oppure appartenere alla schiera dei familiari o dipendenti del Quirinale. È l’unica soluzione per non sentire il fischio e l’alt che ti obbliga al dietrofront.

Tratto da:http://www.grandecocomero.com
I PARASSITI AL SERVIZIO DI NAPOLITANO? SPIAGGIA DI LUSSO PROTETTA DALLA GUARDIA DI FINANZA! COME AI TEMPI DELLA VECCHIA URSS LA NOMENKLATURA SI PROTEGGE DAL POPOLO
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