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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

GERMANIA: LA RECESSIONE E’ GIA’ ARRIVATA!

Pubblicato su 25 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA, POLITICA

Lo so non avete mai tempo per nulla, ma vi consiglio di mettervi comodi, anche se sarà un post abbastanza lungo, vi garantisco che ne vale la pena.

La scorsa settimana giusto per trovare un colpevole alla difficilissima situazione dell’economia tedesca, Angela Merkel non ha trovato di meglio che scaricare le proprie responsabilità su Italia e Francia in quel di Lindau e ovviamente sull’incapacità della teoria economica di prevedere le crisi,  …per cui la «scienza dell’economia» ha fallito nel prefigurare o descrivere la realtà durante la crisi dell’euro. A questo interrogativo ha risposto con un’altra domanda.

Sono errate le teorie o non abbiamo ascoltato le persone giuste?

Certo che se mettiamo insieme il numero di premi Nobel che aveva avvertito dell’insostenibilità di questo euro, la brutta figura la fa la presunta ignoranza della signora Merkel e dei politici in genere, anche se la cancelliera è una donna estremamente furba, fessi sono gli altri, i nostri nessuno escluso.

Nei giorni scorsi in un’intervista al Corriere della Sera, un certo Martin Feldstein ad una precisa domanda ha risposto in modo preciso a tutti coloro che ancora oggi sognano chissà quale miracolo europeo…

Nel ‘97 scrivendo sulla futura unione monetaria e l’introduzione dell’euro, lei mise in guardia contro le conseguenze economiche avverse di una moneta unica su disoccupazione e inflazione, spiegando che sebbene concepito per ridurre il rischio di un’altra guerra intra europea, molto probabilmente l’euro avrebbe avuto l’effetto opposto e aumentato i conflitti sia all’interno dell’Europa che con gli Usa. Parole profetiche. Oggi vediamo i Paesi del Nord Europa contro il Sud, Francia e Italia contro la Germania, guerre valutarie globali. Cosa prevede?


«Niente di buono. Non abbiamo avuto una guerra, ma i conflitti sono aumentati. Ai governi non piace che sia la Germania a decidere per loro. Di certo mettere insieme 18 Paesi in un’unica area monetaria non è stata una grande idea. Ma non è totalmente irreversibile. Se l’Europa continua a non crescere per i prossimi 5 anni, e l’unica risposta da Bruxelles e Francoforte a chi non fa le riforme sarà una richiesta di maggiore austerità, verrà a mancare il sostegno politico per difendere l’euro, anche se non sto dicendo che questo è quello che accadrà. Il Fiscal Compact è uno strumento vuoto e inutile. E non credo nemmeno a chi sostiene che la soluzione per salvare l’Unione sia una maggiore integrazione delle politiche fiscali. Non riesco davvero a immaginare 18 Paesi che rinunciano al potere di formulare e correggere le proprie leggi di bilancio come succede per il budget americano. Perciò penso che l’integrazione non andrà molto lontano».




Per non farsi mancare nulla la risposta del premio Nobel Stiglitz non si è fatta attendere…Berlino paga le scelte che ha imposto all’area euro. È stato fatto un incredibile numero di errori. Rischiate una figa di capitali dall’intera area di proporzioni mai viste”.

Ovviamente da Berlino la musica è sempre quella ovvero la colpa è tutta di Italia e Francia, che soffocano la crescita con disavanzi elevati , violando le regole di bilancio stabilite da Bruxelles.

Ma fermiamoci un attimo qua e facciamo un piccolo passo indietro.

Vi ricordate la scorsa settimana…

Tageszeitung osserva che la tendenza è ancora peggio di quanto appaia perché su questo trimestre, e non era mai successo, la Germania aveva ottemperato alla direttiva europea che impone di calcolare nel Pil anche i rilevamenti «illegali» sul mercato della prostituzione, su quello delle droghe e sul lavoro nero. Crisi, la Germania non cresce più

Ma non solo la perla la scovata il sempre puntuale Alberto Bagnai ovvero SEC2010: Die unglücklichen Schicksale der Tugend il che tradotto significa semplicemente che …

“Secondo le nuove serie, non solo la Germania fa nella primavera scorsa un bel -0.2% sul quale ci siamo già soffermatima ha avuto anche lei il double dip: i nuovi (e verosimilmente più accurati) dati indicano che la Germania è stata in recessione fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013: due bei trimestri consecutivi di decrescita infelice al -0.4%.”

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Mi raccomando però che resti tra di noi, che non lo venga a sapere qualche giornalista mainstream, perchè se no poi Renzi telefona alla Merkel insieme a Genny a’ Carogna  ‘Ue Merkel, vieni qua. Avimm da stare calmi: dopo el tuo “double dip” tu adesso ti prendi il tuo fiscal compact e me lo spacchi davanti ai miei occhi e noi qui non l’abbiamo mai visto”. ” UE… Merkel, questo double dip fa chiagnere la mia Agnese: e tu tieni o’ core accusì tuost da fa chiagne a Agnese mia?”

Scherzi a parte dove eravamo rimasti?

A si è tutta colpa dell’Italia o della Francia o della cocaina o della gnocca.

Guardate cosa scrive addirittura il Korea Herald …

[Hans-Werner Sinn] Italy’s downward spiral a competitiveness crisis

Ma che avrà mai da dire il profeta tedesco, uno dei più spietati killer accademici del nostro Paese?

Italy’s Downward Spiral by Hans-Werner Sinn – Project 

Il nostro profeta dopo aver fatto una premessa sulla spirale negativa che ha avvolto il nostro Paese con tanto di numerini sul collasso della produzione e oocupazione, dimenticando che buona parte di questi numeri sono l’effetto dell’attacco speculativo avviato nel 2011 con l’ondata di nostri titoli di Stato riversata sul mercato da Deutsche Bank molto attiva nel seminare poi il panico piazzando ovunque CDS si esibisce in alcuni pezzi di repertorio lanzichenecco…

“L’Italia ha cercato di contrastare la contrazione economica aumentando il proprio debito pubblico. Grazie al contenimento dei tassi di interesse ad opera della Banca centrale europea e delle operazioni di salvataggio intergovernative, il debito pubblico italiano è riuscito a crescere di un terzo tra la fine del 2007 e la primavera del 2014. “

Grazie al contenimento dei tassi e alle operazioni di salvataggio intergovernative cosa????

Mi rifiuto di commentare una simile idiozia!

E ancora … ” L’era dei tassi di interesse bassi seguita alla decisione, nel 1995, di introdurre l’euro ha dato adito, nei paesi meridionali dell’eurozona, a un’enorme bolla del credito che è perdurata fino alla fine del 2013.”

Ve l’ha raccontato il signor Sinn che la bolla è nata grazie alle banche del suo Paese, che hanno concesso indiscriminatamente credito ovunque dalla Spagna alla Grecia, senza dimenticare Irlanda e  Portogallo, iinsieme a quelle spagnole, solo perchè in Germania nessuno si sognava di fare debiti mentre il governo svalutava salari e distruggeva la domanda interna?

Ma non basta, Sinn suggerisce la percentuale di deprezzamente che il nostro paese dovrebbe subire per tornare competitivo mentre il cantautore Oscar Giannino dalla sala registrazione del Sole24 Ore applaude…

“Rispetto alla Germania, l’Italia è diventata più costosa del 42%, un divario enorme. Questo differenziale di prezzo, e nient’altro che questo, è il problema del paese; l’unica soluzione è correggere lo squilibrio creatosi mediante un deprezzamento reale. “

Mi fermo qui, il resto leggetevelo voi perchè incomincio ad agitarmi, un pò come Draghi che sente l’aria che sta cambiando…

Draghi ammorbidisce i toni sull’austerità.

Il deserto dell’Arizona?

No il deserto dell’ Eurozona, come ci racconta Carmen Euro Catastrofe, Peggio che negli Anni ’30: La Recessione Europea È una Depressione Vera e Propria

Un durissimo articolo di Matt O’Brien sul Washington Post (citato anche da Krugman) descrive l’eurozona per ciò che è: uno dei peggiori disastri della storia economica. L’euro viene oggi difeso con una tenacia più ossessiva e irrazionale di quella con cui si tentò di difendere il gold standard negli anni ’30, e con esiti che si stanno rivelando peggiori.

 

di Matt O’BrienWashington Post – 20 agosto 2014

 

Buona consapevolezza!

Tratto da:http://icebergfinanza.finanza.com

GERMANIA: LA RECESSIONE E’ GIA’ ARRIVATA!
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