Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

RISCOPRIRE EVOLA

Pubblicato su 22 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

E' importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un’assoluta intransigenza l’idea, in funzione della quale si deve essere uniti. Per combattere il presente e sperare in un futuro migliore, basandoci sulla nostra cultura e non quella che ci viene imposta, rendendoci uomini nuovi. Solo così ognuno avrà la libertà che gli spetta, misurata dalla statura della dignita della sua persona.

Julius Evola è morto e il suo ricordo è stato divorato da quella cloaca sessantottina che chiamano università. La sua immagine è stata manipolata da uomini talmente piccoli da non riuscire a riconoscere la maestosità del suo pensiero, la sua eterogeneità.
Evola avvertiva che uno Stato perfetto con una sostanza umana tarata, decadrebbe presto a infimi livelli, laddove uno Stato imperfetto, guidato da uomini migliori, ascenderebbe ad alti livelli di civiltà. Evola dunque coglieva una tematica di grandassima attualità, ed al contempo poneva un’opzione decisamente antitotalitaria.

Evola poneva un tipo di società in cui ognuno consegue la propria perfezione amando il proprio posto: “Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un Re che scarti e non sia all’altezza della propria dignità”. L’importante è che di contro ad ogni forma di risentimento e di antagonismo sociale ognuno sappia riconoscere ed amare il proprio posto, quello conforme alla propria natura, riconoscendo così anche i limiti entro i quali egli può sviluppare le sue possibilità e conseguire una propria perfezione.
La misura di ciò che può esser ancora salvato dipende, per Evola, dall’esistenza, o meno, di uomini che ci siano dinanzi non per predicare formule, ma per esser esempi, non andando incontro alla demagogia e al materialismo delle masse, ma per ridestare forme diverse di sensibilità e di interesse.

Di grande importanza fu ciò che Evola espresse riguardo alla cultura, tema che oggi ha portato a una strettoia mentale di adorazione di scrittori/simulacri per lo più nefasti per il genere umano. Egli affermava che “Ciò che noi chiamiamo « visione del mondo » non si basa sui libri; è una forma interna che può essere più precisa in una persona senza una particolare cultura che non in un intellettuale e in uno scrittore. Si deve ascrivere fra i nefasti della « libera cultura » alla portata di tutti il fatto, che il singolo sia lasciato aperto ad influssi di ogni genere anche quando è tale da non poter giudicare secondo retto giudizio”. I giovani dovrebbero rendersi conto dell’intossicazione operata in tutta una generazione dalle varietà concordanti di una visione distorta e falsa della vita. E sul punto Evola insiste fortemente: egli esorta i giovani ad intraprendere sempre più fortemente una lotta contro il nemico che è in loro stessi e che ha menomato il loro Stato. Nel libro “Orientamenti” egli esclama a gran voce la battaglia da combattere a che si possa riprendere la fiaccola e la consegna da chi non è caduto, imparando dagli errori del passato, sapendo ben discriminare e rivedere tutto ciò che ha risentito, ed ancor oggi risente, di situazioni contingenti. Essenziale è non scendere al livello degli avversari, non ridursi ad agitare semplici parole d’ordine. E’ importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un’assoluta intransigenza l’idea, in funzione della quale si deve essere uniti. Per combattere il presente e sperare in un futuro migliore, basandoci sulla nostra cultura e non quella che ci viene imposta, rendendoci uomini nuovi. Solo così ognuno avrà la libertà che gli spetta, misurata dalla statura della dignita della sua persona.

Come può un giovane, che non sia privo di cervello, non percepire qualcosa di affine che gli vibra dentro, quando sente ragionare di sentimenti di lotta, di libertà e di dignità? Come può non credere in un ideale metapolitico che spodesti dalle poltrone tali traditori della propria nazione?

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

RISCOPRIRE EVOLA
Commenta il post

annapaola 07/25/2014 08:09

si veramente bello.....ma provate, per puro sfizio, a far solo leggere questo pezzo a dei ragazzotti di 20 anni, più o meno, e vedrete il risultato... ho scoperto che almeno alcuni sanno a malapena leggere... e sono soprattutto questi direttamente interessati ad attuare questo tipo di filosofia. Per tutti noi che li precediamo, ormai manca il tempo e la semplice speranza....

frontediliberazionedaibanchieri 07/25/2014 11:29

Fortunatamente ci sono ancora dei ragazzi che lo leggono ( anche se troppo pochi ). ma dobbiamo insistere