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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA STRAGE DI BOLOGNA

Pubblicato su 30 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA, POLITICA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. C.M.

Noi abbiamo svolto da decenni dalle pagine di questo giornale ( Giustizia Giusta - ndr ), una dura, tenace, coraggiosa e sacrosanta battaglia per affermare  la Giustizia Giusta per tutti.

Ora, nel momento in cui  le Istituzioni della Repubblica celebrano le ricordanze manichee delle centinaia di vittime innocenti del terrorismo, rivendichiamo ancora una volta che si faccia la definitiva chiarezza sugli eventi che hanno segnato la nostra Storia. Ci riferiamo al periodo tra gli anni 1969 ed il 1985, che grosso modo coincisero con quelli della "guerra fredda" tra i paesi della Nato e quelli comunisti del Patto di Varsavia.

Nei nostri cieli e sul nostro territorio era ormai in corso la "guerra calda" tra le contrapposte intelligence dell' Ovest, dell' Est e del Medioriente, senza l' esclusione di colpi con l' uso di missili e tritolo. Nel carosello delle stragi che si susseguivano, lo Stato italiano, intrappolatosi in una inverosimile politica di compromessi interni ed internazionali, nell' immediatezza di ogni evento terroristico ne attribuiva la responsabilità alla "matrice fascista". Fu così messo a punto il teorema nero per l' uso politico - ideologico della "strategia della tensione". Alcune  Procure della Repubblica cominciarono a scaldare i loro muscoli, il fronte antifascista si ricompattava, la macchina mediatica della criminalizzazione fu messa in moto: la "pista nera" fu pronta all' uso. Si raggiunse così il doppio scopo di spostare l' opinione pubblica sull' emergenza terroristica, distraendola dalla pesante crisi economica, sociale e politica nel momento burrascoso del compromesso storico tra D.C. e P.C.I. La regia operativa fu affidata alla competenza di una  Centrale dei servizi "speciali" che agivano sotto la copertura dello Stato. Questi servizi non furono mai "deviati " ma agirono nella stretta osservanza degli ordini ricevuti: depistare su una fantomatica organizzazione fascista, le attività stagistiche ed assicurare l' impunità ai veri responsabili conosciuti o riconoscibili sui quali non si doveva e non si poteva indagare. per ragioni di Stato.  

Che cosa rimane ora della strategia della tensione?
Si sta avvicinando il trentaquattresimo anniversario della madre di tutte le stragi, quella della stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980, preceduta il 27 giugno da quella dell'aereo dell' ITAVIA abbattuto nel cielo di Ustica provocando 81 morti: rimasta, alla conclusione, di un lungo itinerario giudiziario, anch'essa senza colpevoli.

La strage di Bologna rimane l' azione più nefanda della strategia della tensione. A poche ore dalla deflagrazione della potente bomba, le Istituzioni della Repubblica, erettesi a Tribunale speciale, la indicarono di MARCA FASCISTA ( nella applicazione della dottrina del teorema nero) per bocca dello stesso Ministro dell' Interno Francesco Cossiga. Il quale a distanza di qualche anno si smentì clamorosamente fino a chiedere scusa al MSI. La targa commemorativa di STRAGE  FASCISTA apposta sul luogo, rimane tuttora a testimoniare il tragico capolavoro del teorema di Stato usato per mantenere desta negli italiani la infame speculazione ideologica e politica dell'antifascismo sul sangue e le sofferenze di centinaia di vittime innocenti a cui il 28 agosto successivo, si aggiunsero le decine di ragazzi "neri" arrestati in una plateale operazione di polizia degna di una fiction all'americana.

Che cosa rimane oggi di questo torbido passato?

Il 9 maggio ultimo scorso, in occasione della giornata del ricordo delle vittime del terrorismo, tra cui quella di Aldo Moro e della sua scorta, alla presenza delle più alte Cariche Istituzionali etc etc, il Presidente della Repubblica accennò a responsabilità della mafia senza fare riferimento al rituale del terrorismo fascista.

Il 28 maggio susseguente, nel corso della cerimonia per i 40 anni della strage di Brescia, tenuta alla Camera dei deputati alla presenza di tutte le maggiori cariche dello Stato etc etc , la Presidente Boldrini constatò con malcelata amarezza e dolente delusione, la "buca" del processo di terso grado, che non aveva trovato colpevoli da condannare in maniera definitiva. La Presidente inoltre evidenziava come " la Cassazione abbia inviato gli atti per nuovi approfondimenti" puntando il dito sui " depistaggi di settori deviati di apparati dello Stato". Condizione che impediva di ripetere il consueto ritornello sulle responsabilità "nere". E' un' affermazione grave che giriamo alla attenzione del Presidente Napolitano perchè finalmente intervenga sui silenzi colpevoli e sulle colpe occultate, disponendo la rimozione del segreto di Stato che tuttora impedisce di conoscere la Verità.

La ruota della Storia sta ormai completando il suo giro dei  70 anni dalla  "liberazione",cioè di oltre tre generazioni. Liberate piuttosto la Repubblica dalla maschera settaria che non può rappresentare una ragione di Culto nazionale.

                     Senatore Ferdinando Signorelli

Osservatorio delle Stragi del periodico Giustizia Giusta.

LA STRAGE DI BOLOGNA
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Aron Sperber 07/30/2014 15:44

“Togliere il segreto di Stato” era stato sempre un bel slogan propagandistico per i vittimisti organizzati.

Solo che, se ci fosse stato un segreto di Stato interessante per le sinistre sarebbe stato svelato gia da almeno 18 anni (governo Prodi).

Cosi si spiega, perche la Bonfietti e Bolognesi non sembrano per niente soddisfatti, che Renzi vuole finalmente soddisfare la loro richiesta.

http://strage80bologna.wordpress.com/2014/04/24/i-vittimisti-perdono-uno-slogan/

Il unico segreto di stato reale era quello del Eni-Petromin – che magari potra spiegare non solo due stragi, ma anche Tangentopoli.