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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La guerra dei Brics al Fondo Monetario Internazionale: le prossime tappe

Pubblicato su 12 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

C'è chi ha ormai smesso di giocare con le regole imposte dal "Washington consensus"

 
di Ludovica Morselli
 
Il progetto risale già al 2013 ma è di qualche giorno fa l’ufficializzazione della creazione di una nuova banca dei BRICS. L’intento è sostituire il Fondo Monetario Internazionale che spesso non ha risparmiato loro diversi problemi, ma anche i pilastri del sistema finanziario internazionale, come la agenzie di rating che praticano il famigerato downgrading un giorno sì e l’altro pure. 
 
I BRICS non ci stanno e si smarcano da queste istituzioni (un po’ obsolete) e se ne creano di loro. Effettivamente il potere ce l’hanno. Dopo aver assistito alla fuga di capitali degli investitori dalle economie emergenti provocare gravi conseguenze al potere delle loro monete, e in mezzo a previsioni di ritirata da parte degli USA sul loro programma di espansione economica; i BRICS sono corsi ai ripari e hanno creato la New Development Bank. Questo il nome scelto per la banca dei cinque colossi che si troveranno a metà Luglio in Brasile per il sesto BRICS summit per decidere i dettagli. Intanto sono già state poste le prime basi al progetto: a parlarne è il ministro delle Finanze russo Siluanov che rivela che la sede del “mini FMI” sarà a Shanghai, dunque niente Mosca ma ai russi probabilmente non è mai interessata la sede e comunque questo significherà che in cambio vorranno una bella poltrona importante in dirigenza. 
Il capitale sarà un massimo di 100 miliardi di dollari dunque nei prossimi sette anni ognuno contribuirà con 2 miliardi di dollari. La banca sarà operativa per il 2016 e il suo governatore verrà rieletto ogni cinque anni, intanto la Russia spinge per la creazione di un’associazione energetica per garantire approvvigionamenti sicuri e regolamentazione del mercato, o meglio possiamo dire che Putin vuole sfruttare questo nuovo progetto per assicurarsi una nuova porzione di mercato per il suo prezioso gas.
 
In realtà, una delle caratteristiche più interessanti è il fondo di cui disporrà la New Development Bank: in caso uno dei membri si trovi in difficoltà in termini di fuga di capitali o rischio di deprezzamento della moneta, potrà ricorrere a questo salvagente.  Se vi suona familiare è perché l’idea di questo fondo è stata copiata dal FMI che ne prevede uno nel suo statuto dalla sua creazione nel 1945. Difficile non intuire la non troppo sottile provocazione. Ad ogni modo, il fondo verrà così finanziato: 41 miliardi di dollari li metterà la Cina, 5 miliardi il Sud Africa mentre Russia, Brasile e India metteranno ognuno 18 miliardi di dollari in riserve ufficiali. 
 
Insomma i BRICS non ci stanno più ai trattamenti preferenziali che il FMI ha riservato ai paesi occidentali concedendo loro grande influenza dirigenziale lasciando invece loro inascoltati e sottovalutati. E allora fanno le valigie e se ne vanno. Il sotto segretario del Ministero degli Esteri brasiliano, José Algredo Graça Lima, ha dichiarato: “Il compimento di questo progetto dimostra la forte volontà dei BRICS di rafforzare e intensificare la loro partnership economica e finanziaria”, come dire l’unione fa la forza. 
 
Questo è uno degli ultimi affondi dei BRICS, che si fanno finanziariamente veramente pericolosi. Infatti è notizia ormai degli ultimi mesi della loro guerra aperta contro il dollaro. Cina e Brasile già un anno fa si erano accordate per eseguire le loro transazioni nelle rispettive monete e non più in dollari, e negli ultimi mesi la Cina ha coinvolto anche la Russia per fare lo stesso. Il dollaro viene usato per l’87% delle transazioni internazionali ma di questo passo la percentuale è destinata a scendere drasticamente, intanto lo yuan a fine 2013 ha superato l’euro come moneta utilizzata nelle transazioni internazionali. Questa politica sta contagiando anche gli europei:  il governatore della Banca Centrale francese Noyer, sta valutando di utilizzare lo yuan e non più il dollaro come valuta per gli scambi internazionali. Noyer infatti non ha affatto gradito la salatissima multa da più di 8 miliardi di dollari alla Bnp Paribas da parte delle autorità americane perché ha intrattenuto relazioni finanziarie con Cuba, Sudan, Iran sottoposti a embargo. 
 
Dunque la situazione si sta facendo incandescente ed è chiaro il divorzio con il FMI e le tradizionali istituzioni internazionali che hanno fatto l’errore di sottovalutare i BRICS e non prestare loro sufficiente attenzione mentre loro acquisivano potere rafforzando la loro coalizione. I BRICS con questo nuovo progetto hanno dimostrato che giocano con le loro regole e in sordina incassano punti.
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
La guerra dei Brics al Fondo Monetario Internazionale: le prossime tappe
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