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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'Ungheria sceglie South Stream, evapora il piano UE per il gas all'Ucraina

Pubblicato su 5 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

 

L’Ungheria non intende rinunciare alla costruzione del gasdotto South Stream. Lo ha dichiarato a conclusione della sua visita in Serbia il capo del governo ungherese Viktor Orbán.

“Coloro che dicono che non dobbiamo costruire il South Stream dovrebbero farci una proposta alternativa, cioè su come possiamo vivere senza energia”, ha sottolineato Orbán. Tuttavia per i dirigenti dell’Unione Europea preoccupazione di gran lunga maggiore è come risolvere il problema del gas per l’Ucraina senza la partecipazione della Russia. Per il momento tali sforzi sembrano piuttosto un gesto di disperazione.

“Costruiremo il South Stream in quanto questo progetto contribuisce alla sicurezza del nostro paese nella sfera dell’approvvigionamento di energia e non ammetteremo una situazione in cui l’Ungheria venga a dipendere dall’Ucraina”, ha risposto Viktor Orbán ai critici del progetto. Ma l’ottuso desiderio dell’Ue di “isolare” la Russia può far sì che già nel prossimo inverno il rifornimento di calore delle case in tutta l’Europa dipenda dall’Ucraina. Continuando a rifiutarsi di firmare l’accordo con la Russia sui parametri delle forniture e sul pagamento del gas la parte ucraina solo accumula i debiti e nello stesso tempo mette a punto scenari di utilizzazione di quel gas che Gazprom consegna all’Europa.

Tale processo viene definito diplomaticamente “fornitura reversiva”. Giorni fa la compagnia Naftogas dell’Ucraina ha dichiarato che “circa 20 compagnie europee”, tra cui i “maggiori trader dell’Unione Europea”, hanno già manifestato interesse verso le consegne del gas dall’Ue all’Ucraina mediante la Slovacchia. “Le forniture del gas all’Ucraina è un business commerciamente attraente e giuridicamenmte impeccabile. Il potente mercato ucraino è molto interessante per gli europei”, dice con convinzione Andrej Kobolov, presidente del consiglio dei direttori della Naftogas dell’Ucraina.

Ci sono tuttavia due aspetti della questione che suscitano dubbi. In primo luogo, i già esistenti accordi sulle forniture del gas russo ai paesi dell’Unione Europea permettono di usare per il reverse verso l’Ucraina solo la tubazione d’importanza secondaria Vojany-Užhorod e forse uno dei condotti che passano attraverso la stazione di distribuzione del gas situata nella cittadina slovacca di Veľké Kapušany. La loro capacità complessiva non permette affatto di coprire i fabbisogni dell’Ucraina, ha rilevato a “La Voce della Russia” Kirill Tanaev, direttore generale del Fondo russo per una politica efficace:

In questo momento l’Ucraina non dispone né di possibilità tecniche, né di quelle commerciali per ottenere il gas in quantità per essa necessarie aggirando la Russia. Di conseguenza, tutte le supposizioni sulla possibilità di risolvere il problema mediante l’“intercettazione” del gas in Europa sono fantasticherie. Tali dichiarazioni vengono fatte da persone incompetenti o interessate.

Oltre alle difficoltà tecniche il reverse del gas verso l’Ucraina può creare per l’Ue anche problemi economici e persino politici molto più seri. Il punto è che l’aumento delle forniture reversive significa, in sostanza, il pompaggio reversivo verso l’Ucraina del gas russo fornito in base ai contratti con l’Ue. Tali progetti prevedono quindi il sovvenzionamento delle autorità di Kiev a scapito degli interessi degli stessi europei e, per giunta, in base a motivi politici, anziché economici e finanziari, ha spiegato a “La Voce della Russia” Konstantin Simonov, direttore del Fondo russo per la sicurezza energetica, il quale ha fatto ricordare la transazione analoga stipulata nel maggio 2012 dalla Naftogas con la compagnia tedesca RWE Supply&Trading GmbH (RWEST) per la compravendita del gas che arriva prevalentemente dalla Russia:

Mediante tali transazioni l’Ucraina non risolve nessuno dei suoi problemi. Non riceve in quantità ad essa necessarie né gas alternativo, né gas poco costoso. Si tratta quindi esclusivamente di un affare politico.

“Sappiamo cosa sia questo reverse: è un reverse artificiale, non esiste nessun reverse – ha commentato giorni fa la situazione il presidente russo Vladimir Putin. – Come è possibile fornire per uno stesso tubo il gas sia in una direzione che in quella opposta? Non è necessario essere uno specialista del settore del gas per capire che ciò è impossibile. Il nostro gas, in sostanza, viene ricevuto e si paga a qualcuno dei partner occidentali in Europa che non riceve quindi questo volume. Vediamo tutto”. Tale “reverse della disperazione” non riscalderà né l’Ucraina, né l’Unione Europea.

Tratto da:http://italian.ruvr.ru/2014_07_04/Reverse-della-disperazione-4668/

© Collage: «La Voce della Russia

© Collage: «La Voce della Russia

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