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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Italiani multati e stranieri graziati: la storia di Giada

Pubblicato su 6 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Chi viaggia sovente sui mezzi pubblici sa che la leggenda del “razzismo al contrario”, spesso luogo comune caricato di significati politici e un po’ strumentalizzato, è una realtà con cui convivere. Figlia, più che di reale discriminazione, di una necessità impellente: fare cassa.
Accade quindi che chi è più facilmente reperibile venga ove possibile tartassato di multe, talvolta immeritate, essendo un bersaglio sicuro e affidabile: prima o poi pagherà.
Chi invece ha difficoltà con la lingua, o finge di averla, oppure si presume che sia difficilmente reperibile o si dà per scontato che intanto non pagherà mai, sarà sempre avvantaggiato: niente multe, al massimo una tirata d’orecchie o l’obbligo di scendere dal mezzo prima di aver raggiunto la destinazione.
Logica conseguenza è che per gli stranieri si preferisca l’intervento di un
“mediatore culturale”, anche per far fronte al rischio di aggressioni e intimidazioni subite dai controllori, ancorché pubblici ufficiale. Con i timidi studenti italiani, invece, si può abbondare anche coi metodi arroganti.

La storia di Giada, giovane di Cascina in provincia di Pisa, lo dimostra. La ragazza, disoccupata ventinovenne, lo scorso 18 giugno ha acquistato un biglietto da 1,80 euro per una corsa da effettuare quel giorno. Il suo tragitto, però, avrebbe previsto un documento di viaggio del valore di 2 euro, ben 20 centesimi in più. Il controllore non l’ha perdonata: “L’ho scoperto – ha raccontato Giada ai giornali locali – quando a Fornacette sono saliti due controllori, uno mi ha chiesto il biglietto, glielo ho mostrato e lui mi ha chiesto i documenti. Ho capito che mi avrebbe fatto la multa, ma onestamente non capivo per cosa“.

Inutili le rimostranze, il controllore ha fatto la multa, barrando nel verbale una motivazione in realtà falsa: “sprovvisto di biglietto”. Giada ha chiesto di poter pagare la differenza di appena 20 centesimi, ma si è ritrovata una multa di ben 41 euro.
E non ha neppure potuto dimostrare di aver acquistato il biglietto, in quanto l’ineffabile controllore glielo aveva strappato di mano senza restituirglielo.
A Giada non è rimasto nient’altro che pagare la multa, che peraltro, da disoccupata, può permettersi con estrema difficoltà.

Più fortunato un altro ragazzo, straniero, seduto non lontano da Giada, che totalmente sprovvisto di documento di viaggio si è sentito intimare dal medesimo controllore: “O paghi o scendi“. Non ha pagato, è stato fatto scendere. Ma a lui è andata sicuramente meglio che a Giada, che questi 41 euro non sapeva proprio come pagarli.
L’ingiustizia non è piaciuta a Susanna Ceccardi, consigliere comunale di Cascina in quota Lega Nord, cui la ragazza si è rivolta. Lei stessa, indignata per l’ingiustizia, ha deciso di organizzare una colletta per raccogliere i 41 euro necessari. Iniziativa che, come comunicato dalla stessa Ceccardi su facebook, è andata a buon fine.

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Grazie alla generosità Giada è riuscita a pagare la multa, ma l’ingiustizia rimane. Nella foto, Giada (a sinistra) e Susanna Ceccardi (a destra) dopo aver pagato la multa
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Ciò che sconcerta di questa vicenda è che purtroppo casi di discriminazione e di ingiustizia verso i nostri concittadini siano diventati la normalità e nessuno più trovi la forza di indignarsi. Se gli altri passeggeri avessero difeso Giada dall’arroganza del controllore magari lei non avrebbe ricevuto la multa” commenta Susanna Ceccardi “Se le regole devono essere fatte rispettare, questo deve valere nei confronti di tutti. Chi ha avuto compassione di uno straniero che non può permettersi di pagare il biglietto, perché non ne ha avuta nei confronti di una ragazza toscana disoccupata? Noi abbiamo organizzato una colletta, a cui hanno risposto tante persone e in poche ore siamo riusciti a pagare la multa di Giada. Questo dimostra che la solidarietà delle persone quando si scatena è molto più forte di uno Stato patrigno che non ha pietà dei suoi stessi cittadini. A forza di preoccuparci per i diritti del terzo mondo succede che il terzo mondo è già qui ma nessuno dall’altra parte del globo si preoccuperà di risolvere i nostri problemi e far valere i nostri diritti. Comunque la solidarietà che le persone hanno dimostrato in questa vicenda è un dato positivo, e bisogna ripartire da qui per ricostruire una coscienza collettiva che sconfigga il politically correct che ingenera soltanto discriminazioni e abusi.

Tratto da:http://www.qelsi.it

Italiani multati e stranieri graziati: la storia di Giada
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