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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Indesit addio all’Italia, il controllo va alla Whirpool

Pubblicato su 11 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

È il capitalismo globale, bellezza, o quello che ancora ne resta. La storia di Indesit che, salvo imprevisti, entro la fine del 2014 passerà dalla famiglia Merloni al colosso internazionale degli elettrodomestici Whirpool è, dopo tutto, una vicenda riassuntiva dei principi e dei rapporti di forza che regolano il mercato mondiale. C’era una volta un grande gruppo del made in Italyfondato da una grande famiglia di industriali italiani. C’è stato, da un certo punto in poi, il bisogno di competere sempre di più su una scala di dimensioni mondiali, pena l’irrilevanza e, in definitiva, il fallimento economico. Ci sono, da tempo immemore, tutte le difficoltà delle transizioni generazionali dei gruppi industriali (italiani e no), e le fatiche – tutte italiane, queste sì – di aiutare le imprese di ogni dimensione a combattere una guerra ad armi pari col resto del mondo industrializzato, e poi con quello in via di sviluppo.

Così, dopo anni di crisi e fatica a tenere il passo, ecco che per Indesit non resta che imboccare la via che porta a diventare parte di un colosso straniero, per provare a tramandare un marchio e una storia industriale gloriosa al nuovo mondo e a nuovi orizzonti di sostenibilità economica. C’è poco da stracciarsi le vesti, da rimpiangere i bei tempi andati, e l’arrivo di un grande gruppo che abbia voglia di investire in Italia, se davvero dimostrerà di avercela, va salutato con un sorriso e un benvenuto. Perfino i sindacati, ovviamente prudenti, non si mostrano però scandalizzati e vogliono andare al vedo dei piani industriali, senza più preclusioni.

Resta, certo, la curiosità di capire come Whirpool intende mantenere il legame col tessuto produttivo italiano e con la forza lavoro, in un contesto fortemente svantaggioso non tanto per le regole di diritto del lavoro, quanto per gli esorbitanti costi dell’energia. E resta da capire quanto questa internazionalizzazione porterà, eventualmente, meno introiti nelle casse del sempre affamato fisco italiano. Domande che domani meriteranno una risposta più dettagliata. Intanto, arriva Whirpool e ancora una volta lancia alla politica italiana un monito chiaro: quando si prenderà per le corna il toro di un paese davvero nemico di chi fa impresa? Vale per i giganti che hanno fatto la storia dell’industria, e per i giovani imprenditori di nuova generazione che vogliono fare una start up.

Tratto da:http://www.wired.it

Indesit addio all’Italia, il controllo va alla Whirpool
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