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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Continuano gli scontri a Bengasi e a Tripoli

Pubblicato su 28 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Almeno 38 persone sono morte negli scontri tra le milizie lealiste guidate dal generale Khalifa Haftar e le milizie islamiche a Bengasi, in Libia. Secondo il governo libico sono più di 150 le vittime causate da due settimane di combattimenti a Tripoli e Bengasi,scrive Al Jazeera.

La settimana scorsa le milizie islamiche avevano occupato l’aeroporto di Tripoli, costringendolo alla chiusura. Negli scontri finora sono morte 94 persone e più di 400 sono rimaste ferite. Il governo libico ha denunciato il rischio di una secessione nel paese, se gli scontri non si fermeranno.

Il 27 luglio un deposito di carburante ha preso fuoco a Tripoli dopo essere stato colpito da un razzo e l’incendio potrebbe causare gravi danni se non sarà tenuto sotto controllo.

L’Italia, la Francia e la Germania hanno chiesto ai loro cittadini di lasciare la Libia. Il 26 luglio gli Stati Uniti hanno deciso di far evacuare la loro ambasciata a Tripoli.

Dal 16 maggio il generale Khalifa Haftar sta guidando un’operazione militare a Bengasi senza l’appoggio del governo di Tripoli. In un messaggio il generale ha dichiarato guerra ai militanti islamici e ha detto che vuole debellare “il terrorismo” in Libia. Secondo il governo in carica, in realtà Haftar sta tentando un colpo di stato e dovrebbe essere arrestato.

Il salvatore della patria. La debolezza del governo libico, la proliferazione delle armi e le minacce separatiste hanno portato alla ribalta figure come il generale Haftar, che si presenta come uomo forte e salvatore della patria, ha scritto il mensile Afrique Asie. Un tempo vicino a Gheddafi, Haftar si unì in seguito a un movimento di opposizione.

Dopo aver vissuto vent’anni negli Stati Uniti, è tornato in Libia nel 2011 per guidare le forze ribelli. A maggio ha lanciato l’operazione Dignità per sradicare il terrorismo islamico. Molti, però, accusano il generale di essere una pedina di Washington e un agente della Cia.

Tratto da:http://www.internazionale.it/news/libia/2014/07/28/continuano-gli-scontri-a-bengasi-e-a-tripoli/

A Bengasi, il 27 luglio 2014. (Esam Omran Al-Fetori, Reuters/Contrasto)

A Bengasi, il 27 luglio 2014. (Esam Omran Al-Fetori, Reuters/Contrasto)

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