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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Tangenti Mose, arrestato il sindaco di Venezia

Pubblicato su 4 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Ecco il " nuovo che avanza " . Claudio Marconi
 
Di: Raffaello Binelli 
Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni arrestato nell’ambito di un'inchiesta per corruzione, concussione e riciclaggio per i lavori del Mose. In manette anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso e altre 33 persone. Richiesta di arresto anche per il senatore Galan.
Manette al sindaco di Venezia e ad altre trentaquattro persone nell'ambito di un'inchiesta su presunte tangenti pagate per gli appalti del Mose, il sistema di dighe mobili per la salvaguardia della città lagunare.

In tutto gli indagati dalla Procura di Venezia sono un centinaio. Tra gli altri arrestati dalle Fiamme Gialle, oltre al primo cittadino di Venezia, Giorgio Orsoni, l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso (Forza Italia), il consigliere regionale PdGiampietro Marchese, il presidente del Coveco (cooperativa impegnata nel progetto Mose) Franco Morbiolo, il generale in pensione Emilio Spaziante, l’amministratore della Palladio Finanziaria spa, Roberto Meneguzzo. C’è anche una richiesta di arresto anche per il senatore di Forza Italia Giancarlo Galan: è coinvolto per il periodo in cui è stato presidente della Regione Veneto. Gli atti dovranno essere tramessi al Senato.

Le accuse mosse nei loro confronti sono: corruzione, concussione e riciclaggio. L’indagine della Finanza era partita tre anni fa, lo scorso anno c’era stato l’arresto diPiergiorgio Baita, ai vertici della Mantovani, società padovana colosso nel campo delle costruzioni. Dopo qualche mese l’arresto di Giovanni Mazzacurati, l’ingegnere "padre" del Mose. Ora la catena di arresti che segna lo sviluppo di quella che viene già chiamata la "Tangentopoli veneta".

L'inchiesta

L'operazione di stamani parte da un'inchiesta avviata dalla Guardia di finanza di Venezia circa tre anni fa.

Il Mose di Venezia

Il pool di pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino (Dda) scoprono che l’ex manager della Mantovani, Giorgio Baita, d'accordo con il proprio braccio destro Nicolò Buson aveva distratto fondi per il Mose in una serie di fondi neri all’estero. Il denaro, secondo l’accusa, veniva portato da Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex segretaria personale di Galan, a San Marino dove i soldi venivano riciclati da William Colombelli grazie alla propria azienda finanziaria Bmc. Per le Fiamme gialle almeno 20 milioni di euro, così occultati, sarebbero finiti in conti esteri, forse destinati anche alla politica, circostanza questa che ha fatto scattare l’operazione di questa mattina all’alba.

Dopo una prima fase di indagine lo stesso pool, coadiuvato sempre dalla Finanza, aveva portato in carcere Giovanni Mazzacurati ai vertici del Consorzio Venezia Nuova (Cvn). L'uomo, poi finito ai domiciliari, era stato definito "il grande burattinaio" di tutte le opere relative al Mose. Dalle indagini su di lui erano spuntate fatture false e presunte bustarelle che hanno portato all’arresto di Pio Savioli e Federico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente di Cvn, e quattro imprenditori che si spartivano i lavori milionari.

Tratto da:http://www.ilgiornale.it/
Tangenti Mose, arrestato il sindaco di Venezia
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