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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La Grecia svende tutto per pagare il pizzo alla Troika

Pubblicato su 28 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

La Grecia si vende tutto. Isole, porti, aeroporti, strade e anche acquedotti. Miliardari, è l’ora dei saldi! Il più grande programma di cessione al mondo è partito. Con il 27% di disoccupazione, il 50% di disoccupazione giovanile e il 180% di debito pubblico sul Pil, la Grecia privatizza per fare cassa. Questo è il prezzo per ripagare i 247,5 miliardi che l’Unione Europea avrebbe speso per salvarla dalla bancarotta. Anche l’Italia ha dato il suo contributo ma la cifra versata, chi dice 10 chi 50 miliardi, non è del tutto chiara. Quello che è chiaro e che dalle privatizzazioni devono essere recuperati non meno di 22,3 milioni di euro entro il 2020, due anni fa erano cinquanta i miliardi da incassare entro il 2015 per abbassare il debito pubblico.

La lista dei beni censiti che dovranno essere messi in vendita è lunga: 38 aeroporti, 12 porti, una compagnia del gas e una elettrica, le ferrovie, le poste, ben quattro centri termali, un tratto di autostrada da 700 chilometri, l’Hellenic Petroleum, almeno cento porti turistici, un castello a Corfù e centinaia e centinaia di ettari di terreno sulle spiagge. Lo segnala il quotidiano della sinistra francese Liberation, ma è tutto verificabile consultando il sito dell’Ente ellenico per la valorizzazione delle proprietà dello Stato (Taiped).

La Cina è pronta a comprarsi tutto. Con soli 6,5 miliardi sono stati firmati 19 accordi economici che coprono export, trasporti marittimi, aerei e terrestri, cantieristica navale, addirittura è stata comprata una partecipazione nella quota della società di produzione greca dell’olio di oliva. E pensate che in Grecia sta facendo shopping perfino l’Azerbaigian, che ha investito 400 milioni di euro per l’acquisto del 66% della Desfa, filiale della Depa (società greca del gruppo pubblico produttore di gas), e ha raggiunto un importante accordo per il gasdotto Tap(Trans Adriatic Pipeline) che porterà il gas naturale del giacimento azero di Shah Deniz sino alle coste italiane, attraversando l’Adriatico.

Il paese, grazie a questi sforzi, potrebbe ritornare a crescere nel 2016, profetizzano il Fmi e l’Unione Europea. Il Primo ministro greco Samaras è contento, il popolo con questa svendita obbligata dalla Ue, Bce e dalla Troika, un po’ meno. Ormai i greci dopo migliaia di proteste sono rassegnati. Benvenuti in Grecia, laboratorio europeo del capitalismo del disastro!

Tratto da:www.mondoallarovescia.com)

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