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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La Cina va a caccia dei terreni agricoli

Pubblicato su 8 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECOLOGIA

 

Le società cinesi si stanno espandendo in un modo vertiginoso sul mercato alimentare mondiale, acquistando in tutto il mondo le società per la produzione dei prodotti agricoli, generi alimentari e bevande.

Soltanto l'anno scorso la Cina ha speso per questo scopo oltre 12 miliardi di dollari USA. Finora il governo cinese puntava sulla strategia di "importazioni moderate" di colture agricole e sull'acquisto dei terreni agricoli situati sul territorio di altri paesi. Ora gli accenti si stanno spostando.

Cosicché l'anno scorso la Shuanghui Group, società di Hong Kong, ha compiuto l'incorporamento più grande di una società USA, acquistando, insieme con i debiti, per 7 miliardi di dollari il produttore di carne Smithfield Foods. Cofco, corporazione pubblica cinese che controlla il 90% del mercato interno del grano, ha acquistato invece pacchetti di controllo del trader olandese Nidera Holdings e del comparto agricolo della società multisettoriale Noble Group, sborsando per le due società quasi 3 miliardi di dollari. In tal modo Pechino è entrato in possesso dei sili in Argentina, degli zuccherifici nel Brasile, degli impianti molitori nell'Europa Centrale e delle industrie olearie per la trasformazione dei semi di girasole nel Sud Africa e in Ucraina.

A proposito dell'Ucraina. L'anno scorso i mass media hanno comunicato che Pechino ha preso in affitto da Kiev fino a 3 milioni di ettari di terreni agricoli per l'ammontare di 2,6 miliardi di dollari. Le voci non sono state confermate. Si sa però che non c'è fumo senza l'arrosto. La Cina sta attuando una simile strategia in Australia, Oceania, Sud America e, s'intende, anche nella vicina Russia, - fa ricordare Ivan Obolenzev, membro del consiglio direttivo dell'Associazione russa degli industriali e degli imprenditori:

La Cina – è un enorme mercato di generi alimentari in pieno sviluppo. Il paese dove vive un quinto della popolazione globale, dispone soltanto del 9% di terreni arabili globali. Non c'è da stupirsi che la Cina non solo sta sviluppando la produzione dei generi alimentari nei paesi che hanno bisogno di investimenti, ma anche compra corporazioni agroindustriali già esistenti .

E' poco probabile però che la via cinese alla sicurezza alimentare sia facile: il "mondo agrario" è già stato spartito da tempo. Fino al 70% del commercio mondiale del grano è controllato dal cosiddetto "quartetto ABCD" – dalle società americane ADM, Bunge, e Cargill, e anche dalla francese Louis Dreyfus Holding. Anche il Giappone ha superato la Cina: nel 2007 la sua Mitsui & Co ha creato da zero il proprio "impero alimentare" con le attività nei cinque continenti. Ciononostante la Cina prenderà la sua fetta della torta, - ne è convinto Ivan Obolenzev.

Non c'è da escludere la possibilità che una o due società dal suddetto quartetto globale possano essere acquistate dai cinesi. Soprattutto perché possono permettersi di acquistare qualsiasi attività commerciale su scala globale. Il nome sarà mantenuto, ma il proprietario sarà cambiato. Rispettivamente cambieranno anche i flussi delle merci. Per ora la Cina è interessata all'aumento delle forniture dei generi alimentari dalla vicina Russia.

Soltanto il governo della provincia di Hailiang, ad esempio, affitta nell'Estremo Oriente russo quasi 600 mila ettari di terreni agricoli. Il raccolto agricolo di questi terreni è interamente destinata alla Cina. Inoltre, ammonisce Ivan Obolenzev, membro del consiglio direttivo dell'Associazione russa degli industriali e degli imprenditori, capita che il terreno fertile, dopo essere stato affittato ai partner cinesi, si riduce a uno stato talmente deplorevole, che non vi cresce nemmeno l'erbaccia. La causa – è un'enorme quantità di sostanze chimiche utilizzate da orticoltori cinesi, comprese quelle completamente vietate per l'uso in Russia. Anche se sarebbe azzardato parlare di un atteggiamento premuroso dei vicini verso terreni russi se non si preoccupano più di tanto dei terreni a casa loro. Il governo della Cina riconosce ufficialmente che oltre 3 milioni di ettari di terra arabile in Cina sono diventati inutilizzabili per le colture agricole a causa di contaminazione con pesticidi.

Tratto da:http://italian.ruvr.ru

La Cina va a caccia dei terreni agricoli
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