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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ITALIA: FAMIGLIA…SPERANZA FONDAMENTALE!

Pubblicato su 4 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Ieri un compagno di viaggio mi ha chiesto per quale motivo da tempo mi soffermo in modo sistematico sulla presunta inutilità dei famigerati 80 euro di Renzi.

Lo ha scritto ieri Will …

- sono distibuiti in modo iniquo, in quanto saranno escluse le famiglie monoreddito con reddito superiore ai limiti previsti, spesso famiglie in difficoltà, famiglie con redditi bassi o assenti, mentre in caso di famiglie con più lavoratori rientranti nei limiti previsti sarà corrisposto un bonus per ognuno, e probabilmente una famiglia con 3 redditi da 1400 euro l’uno potrebbe fare a meno di 2880 euro annui in più

- si parla di “armonizzazione” delle detrazioni per il coniuge a carico, se verranno toccate, la povera famiglia che per pochi euro non prende il bonus di 80 euro, perderà anche quel poco che ha per il coniuge, quella monoreddito che rientra nei limiti si sentirà un po’ presa in giro, in quanto le due detrazioni quasi si compensano

Per non parlare dei disoccupati di lungo termine e degli incapienti.

Si lo so si stanno scannando in queste ore per prevedere qualcosa per la Famiglia grazie ai cespugli del centrodestra, stanno ragionando su un plafond di 60-70 milioni di euro.

Briciole, miserabili briciole, continuiamo a  prenderci in giro si o no!

In Francia l’imposta pagata da una famiglia è il 10% di quella pagata dal singolo percettore di reddito, in Italia è il 79% e scende al 48% se ambedue i genitori percepiscono reddito contro il 12% di quella francese. E vi risparmio il lusso delle famiglie tedesche.

Capisco che a sinistra hanno in mente solo la teoria del gender o di mettere insieme più famiglie come meglio viene, ma un minimo di serietà non guasta anche se con 80 euro la Piecierno sopravvive due settimane.

Se aspettiamo che le vendite di pannoloni per adulti superino quelle di pannolini come è accaduto al Giappone, non abbiamo scampo siamo morti e sepolti!

Vi lascio con una vecchia riflessione del blog, sempre dannatamente attuale.

Secondo Norberto Galli pedagogista italiano, “La famiglia è la prima sede dove si comprende il significato dell’esistenza. In un mondo in cui prevalgono i valori del profitto, della ricchezza, del piacere, la cultura dell’accoglienza mira a coltivare i valori del servizio e del dono.” Come ripeto ormai da anni le fondamenta di ogni civiltà non possono fare a meno della pietra fondamentale della FAMIGLIA, molto di più che un’istituzione, un’isola di Speranza spesso dimenticata dalla politica italiana a differenza di molti altri paesei europei, al di là di qualche virtuosismo delle istituzioni locali!

In un mondo nel quale l’egoismo individuale spesso e volentieri distrugge il senso della Comunità, sono fermamente convinto che una società, una nazione che si rifiuta  di sostenere la FAMIGLIA di sostenere i suoi GIOVANI,  il futuro non potrà che essere glaciale.

Vi lascio con un’ulteriore riflessione attraverso questo pezzo di AngiolinoLonardi apparso sul Sussidiario…

In Occidente, numericamente parlando, la famiglia ha perso la partita. Ha vinto un insieme disorganico di soggetti, nati tutti dalla sua implosione. Hanno vinto i celibi e le nubili, i trentenni più o meno “bamboccioni” che vivono con i genitori, i vedovi e le vedove e le famiglie… senza figli.

L’Istat non consente di alterare un risultato certificato “per tabulas”, con tanto di grafici a torta. La ciliegina, su questa torta, è per gli anziani, che sono in testa e guidano fieramente quel che resta della famiglia.

Mettersi insieme quando si è giovani è diventato problematico e svantaggioso per un insieme di motivi che spaziano da quelli educativi e umani fino ad arrivare ad una struttura del lavoro, del welfare state e del sostegno economico che non risultano minimamente calibrati rispetto alle esigenze e necessità di chi ancora vorrebbe mettere su famiglia.

In particolare “l’eutanasia” della famiglia si coglie dal venir meno dei figli. Essi non costituiscono affatto il carattere imprescindibile della famiglia: si può andare lontani, in coppia, senza di loro, aumentando il numero di crociere, di scoperte, di esperienze. In un mondo globalizzato e in movimento, pieno di incertezze e instabilità, questa famiglia indebolita non fa che segnare i confini tra se e gli altri, nella illusione di delineare, proteggere e riempire di senso il suo essere famiglia. E’ una prospettiva senza prospettiva, mitigata solo dalla ripresa delle nascite ascrivibili ai rinforzi migratori.

I meccanismi che stanno alla base del lavoro e del credito, centrati troppo sul criterio del tempo accumulato e della solvibilità e troppo poco sul merito e sulla buona volontà di fare bene, sembrano fatti apposta per tenere fuori dai giochi i giovani in età riproduttiva e con desiderio di famiglia. Partiamo da qui, dalla foto di gruppo della nostra società, e zoomiamo sui vari comparti. Eccoli: meno coppie giovani e più celibi, meno popolazione femminile in età (pienamente) riproduttiva, pochi bambini, indici di vecchiaia in crescita inarrestabile. In queste condizioni si possono fare due profezie:

1. la famiglia è l’istituto che, dopo essere stato selvaggiamente mobbizzato, subirà un colpo ancora più decisivo dall’evolversi della situazione economica.

2. Al tempo stesso viene solo dalla famiglia quella leva che può almeno attenuare o redimere gli effetti di un impatto demografico disastroso. Quindi potrebbe rientrare in gioco, salvare se stessa e quanto resta dell’Italia.

Si possono abbandonare ideologie e ideologismi e cominciare a riflettere seriamente su tutto ciò?

La discussione è aperta…

viene solo dalla famiglia quella leva che può almeno attenuare o redimere gli effetti di un impatto demografico disastroso. Quindi potrebbe rientrare in gioco, salvare se stessa e quanto resta dell’Italia.

Tratto da:http://icebergfinanza.finanza.com

ITALIA: FAMIGLIA…SPERANZA FONDAMENTALE!
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