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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Indagare sul debito pubblico e sui derivati? La Regione Toscana dice no

Pubblicato su 4 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Bocciata la mozione presentata da Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) per avviare un audit sull’indebitamento (e perché no, cercare di rinegoziarlo e non farlo più pagare ingiustamente ai cittadini). Molti i consiglieri di maggioranza che si sono adoperati per il rimpallo in Commissione Controllo, nessun sostegno dall’opposizione.

Cosa sappiamo del debito pubblico italiano? Poco, ben poco. Sappiamo che cresce a ogni giro di Borsa, a ogni manovra o manovrina, sappiamo che fin dalla nascita ci viene appioppato prima ancora che siamo stati in grado di spendere alcunché, figuriamoci di indebitarci. Ma come è stato prodotto il debito pubblico?

audit debito pubblico detestabile

Storia del debito pubblico italiano, infografica pubblicata dal Corriere della Sera

 

Su questo, signore e signori, c’è il segreto di Stato. O il segreto bancario. O altre forme di bavaglio. Perché? Semplice: perché buona parte di quel debito (che è in mano a banche, fondi finanziari stranieri ecc.)è stato prodotto in maniera illecita.

Se non bastasse, questo indebitamento ha prodotto altro indebitamento, ha finanziato nuovi sprechi, non ha portato alcun beneficio ai cittadini. Ragione che rende ancor più illegittima la pretesa di farlo ripagare a quegli stessi cittadini che ne hanno già patito le conseguenze.

Tagliare il debito pubblico, per quanto se ne dica in tv o sui giornali, è tutt’altro che impossibile. Di un taglio notevole ha usufruito la Germania, nel secondo dopoguerra. E non perché non fosse in grado di ripagare i danni inflitti al resto d’Europa, ma perché a quella stessa Europa e agli Stati Uniti faceva comodo che il gigante tedesco si rialzasse in fretta e facesse da scudo verso la potenza dell’Unione Sovietica. (Approfondisci qui)

Altri Paesi nel mondo hanno intrapreso la strada della rinegoziazione del debito. Basti pensare ai casi dell’Islanda, dell’Argentina e dell’Ecuador. A partire da una ricognizione dell’indebitamento, gli Stati sono riusciti a capire se e quanto era stato prodotto in maniera illegittima. E ad agire di conseguenza verso i propri illegittimi creditori.

In Italia però questo non lo si vuol fare. Miopia della classe politica? O piuttosto prostrazione verso i poteri forti e le lobby che ne subirebbero le conseguenze?

A voi la scelta. Intanto il Consiglio regionale della Toscana ha respinto la mozione con cui Gabriele Chiurli(Democrazia Diretta) chiedeva di fare pressione sul Governo per istituire una conferenza sul debito pubblico italiano e al tempo stesso di far luce sui debiti contratti dagli Enti locali, Regione in primis, anche attraverso la forma dei cosiddetti derivati finanziari.

Richieste bocciate, nonostante l’avallo di esponenti della sinistra come Monica Sgherri e Mauro Romanelli, con il voto contrario del Pd, nell’indifferenza generalizzata dell’opposizione di centrodestra, eccezion fatta per i tre consiglieri di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli.

“La battaglia ripartirà dalla Commissione Controllo – dichiara Chiurli – dove ho intenzione di chiedere che venga prodotta una relazione dettagliata sull’indebitamento della Regione Toscana”.

Tratto da:http://democrazia-diretta.org

Indagare sul debito pubblico e sui derivati? La Regione Toscana dice no
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