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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

"Il welfare che non c'è". Il rapporto mondiale dell'Ilo. Italia in fondo alla classifica

Pubblicato su 4 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Il Welfare copre solo il 27 per cento della popolazione mondiale, mentre il 73 per cento nen beneficia solo parzialmente o per niente. E' quanto emerge dal rapporto mondiale sulla protezione sociale 2014-15 realizzato dall'Ilo, l’Ufficio internazionale del lavoro (Onu). "Mentre la necessita' di una protezione sociale e' ampiamente riconosciuta - si legge nel rapporto – il diritto umano fondamentale alla sicurezza sociale rimane insoddisfatto per la grande maggioranza della popolazione mondiale".
L'organismo dell’Omu sottolinea che sono soprattutto i bambini a pagare gli effetti della mancanza di protezione sociale. In media, i governi destinano lo 0,4 per cento del Pil a loro e alle prestazioni familiari, sottolinea il rapporto. Percentuale che va dal 2,2 per cento in Europa occidentale allo 0,2 per cento in Africa, in Asia e nel Pacifico. Così circa 18.000 bambini muoiono ogni giorno, soprattutto per cause prevenibili. E quindi morti che potrebbero essere scongiurate attraverso una protezione sociale adeguata. Molti bambini non ricevono i trasferimenti essenziali di cassa che potrebbero fare la differenza in termini di nutrizione, salute, istruzione e servizi di assistenza". "Gli scarsi investimenti nei bambini - secondo l'Ilo - mette a repentaglio i loro diritti e il loro futuro, nonche' come le loro prospettive di sviluppo".
In questo quadro, l'Italia e' al 21esimo posto tra i Paesi ad alto. Il nostro paese, che destina l'1,5% del Pil alla spesa per la protezione sociale sui bambini e per le prestazioni familiari e' dietro non solo ai paesi scandinavi e del nord Europa, ma anche di Lettonia e Slovacchia e Cipro. La statistica non tiene conto delle spese sanitarie e si riferisce al periodo 2010-11. Quanto alla spesa sociale per le persone in eta' lavorativa (sempre escludendo le spese per la salute), l'Italia si colloca al 28esimo posto tra i Paesi ad alto reddito, destinando a questa voce il 4% del Pil. Meglio di noi, tra gli altri paesi, Slovacchia, Lituania, Slovenia e Cipro e Estonia. E’ invece al primo per la spesa pensionistica: secondo il rapporto, nel periodo di riferimento 2010-2011 il nostro Paese ha destinato alla spesa per pensioni e agli altri benefici per gli anziani (escluso la spesa sanitaria) circa il 15% del Pil. Dietro di noi, nella classifica di 50 paesi ad alto reddito considerati dal rapporto, Francia, Austria, Grecia, Portogallo e Polonia. Il metodo di calcolo non consente però di determinare la spesa pro-capite in quanto la forte contrazione del Pil ha sicuramente aumentato il peso della quota previdenziale. Secondo altre classifiche, infatti, l’importo dell’assegno mensile è notevolmente più basso degli altri paesi industrializzati.

Tratto da:http://www.controlacrisi.org
"Il welfare che non c'è". Il rapporto mondiale dell'Ilo. Italia in fondo alla classifica
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