Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL CONTO DELLA SERVA

Pubblicato su 16 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

FAI IL TUO CONTO, E TI STUPIRAI.

In questi ultimi anni si è evidenziata una tendenza che non era mai comparsa, a ricordo di tutti, nella storia umana: quella della nascita di fonti alternative di informazione, possibile essenzialmente grazie a Internet.

Fino a pochi anni fa tutto quello che la gente sapeva lo apprendeva:

  1. dai propri genitori
  2. dai propri insegnanti dei vari livelli di scuola
  3. dai propri maestri spirituali o ministri di culto
  4. dai libri
  5. dai media

Poi c’erano amici, conoscenti e tutti i contatti di vario genere in grado di aver influenza sulla formazione dell’opinione personale sui diversi argomenti necessari a dare una direzione e guida all’esistenza, in tutti i suoi aspetti.

Ma ora ai “mitici 5″ canali se ne è aggiunto un sesto, che li ha sorpassati del tutto per potenza persuasiva e potere di penetrazione, la Rete.

6. internet

Grazie al canale Internet, persone comuni come noi possono immettere nel flusso di informazioni – fino a ieri centralizzato nelle mani di pochissimi e perciò gestibile in modo relativamente agevole – notizie di diverso tenore rispetto a quelle che fanno comodo ai poteri centrali e perciò stesso vengono diffuse da media di proprietà di un ristrettissimo numero di privati.

Possono cioè essere FONTI di informazione. Fonti indipendenti.

Attenzione, questo non c’è mai stato prima, a memoria d’uomo.

Queste fonti, se le informazioni indipendenti che vengono da loro diffuse hanno una valenza in sé – catturando l’attenzione del pubblico perché intercettano il momento e risuonano nell’animo dei destinatari e perché la verità così si comporta quando si fa in qualche modo riconoscere – e se sono presentate in modo editorialmente efficace, almeno quanto quelle spesso inconsistenti o menzognere dei media commerciali, possono raggiungere viralmente un pubblico molto vasto, e influenzare anche pesantemente la pubblica opinione.

Diventare cioè dei MEME immessi nel sistema in modo indipendente.

Ed è quello che gradualmente, ma non troppo, è successo in questi anni.

Ecco che quindi il potere reale, che ha interesse che nulla cambi per perpetrarsi eternamente nel tempo, ha escogitato come unica arma applicabile contro il dilagare di informazione semplicemente più vera di quella manipolata e diffusa dai 5 canali che abbiamo prima descritto, la disinformazione.

Saturare il panorama di informazioni contrastanti, vere e non vere, su tutti i canali, in quantità abnorme e con linguaggi che non permettono di stabilire dei riferimenti vero/falso.

Risultato: la confusione/contraddizione manda in tilt il pubblico che deve valutare, ossia noi, e provoca automaticamente rifiuto e blocco.

Il sistema va in stop per mancanza di parametri di valutazione attendibili.

Se leggiamo ora sui blog, sui gruppi facebook &C, che immettono e diffondono informazione non centralizzata, noi troviamo invariabilmente un sentimento di disorientamento e stand-by, proprio ad un passo da una fase risolutiva, qualunque essa sia.

La disinformazione ha fatto bene il suo lavoro.

Ma…

L’universo è ben progettato, ed esiste una soluzione anche a questa mossa che prendendo per stanchezza e demoralizzazione quelli che fino a questo momento si sono dati da fare, sembra dare poche speranze.

La soluzione si chiama CONTO DELLA SERVA.

Cos’è il Conto della Serva

È un modo per riappropriarsi di una base dati proveniente da noi stessi, sulla quale esercitare la nostra capacità critica compiendo valutazioni e tracciando conclusioni, anziché basarci su dati provenienti tipicamente dai media, che non possiamo in alcun modo controllare e validare.

Facciamo un esempio di stretta attualità.

Indipendente dal valore sociale che diamo alla politica così come la conosciamo in questa congiuntura storica, la nostra opinione sulla situazione dei partiti politici all’indomani di una prova di voto come quella delle recenti elezioni europee, della sua valutazione e delle conclusioni di ordine generale che ne possiamo trarre è UNICAMENTE poggiata su una base dati che non abbiamo possibilità materiale di controllare direttamente.

Cioè dei risultati di un voto che in qualche modo ha influenza sulle nostre vite sono stati calcolati, raccontati e garantiti da ALTRI.

Ognuno di noi sa, in fondo al suo cuore, che non potendo contare materialmente le schede, deve fidarsi di quel che gli dicono, e METTERE IN CONTO DI VENIRE INGANNATO. Semplicemente sappiamo che questa possibilità esiste e che qualcuno ne può fare uso a suo vantaggio. Nessuno, NESSUNO può negare questo FATTO in nome di alcuna CERTEZZA verificabile.

Pertanto sappiamo che l’opinione che ci formiamo sulla base dei dati “UFFICIALI” che ci comunicano è strutturalmente, inevitabilmente, imperfetta e non usabile MAI in senso assoluto. MAI.

Ma noi abbiamo un’arma talmente potente che, se anche usata in modo imperfetto e approssimativo, metterà in luce un divario così incolmabile tra le cifre che ci comunicano e quelle che possiamo ricostruire noi con i nostri mezzi, che la nostra opinione nei confronti di OGNI COSA letteralmente cambierà volto nel giro di pochi giorni: IL CONTO DELLA SERVA.

È un gioco, tra l’altro, che molti di noi praticano per futili motivi di pettegolezzo, quando ad esempio fanno i conti in tasca al proprio collega, alla vicina di casa, alla nuora, al cognato o all’amministratore di condominio.

Diciamo che se ben applicata, e la pratica è breve e molto divertente, si tratta di un’ARMA LETALE per trarre conclusioni molto più attendibili su qualunque cosa anziché basarsi su quello che vi racconta CHIUNQUE.

Per prestigiosa che sia la sua carriera, per luccicante e autorevole la veste che indossa al fine di impressionarvi, chi ci comunica dati può DIRCI UNA COLOSSALE MENZOGNA.

Quindi, perché fidarci?

Facciamo un esempio

Prendiamo un tema che ci sembra inaffrontabile per noi “che non ce ne intendiamo”.

Innanzi tutto il fatto ”che non ce ne intendiamo” ce l’hanno raccontato quelli che vogliono apparire ai nostri occhi come “quelli che se ne intendono” di questo o quell’argomento.

Per affermare la loro autorevolezza, la prima cosa che fanno, è DELEGITTIMARE NOI.

E poiché nel 99% dei casi sono dei mediocri, emanazione diretta o indiretta degli interessi del potere reale, delegittimarci attraverso la bassezza della leva psicologica è l’unico modo che hanno per vedersi riconosciuta la loro presunta autorevolezza.

In condizioni neutre, la nostra sana diffidenza animale, corroborata dalla fiducia nei nostri mezzi critici, ci farebbe pensare: “E perché dovrei credere a costui?”

Si, cari noi, con un minimo di ri-esercizio possiamo tornare a “intendercene” delle questioni principali che riguardano la nostra vita, anziché delegarle a mediocri figuri, a libro paga di chi non conosciamo.

Prendiamo in esame il tema: “La fame nel mondo”.

Sappiamo quanti fiumi di inchiostro hanno inondato di fesserie il nostro cervello, ma facciamo un momentaneo reset di quella robaccia e applichiamo la nostra ARMA LETALE V, il conto della serva.

Consideriamo il fatto di poter sfamare, e mantenere in vita nel modo più efficiente tra quelli comunemente conosciuti circa 7 miliardi di persone. Voler dare a tutti un filetto “Cordon Bleu” e una bottiglia di Chateau Lafite è una devianza metodologica.

Tenere in vita con i necessari nutrienti anziché in alternativa permetterne la morte per fame, questo è il tema.

Bene, assumiamo che attraverso la permacoltura si possa avere una resa produttiva media tale per cui il fabbisogno di vegetali da ortofrutta sia 500 metri quadrati per ogni individuo.

Significa che un orto/frutteto organizzato, di 500 mq, con le opportune turnazioni, fornisce il fabbisogno nutritivo di un individuo.

In realtà questa misura potrebbe essere ulteriormente ottimizzata, o essere carente, a seconda di quanta cura si pone nell’organizzazione.

Ma guardiamo il risultato: moltiplicando per 7 miliardi di individui otteniamo una superficie totale di 3milioni e 500mila kilometri quadrati. Un immenso ortofrutteto per sfamare tutti.

La superficie degli Stati Uniti d’America potrebbe ospitarne più di due di questi orti. Ma dimezziamo la resa per la presenza di aree non utilizzabili e comunque otteniamo che con una superficie come quella degli USA potremmo sfamare correttamente, l’attuale popolazione terrestre. Suddividiamola per le superfici delle singole nazioni e vediamo che quelli che ci raccontano che non è possibile sfamare la popolazione terrestre ci dicono una ENORME FESSERIA.

Ora, questo conto della serva ha tutte le semplificazioni di questo mondo, e non bada a considerazioni logistiche economiche, ecc.

Ma attenzione, metodologicamente questi sono da considerarsi ASPETTI DI DETTAGLIO. Immaginiamo infatti che una colonia di 7 miliardi di individui giunga sul pianeta Terra abitato da animali selvatici, e si voglia organizzare per avere di che vivere in una colonia stanziale, questi aspetti sarebbero risolvibili con le attuali tecnologie in nostro possesso.

Ora gli stolidi diranno: “Ma non vi sono considerazioni di ordine economico/finanziario in una analisi del genere!”

Ebbene, per costoro vi è una sola risposta: “Una comunità umana o colonia planetaria che la si voglia considerare, che sia di 7, 7mila, 7milioni o 7 miliardi di individui, se è in possesso delle conoscenze tecnologiche per badare alla propria sussistenza e non lo fa perchè consente che pochi lo impediscano per semplici motivi di lucro, non merita di sopravvivere a se stessa.

Considerata nella sua interezza, è una colonia animale autodistruttiva. Quindi, se decide di non usare le conoscenze e le risorse, decide di fatto di terminarsi. E SE LO MERITA.

Questi sono i termini della questione per chi inizia a usare il metodo del Conto della Serva.

Partire da quantità che si possono valutare direttamente da profani, fare le debite moltipliche, introdurre macroscopiche compensazioni per compensare l’errore di approssimazione, e guardare i risultati.

ESSI SARANNO SEMPRE E COMUNQUE STRAORDINARIAMENTE DISTANTI DA QUELLO CHE CI RACCONTANO GLI ESPERTI. E, PER QUANTO ROZZI ALL’INIZIO, PROVERRANNO DA CALCOLI ED ELABORAZIONI NOSTRI, SUI QUALI AVER CONTROLLO MAN MANO CHE SI PRECISA IL METODO. E NON PROVENIENTI DA CIFRE CHE NON SAPPIAMO DI QUALI OPERAZIONI SIANO RISULTATO.

Perché il contatto con le quantità, e con la realtà, l’abbiamo perso e delegato ad altri.

Ed è precisamente questo il principale pregio del Conto della Serva, quello di farci ritornare in contatto con una realtà raccontata da noi e non da altri su cui non abbiamo reali parametri di valutazione per dire se ci frodano o meno.

PROVIAMO.

Quando i media ci propinano una conclusione come l’unica possibile, smontiamola, riduciamola a quantità gestibili, facciamo noi le moltipliche e tiriamo noi le conclusioni.

La nostra visione del mondo cambierà nel giro di una settimana.

Jervé

 

P.S. Lo vediamo nell’immagine il salvadanaio  a maiale scheletrico, immagine simbolo della CRISI?

Ebbene, la crisi, in relazione alle nostre attuali capacità tecnologiche di creare ricchezza, è unicamente frutto di una truffa contabile.

NON ESISTE, se non SOLO E UNICAMENTE su registri che non gestiamo noi, non conosciamo né quantità di entrata né di uscita. E non siamo noi a fare le moltipliche.

A raccontarci che siamo spacciati sono “Quelli che se ne intendono”.

Ma crediamo ancora a costoro?

Tratto da:http://www.iconicon.it

IL CONTO DELLA SERVA
Commenta il post

magnet 06/18/2014 12:11

JEFF ROTHSHIL CI VUOLE BENE

Come è ben provato i Rothshild sono il ragno che controlla il mondo quasi tutte le banche centrali BCE e FED comprese sono sotto il loro controllo, recentemente ha detto.

Per finalizzare il processo del nuovo ordine mondiale abbiamo bisogno della terza guerra mondiale per sterminare il 90% della popolazione mondiale. Questo risolverà il problema della sovra popolazione umana e metterà fine alla disobbedienza civile. Poi procederemo ad automatizzare l'industria e creeremo un feudalesimo mondiale nel nome della salvezza del pianeta.

OGNI COMMENTO E' SUPERFLUO

Magnet

annapaola 06/18/2014 11:26

Ma chi è il semidio che ha scritto questa "roba". Da considerare che si tratta solo della mia opinione. Va bene... ma finalmente trovo un articolo per me "nuovo" Sarò anche strana, ma per me è molto stimolante. Bravo,bravo, bravo..lo seguirò. Come il solito continuerò a seguire anche voi, ormai fate parte della mia vita, potrei anche emozionarmi....grazie per la "conoscenza" che continuate a fornirmi......

magnet 06/16/2014 18:46

INTERNET UN GROSSO ERRORE

David Rokefeller il grande mostro e tra i più grandi mostri dell'umanità ebbe a dire: "Internet è stato il nostro più grande errore"

Magnet