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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Germania, tra retorica e realtà

Pubblicato su 3 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

I banchieri si riuniscono in Portogallo dopo le elezioni, e nessun giornale ne parla. Unico riferimento sul sussidiario.net. Ma sui media quelli "affidabili" non una parola. Non presenzia la Merkel quindi niente di interessante, lei è il Deus ex Machina di ogni cosa.
O forse i poveri banchieri devono riunirsi in segreto per sfuggire alla strega cattiva dell'Ovest che impedirebbe alla BCE di stampare denaro e diffondere benessere per tutti a gratis come fanno la cugina americana, quella inglese e quella giapponese?
In Usa ci sono sempre più tendopoli, in Inghilterra sempre più persone che sopravvivono grazie al cibo donato, ma hanno la Banca centrale, PRIVATA, che stampa denaro. Ah perché credevate che i soldi stampati fossero accreditato o distribuiti tra i bisognosi? No, sempre nella pancia delle banche sono rimasti.
 
In questi giorni a Copenhagen si riunisce il Bilderberg il loro 62mo incontro, quello che i media spacciano per riunione di anziani per prendere il té. La presenza in base alla nazionalità, visto che per molti il problema si riduce a quello, ovvero guai se sei tedesco, è facile constatarla scorrendo l'elenco. 
 
Luttwak lascia intendere in maniera decisamente esplicita quanto la Ue e l'euro forte siano necessari agli  interessi Usa (articolo riportato per intero in fondo). Ma niente, la stampa si focalizza sul facile bersaglio, una nazione colonia come noi: La Germania ed i suoi cittadini, ed il suo cancelliere che, esattamente come i nostri premier, prende ordini. Un capro espiatorio ci vuole sempre. La Germania ed i suoi cittadini, sono  demoni che paralizzano e rovinano vere e proprie meraviglie quali l'Ue e l'euro. Non le banche, men che mai non solo tedesche, ma la Germania come nazione ed i suoi cittadini sono rei del malessere di milioni di persone. Già perché a leggere molta stampa alternativa, anche le banche sarebbero "differenti" fra loro. Ci sono quelle americane che sono tanto buone e generose, quelle "tedesche" cattive, perché rubano agli altri cittadini europei per ingrassare i propri, eh già. Questi sono i termini, un pò come dire che gli interessi delle banche coincidono con quelli dei cittadini ed ecco che per "magia" per pennivendoli e finti contestatori del sistema le banche tedesche, uniche al mondo, rappresentano, anzi addirittura fanno le veci dei cittadini tedeschi. Un pò come se si dicesse che gli italiani sono rappresentati da MPS (in effetti, visto quanto ci è costata di salvataggi..).
 
La Germania impone le riforme in senso neoliberista e market friendly a tutti. Eh già, la moneta mondiale è il dollaro, sono gli Usa che fanno guerre e conquistano terre che sottomettono ma in fondo, è la Germania che domina gli Usa. Il FMI e la BM? No, vittime dei perfidi tedeschi. Quando la Ue non aveva ancora l'assetto dell'attuale gabbia, in America Latina e in alcuni paesi dell'Africa LE STESSE IDENTICHE RIFORME erano imposte dal FMI e BM. Memoria corta? Beh aiutarsi con google per scoprirlo. 
In Germania, la nazione che secondo la vulgata imporrebbe le riforme (già perché altrimenti, se le nazioni fossero libere dal giogo tedesco, sarebbero tutte di forte impronta socialista con un welfare da spavento, welfare che in Germania è eccellente), hanno appena abbassato a 63 anni l'età pensionabile. Sono certa che si dirà, vedi, i nostri vanno in pensione più tardi per "pagare le pensioni ai tedeschi". Poi se chiedi di andare a firmare per il referendum contro la legge Fornero ti dicono che non si può perché l'ha indetto la Lega e non è moralmente accettabile. La riforma Fornero che lascia senza pensione e stipendo a quanto pare E' MORALMENTE ACCETTABILE. 
 
Sono altrettanto sicura che, se non è mai stato istituito un reddito di cittadinanza sia colpa dei crucchi, ci spiegheranno i sapientoni. Esiste in tutta europa eccetto in Italia e Grecia e venne istituito oltre 20 anni fa. Ma perché chiedersi come mai una pletora di parassiti succedutisi uno dopo l'altro in Parlamento, non ci abbia pensato, soprattutto coloro che si reputano  moralmente superiori ed autoproclamatisi tanto dalla parte dei deboli.
 
Al massimo, ci dobbiamo accontentare delle lezioni di economia domestica della Pina Picierno, sarà pagata dai tedeschi, come la sua collega che insulta i disoccupati. In Italia, quasi lo stesso giorno del provvedimento tedesco di riduzione dell'età pensionabile, un uomo malato di 56 anni da oltre tre anni era in attesa che gli venisse riconosciuto questo diritto, si trova costretto a darsi fuoco per la disperazione. Davvero basta dire è colpa dei tedeschi per giustificarsi? Un uomo di 78 anni è stato sopreso a rubare mortadella, non aveva più soldi. La metà dei pensionati italiani percepisce meno di mille euro. Questo paese non solo è ripugnante, è pericoloso. Ti condanna ad una vita di stenti quando sei giovane e garantisce ancora meno quando si sarà anziani. Si può vivere in Italia solo se si è ricchi. E non è colpa dei tedeschi, ma di un popolo vigliacco al quale puoi raccontare ogni favola perché si accontenta.
 
Ma attenzione, ora arriva la notizia che fa gongolare i gonzi italioti: toh anche in Germania diminuisce l'occupazione. Ma vah? Era la Germania che negava questo trend, o si è voluto artificiosamente dipingere la Germania come ultraricca, lasciando intendere che campava a sbafo sugli altri?
 
Capisco come sia molto più facile prendersela con un altro popolo, anziché esigere dai nostri eletti di tutelarci. La stampa, non solo di regime, finge invece che la disoccupazione sia al 12%.
Ignora e certo non è interessata a sapere come vivono quel 44,8% di NON OCCUPATI (Tasso di occupazione al 55,2%). Una nazione così tanto attenta ai diritti delle minoranze, da ignorare la massa enorme di INDIGENTI. Sono maggioranza, che importa.No, attenzione, pochissimi hanno i requisiti per accedere ad un sussidio, per quanto di breve durata e misero in sé.
 
"A febbraio 2014 gli occupati sono 22 milioni 216 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-39 mila) e dell’1,6% su base annua (-365 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,2%" Istat
 
Non sono riuscita a trovare il dato sulla forza lavoro con precisione, rimane stimata intorno ai 40 milioni di persone. Quindi, si sta parlando di quasi la META' di questa che non lavora. 20 milioni di esseri ai quali si da semplicemente dei choosy e siamo felici così.
 
Ricordo quanti opinionisti dotti sapienti si divertivano a dipingere i tedeschi come un popolo pezzente, quasi messo peggio di noi, che tirava avanti con i minijobs.
Riporto l'inizio dell'accurata inchiesta-intervista a Giovanni Perazzoli:
 
Mini-Job: welfare tedesco e disinformazione italiana
Il deleterio modello tedesco e i luoghi comuni sul welfare. Risposta a PerazzoliLa “controinformazione” italiana vuole smentire che in Germania i salari siano più alti che in Italia, e porta il caso dei Mini-Job. Ma non spiega che i Mini-Job sono lavori part-time, che si possono sommare al reddito minimo garantito, con affitto per la casa, riscaldamento e cure mediche, riduzione per i trasporti. Un caso di autolesionismo, o il bisogno di far tornare per forza i conti di un’interpretazione del tutto sbagliata del “modello europeo”? FONTE
 
 
L'introduzione dei minijobs non sono altro che un'equa distribuzione del lavoro, lavorano meno tutti ma lavorano, e per giunta, se non guadagnano abbastanza, l'entrata viene integrata dallo Stato fino al raggiungimento del reddito minimo garantito.
E' civiltà, come la riduzione dell'età pensionabile che consente l'ingresso e l'occupazione dei giovani NON TOGLIENDO niente alle generazioni che hanno già lavorato molto.
 
Questo modello, evidentemente non troppo market friendly, viene avversato dalla stampa italiota, sia mai gli italiani ne esigessero l'introduzione.
Si parla di qualità della vita, di esistenza serena, allora, quale modo migliore che non demonizzare chi adotta un sistema tanto giusto, al fine di farlo apparire come estorto ai danni dei paesi PIIGS?
Meglio tirare fuori le battute stupide e fuoriluogo delle Picierno, della Fornero, della Morani (tutte donne per fortuna che son più buone degli uomini) per darsi un tono ed evitare di parlare della realtà, fatta di stenti, di sfratti, di furti per cibo, di pensioni che non arriveranno mai, di suicidi per crisi. Un altro dato:
Invece particolarmente bassa la percentuale di chi ha trovato lavoro grazie al centro pubblico per l’impiego (appena l’1,4%) o con altre agenzie private (5,4% dei neo-occupati). fonte
Così non dobbiamo nemmeno interrogarci o chiedere conto dell'inutilità di centri per l'impiego e agenzie di lavoro interinali. Abbiamo perfino privatizzato le offerte di lavoro e le chance di ottenere un colloquio con chi offre lavoro si riducono notevolmente, lasciando la vita di molti speranzosi in balia di pochi impiegati di questi uffici.
Barbara

ps vedi anche:  Jacques Attali ( nella foto con l'ex presidente del consiglio francese Nicolas Sarkozy ) è un'economista,banchiere e saggista francese, considerato uno degli ideologi più importanti del " Nuovo Ordine Mondiale " . continua qui

Francesi sono anche i due economisti che fissarono il vincolo del 3% sul trattato di Maachstricht, ma nessuno ha mai pensato di incolpare la Francia né i suoi cittadini per questo. Come è giusto che sia, ma a passare come responsabili di quei vincoli risultano per la vulgata "i tedeschi".....

 
notate a chi fa comodo L'EURO FORTE ...(altro che marco-euro)
L’Italia uscirà dall’euro, Renzi è un bluff 
“Renzi non riuscirà a non onorare gli impegni con la Merkel e l’Italia dovrà uscire dall’euro”. La profezia, funesta, è del politologo americano Edward Luttwak che intervistato da Affaritaliani.it avverte: “Gli Usa hanno interesse che l’Europa resti unita e che ritrovi la via della crescita perché questo consente al Vecchio Continente di avere un cambio euro/dollaro elevato sui mercati valutari”.  
 
Il successo dei No Euro - Dovevano essere le elezioni dello sfondamento degli euroscettici e in qualche misura lo è stato. I partiti contro l’euro e ostici alla Bce hanno trionfato, conquistando il primato nei rispettivi paesi, solo in Francia con il Front National di Marine Le Pen, in Gran Bretagna con l’Ukip di Nigel Farage e in Ungheria con il Fidesz di Viktor Orban. Nei restanti paesi Ue i No Euro sono andati bene, ma la presidenza della commissione finirà ancora una volta al Ppe e a Jean-Claude Juncker, per la gioia di Obama e delle grandi banche d’affari statunitensi. 
 
“L’interesse americano – afferma Luttwak – è che l’Europa goda di buona salute e che ci sia sempre un euro forte”, trend “sostenuto incredibilmente e in maniera fanatica anche dalla Banca Centrale Europea“. Draghi dunque starebbe facendo il gioco degli Usa, invece che aiutare la crescita del Vecchio Continente
 
Poi il politologo sgancia la profezia. Ora che in Italia e in Spagna i partiti tradizionali hanno tenuto l’attacco dei no euro e, nel caso italiano, Matteo Renzi ha sconfitto in casa il pericolo grillino, per i Paesi del Pigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) si apre la grande sfida e cioè “ritrovare la via della crescita”, spiega Luttwak. Ma non è facile, anzi. In primis, “perché Spagna e Italia hanno rifiutato di intraprendere un serio cammino di riforme”. In secondo luogo perchè “rimanere nell’euro, soprattutto per l’Italia, vorrebbe dire fare ricorso per i prossimi anni ancora a pesanti politiche di austerità dettate dal Fiscal Compact“. 
 
Renzi e l’uscita dall’euro - Politiche di austerità corrispondono secondo il professore ad avere “zero deficit e una riduzione del 2% del debito all’anno”, una sforbiciata “di 40 miliardi, 10 Imu” ogni 12 mesi”. Uno scenario che “condannerà le prossime generazioni alla disoccupazione strutturale e che Renzi non potrà evitare a meno di un’uscita dall’euro o di non rispettare i nuovi dictat dell’Unione Europea: trovare 10 Imu all’anno è una pura fantasia. Vorrebbe dire strozzare l’economia”, sentenzia Luttwak. Si tratterebbe quindi di salutare la Merkel e di non onorare gli impegni presi nei mesi scorsi. “Renzi farebbe meglio a rivelare il suo piano“, conclude Luttwak e cioè che “non intenderà rispettare mai i patti europei. Sarebbe più serio” 
 
Perchè gli Stati Uniti ci guadagnano - Poi il professore ritorna sulle europee e su come una tenuta dell’euro può solamente giovare gli States, spiegandone i motivi, ma sopratutto i guadagni. Lo spread è tornato oggi a scendere nei Paesi che utilizzano il rapporto Btp e Bund tedeschi (per l’Italia da 200 della settimana scorsa a 160 di lunedi 26 maggio), le borse a crescere e la moneta unica, dopo le europee, continuerà comunque a rimanere forte sul dollaro. “Un dollaro debole, da mantenere il più possibile a questi livelli, è una situazione super-vantaggiosa per gli Usa: un volano per le esportazioni che spingono al rialzo il Pil e, di conseguenza, al ribasso il rapporto debito/Pil”, spiega Luttwak. 
 
Lo spread e la speculazione - Riguardo agli improvvisi aumenti dei giorni scorsi dello spread il politologo si dice convinto che “non si è trattato di movimenti strutturali che miravano a una disgregazione dell’euro, quanto soltanto di volatilà: alcuni operatori finanziari hanno approfittato dell’incertezza scommettendo sulle vendite per guadagnare”. Un discorso che qualche giorno fa era stato anticipato da Massimo D’Alema che sottolineava come “le voci circa l’avanzata di Grillo a ridosso del Pd “erano il frutto di una manovra di speculazione finanziaria, e proprio per questo lo spread aveva fatto un balzo in alto, permettendo a chi ha diffuso le voci di comprare titoli a maggior rendimento 
 
Edward Luttwak 
Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/ 
 
26.05.2014
Tratto da:http://dadietroilsipario.blogspot.it
Germania, tra retorica e realtà
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