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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Debito pubblico: come uscirne senza strozzarci

Pubblicato su 11 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, con sede a Vecchiano (PI), ha elaborato un importante documento sulla questione del debito pubblico che attanaglia l’Italia, con il contributo di Franco Sacchetti per le vignette, Francesco Gesualdi per i testi e Andrea Rosellini per la grafica.
Il nostro Paese si trova infatti nella trappola di un debito che si autoalimenta: ben il 75% di esso è dovuto agli interessi che dal 1980 al 2012 hanno totalizzato 2.230 miliardi di euro, dei quali 1.550 sono finiti a debito.
In tal modo, il debito funziona come un meccanismo di redistribuzione alla rovescia che allarga il divario esistente fra i più ricchi e i più poveri: la famiglie appartenenti al 10% più ricco possiedono da sole il 46% di tutta la ricchezza privata, mentre quelle del 50% più povero appena il 9,4% della stessa.
La conclusione è che la miseria in Italia oggi colpisce una persona su tre, mentre la ricetta imposta ai Paesi più traballanti, a partire dal nostro, è sempre la stessa: aumentare le tasse, ridurre le spese, privatizzare tutto il possibile. Non importa se il risultato finale è la chiusura dei servizi e la perdita dei beni comuni.
L’unico modo per arrestare il declino dell’Italia è decidere di non far pagare solo i cittadini, ma anche i creditori. Il popolo italiano ha l’obbligo di restituire solo quella parte di debito che è stata utilizzata per il bene comune. Tutto il resto -dovuto a tassi eccessivi, indebitamento per interessi, ruberie, sprechi, corruzione, etc.- può (e deve!) essere ripudiato perché illegittimo.
La prima cosa da fare è quindi aggredire gli interessi, che ci salassano e alimentano la crescita del debito. Tre le iniziative possibili: vietare qualsiasi forma di speculazione sui titoli del debito pubblico, l’autoriduzione dei tassi di interesse, la sospensione dei pagamenti delle quote impossibili da coprire.
Risolta finalmente l’emergenza, bisognerà poi mettere ordine nei conti pubblici per liberarci definitivamente del debito e non ricadere mai più nella sua mortifera spirale.
Rammentando che il debito pubblico italiano non avrebbe avuto un epilogo così drammatico se avessimo conservato la sovranità monetaria di cui godevamo prima del 1981, 
quando si verificò il cosiddetto “divorzio” fra la Banca d’Italia e il ministero del Tesoro.
Concludiamo con l’invito a far circolare 
il materiale elaborato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo in tutti i modi possibili.
Federico Roberti

Tratto da:http://byebyeunclesam.wordpress.com
Debito pubblico: come uscirne senza strozzarci
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annapaola 06/11/2014 07:53

senza meno tutto verissimo, ma la novità dove stà? Non sarebbe arrivato il momento di cercare il soggetto capace di portare a termine questo tipo di guerra? Queste informazioni , ormai, le conoscono anche i muri e se i risultati sono quelli attuali, vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato nel tipo di diffusione. Dobbiamo trovare altri mezzi. Limitarci a proporre alla nostra "cerchia", compresi fratelli, amici e benefattori, non porta a niente. Leggere questo pezzo a me, non ha portato niente di nuovo, è una ripetizione di una ripetizione di una riflessione fatta tanto tempo fa, ergo, perdita di tempo.....