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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CRIMINALITÀ INTELLETTUALE

Pubblicato su 11 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

di  Franco Remondina

C’è una cosa che mi fa ammattire, cioè il fatto che tutte le nostre vite e la società tutta, sia dipendente dalla “moneta”, dal “denaro” e ci siano cosi poche persone che sappiano come funziona la “moneta”. E’ un tema che mi è divenuto caro vista la persecuzione mediatica a cui sono stato sottoposto negli ultimi quindici anni e come credo sia avvenuto a voi. Il primo punto da chiarire è: Chi da valore alla “moneta”? E’ una domanda importantissima… ma nessun economista televisivo ne parla mai. Allora, “Chi fa si che le banconote, su cui ci sono scritte delle cifre, acquisiscano il valore delle cifre scritte?” Non lo sapete? Sono solo banali foglietti di carta, non hanno valore in sè, se non quei 2 centesimi del costo della carta e dell’inchiostro con cui vengono confezionati, ma per voi hanno il valore che c’è scritto sopra. Risposta: “E’ lo stato che da valore a quei foglietti di carta! Lo Stato, accettandoli come pagamento delle tasse, dà il “valore” alla carta. Sfortunatamente la gente, non comprende! La gente, non i politici… Politici, giornalisti, economisti, sindacalisti sono prezzolati per “non comprendere” o meglio, per non far comprendere questa cosa. Se è lo stato che dà valore alle banconote, ed è cosi, la domanda che segue è: “perchè ha rinunciato a stampare i “Suoi” foglietti di carta? Rinunciando a questo diritto, ha impoverito il popolo da cui “emana” la sua (dello stato) figura. Rinunciando a questo diritto, ha aumentato le tasse, reso fragile la struttura sociale, incerto il suo (dello stato) futuro. Forse c’è qualcosa che non va? Quindi, è lo Stato a dare valore alla moneta! Sono i fatti a dirlo. Peccato che negli ultimi venti anni si sia fatto finta che non fosse cosi! Premi nobel come Krugman o molti altri che vanno per la maggiore, quando parlano di economia, vi ingannano. Se voi come individui faceste un inventario del vostro stato finanziario, fareste più o meno cosi… Elenco delle cose che posseggo: 1) Casa di proprietà. 2) Macchina. 3) Mobili, Vestiario, etc . 4) Risparmi+ azioni+ polizze etc… Quando invece si parla dello Stato, le cose si complicano.. Lo stato fa l’inventario e elenca in questo modo: Superficie, case , fabbriche, strade, linee ferroviarie, porti etc. 2) Treni aerei navi. 3 Depositi bancari del popolo. 4 Tasse. Essendo lo stato che rende valido il foglietto di carta, il fatto che sia in deficit significa solo che il suo deficit contabile è quello che costituisce il risparmio di ciascuno, depositato nelle banche+ case+ servizi+ porti etc. Cedendo questo diritto a emettere la “moneta” e avendolo ceduto alle banche che hanno creato tutto il denaro in circolazione, abbiamo cosi tanta “moneta” che lo stato deve affaticarsi non poco per renderla “valore”. La crisi dello stato, anzi degli stati è questa fatica! Le banche creano denaro dal nulla e non pagano una lira di tasse. Sembra strano ma l’economista non vede questa creazione di denaro, per lui non esiste! Tutta la moneta e le azioni, le obbligazioni non vengono prese in considerazione. Non sono, per i modelli economici attuali, “beni reali”, per cui non vengono considerati. Questa cosa di considerare la moneta come “già esistente”, devia l’attenzione, in caso di crisi come quella attuale, dai fattori finanziari a quelli “reali”. Cosi esiste solo il debito, i costi, la moderazione salariale, l’ottimizzare le spese. È un atteggiamento di “criminalità intellettuale”. Se insegni nelle università che la “moneta” esiste già e che ha valore in sè, commetti un atto di criminalità intellettuale! Di più, commetti un “Vilipendio alla costituzione”. La nostra Costituzione recita all’articolo 41:

“L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

La Costituzione… lo dice! Si sono dimenticati questo articolo? Il VOSTRO presidente della repubblica se lo è dimenticato? La magistratura lo conosce? La corte costituzionale che dice? Così abbiamo la gente che non capisce la “moneta”. Quando vanno a fare da pubblico nelle trasmissioni tv hanno cartelli del tipo: “Ripristiniamo la Glass-Steagal Act”… non sanno nulla! Sono solo cortine fumogene. Potremmo non pagare le tasse se si capisse la “moneta”. La Costituzione afferma che l’attività bancaria degli ultimi venti anni è ” in contrasto con l’utilità sociale e reca danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”! Dove sono finiti i carabinieri? C’è l’obbligo d’intervento in presenza di flagranza di reato? Esiste ancora sta roba? Se esiste ancora, allora dovrebbero essere chiuse tutte le banche, arrestate tutte quelle persone che hanno commesso quegli atti di “criminalità intellettuale” che ci hanno resi schiavi e indegni, e insicuri e hanno rotto il sistema sociale. Non sono io a dirlo… è la Costituzione!

Tratto da:http://www.iconicon.it

CRIMINALITÀ INTELLETTUALE
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