Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Grazie al Binomio UE-Euro l'Italia è Più Povera, Più Vecchia e Più Violenta

Pubblicato su 7 Maggio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

E' l'immagine dell'Italia dopo sei anni di crisi economica, politica e sociale nella fotografia scattata dal Centro Studi della CNA. In questo arco di tempo il nostro Paese ha visto crescere in maniera travolgente le persone a rischio povertà ed esclusione sociale.

 

Ormai sono oltre 18 milioni, quasi tre milioni in più del 2007, e rappresentano il 14,8% di tutti gli europei emarginati economicamente. Si tratta di persone costrette a vivere in famiglie con entrate inferiori al 60% del reddito medio, che non possono permettersi un pasto adeguato almeno ogni due giorni e, se lavorano, lo fanno in maniera ridotta.

 

Peggio dell'Italia nell'Unione europea solo la Grecia e sette Paesi ex-comunisti. Dal 2007 la percentuale di italiani che non possono sostenere una spesa imprevista, pagare le bollette, riscaldare la casa, nutrirsi come si deve è schizzata dal 6,8 al 14,5%. Un ulteriore elemento di allarme sociale è il boom degli sfratti per morosità. Nel 2012 se ne contano oltre 60mila, che aggiungono disagio al disagio.

 

In questi anni i reati sono cresciuti dell'8,7%. In forte aumento risultano soprattutto i reati contro il patrimonio, che principalmente possono essere ricondotti alla caduta delle attività economiche: i furti sono saliti del 32,5%, le truffe e le frodi informatiche del 21,8%. La crisi spinge le famiglie a guardare sempre di meno alla qualità, e la criminalità, anche internazionale, ne approfitta.

 

Si spiega così la crescita esponenziale dei reati di contraffazione di marchi e prodotti industriali, più che quadruplicata. Ma la crisi ha finito per turbare e impoverire anche i rapporti tra le persone, come dimostra l'incremento degli episodi di violenza personale, dalle percosse alle lesioni. L'incertezza economica e sociale si riverbera, inevitabilmente, sul dato demografico: non si fanno più figli. Negli anni della crisi il tasso di natalità, già basso, in Italia è calato ulteriormente, da 9,7 a 8,9 nuovi nati ogni mille abitanti. L'età media è salita da meno di 43 a 44 anni. E il peso della popolazione anziana è aumentato.

 

Ormai gli ultra 65enni sono una volta e mezza i ragazzi sotto i 15 anni e quasi un terzo (il 32,7%) della popolazione in età lavorativa. E' il livello piu' alto in Europa. E rappresenta un segnale inquietante. Questo indicatore, infatti, misura la capacità potenziale del sistema di provvedere al pagamento delle pensioni. Una bomba a orologeria. Eppure, anche perchè non si trova occupazione, tra il 2007 e il 2013 si è incrementato il grado di istruzione della popolazione. Sono aumentati del 23,9% i laureati e dell'11,9% i diplomati.

 

Così da portare al 47,4% degli italiani i possessori di un diploma o di una laurea. Ma l'istruzione non ha garantito una occupazione, anzi. Se, infatti, prima della crisi il diploma assicurava un inserimento sul mercato del lavoro simile, in pratica, a quello della laurea, oggi la probabilità di disoccupazione di un diplomato è prossima a quanti posseggono solo la licenza media.

 

Si spiega anche con questi numeri, sottolinea l'indagine del Centro Studi della CNA, l'esplosione del fenomeno Neet, i giovani tra i 15 e i 34 anni che non lavorano, non studiano, non svolgono attività di formazione, saliti in sette anni di oltre 750mila unità, arrivando a quasi 3,6 milioni. Il 27,3% dei Neet sono diplomati (erano il 17% nel 2007), il 21,7% laureati, contro il 15,9 per cento all'inizio della crisi.

 

L'euro avrebbe dovuto portare benessere, pace sociale, sviluppo e lavoro. Invece, questo è il quadro desolante che ha prodotto. [Fonte]

 

Eppure ci sono ancora individui che difendono l'euro, una moneta creata da una banca privata che costringe ogni nazione dell'eurozona (che è stata costretta nel corso della storia, anche e soprattutto a forza di bombe o attentati, a cedere e spogliarsi di un potere immenso, la sovranità monetaria) ad indebitarsi, pagando interessi usuranti e truffaldini che gravano come sempre sul popolo, in cambio i politici complici della truffa, continuano a mantenere i loro privilegi. 

 

Come se non bastasse, oltre al danno anche la beffa, perchè lor signori vogliono convincerci che uscendo dall'euro e stampando una nuova moneta, si creerebbero situazioni catastrofiche! Un incredibile aumento dell'inflazione, un'inimmaginabile svalutazione della valuta rispetto all'euro con conseguente fallimento di tutte le banche (magari)! Insomma si inventano un mucchio di falsità pur di mantenere lo status quo! 

 

Ci sono paesi nel mondo che hanno avuto da secoli una sovranità monetaria e continuano a mantenerla, non c'è stata nessuna inflazione, nessuna svalutazione e anche se hanno maturato un debito molto alto, è ininfluente, perchè avendo il potere immenso di stampare moneta, non devono pagare gli interessi a nessuna banca privata. Di conseguenza lo stato non è costretto ad applicare politiche di austerity per servire dei banchieri criminali corrotti!  

Tratto da: http://freeondarevolution.blogspot.it 

Grazie al Binomio UE-Euro l'Italia è Più Povera, Più Vecchia e Più Violenta
Commenta il post

mustafa 05/08/2014 10:15

A dimostrazione di quanto sopra, con la liretta eravamo un paese prospero.
Ora con il super-euro siamo miserabili.