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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Dopo l'accordo con la Cina anche il Giappone vuole il gas russo

Pubblicato su 31 Maggio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Il Pakistan deve ancora portare a compimento il progetto di gasdotto "Mir" dall'Iran. Questo è stato riportato dai media locali mercoledì. Il gasdotto dovrà entrare in funzione nel dicembre 2015. Le sanzioni dell’Occidente contro l'Iran hanno impedito la fornitura di gas al Pakistan da dicembre di quest'anno. Tuttavia, nonostante le pressioni degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita e di altri paesi produttori di petrolio, non si può fare più nulla per impedire al Pakistan e all'Iran di completare il progetto, ha assicurato il Primo Ministro Nawaz Sharif.

Allo stesso tempo, il Ministro delle Risorse Idriche ed Energetiche del Pakistan, Khawaja Muhammad Asif, recentemente in un incontro a Mosca ha chiesto alla Russia di costruire un gasdotto in Pakistan. Il suo dipartimento sta promuovendo attivamente il progetto di costruzione di un gasdotto dal Turkmenistan al Pakistan via Afghanistan (TAPI). E in un altro progetto si prevede anche la partecipazione dell’India. Il Pakistan è interessato commercialmente al transito di gas verso l'India. Eppure proprio questo punto era uno degli ostacoli all'inizio del progetto TAPI.

In passato l’India, a causa delle tensioni con il Pakistan, si è ritirata dal progetto "Mir", rimasto quindi solo sulla carta, a causa dell’incapacità del Pakistan di finanziare il progetto da solo. Oggi, Pakistan e India hanno la possibilità di superare gli ostacoli politici e cooperare sul gas, dichiara l'esperto dell'Istituto di Studi Orientali Tatiana Šaumyan:

Tali progetti richiedono determinati cambiamenti nelle relazioni tra i governi. Ora ci sono stati dei cambiamenti nei rapporti indo-pakistani, associati all'arrivo del Primo Ministro del Pakistan Nawaz Sharif all'insediamento del Primo Ministro indiano Narendra Modi. Il loro incontro potrebbe essere un buon segno per eventuali negoziati e per trovare vie che creeranno determinate garanzie per la costruzione congiunta e l'uso delle condotte. Il miglioramento delle relazioni politiche creerà un'atmosfera in cui gli enormi progetti di gas, molto importanti per entrambi i paesi, verranno realizzati.

La politica può contribuire a risolvere anche i problemi della sicurezza energetica del Giappone. Un gruppo di 33 deputati del parlamento giapponese ha votato per la costruzione di un gasdotto tra l’isola russa di Sachalin e la prefettura giapponese nord-orientale di Ibaraki. I Parlamentari sperano che questo progetto venga iscritto all'ordine del giorno della visita del presidente russo Vladimir Putin in Giappone, prevista per questo autunno.

Secondo l'esperto dell'Istituto di Estremo Oriente Valeri Kistanov, il recente accordo sul gas tra Cina e Russia per 400 miliardi dollari in 30 anni è diventato l'impulso per il Giappone. Tokyo ha riconosciuto il ruolo crescente della Russia come fornitore di energia in Asia:

Il Giappone è costretto a rilanciare questo progetto. Questi parlamentari sono lobbisti, uomini d'affari che si sono impegnati ad aumentare la cooperazione con la Russia nel settore energetico. Naturalmente, esiste il fattore cinese. Ed è probabilmente quello principale. Il Giappone non vuole che la Cina domini il campo della cooperazione con la Russia in Estremo Oriente. Soprattutto Cina e Giappone competono per petrolio e gas in tutto il mondo, in Africa ed in America Latina. E poi il gas russo è a portata di mano. Il Giappone è costretto a trasportare il petrolio dal Medio Oriente attraverso la Cina meridionale ed il Mar Cinese Orientale. Qui il transito deve tenere conto dei rischi di dispute territoriali aggravati sulle isole. Questo incoraggia anche il Giappone a garantirsi che il gasdotto provenga dalla Russia.

I Parlamentari giapponesi hanno creato una lobby sul gasdotto dalla Russia, nonostante il sostegno del Giappone alle sanzioni americane e della Ue contro la Russia per la sua posizione sull'Ucraina. Tokyo, pressata dai partner del G-7, ha congelato la cooperazione tecnologica con la Russia, fermando i contatti nel settore nucleare. Ora al Giappone è data la possibilità di fare una scelta. O continuare questa politica miope, o mettere la politica da parte e fare economia reale. Se il Giappone acquisterà il gas naturale russo direttamente attraverso i gasdotti, sarà molto più conveniente per lui che trasportarlo con costose metaniere.

Tratto da:http://italian.ruvr.ru

© Foto: bloglobal.net

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