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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CHE COSA E' LA MONETA ?

Pubblicato su 23 Maggio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Senza una chiara terminologia, senza una giusta definizione della Moneta non si può esprimere neppure la più rudimentale idea economica. Senza definire il problema centrale dell’economia, non si può costruire una scienza. Questo problema non è altro che quello di fare mangiare e vivere bene un popolo intiero, come una buona massaia fa mangiare e vivere bene la sua famiglia, cioè di adoperare i mezzi esistenti e di supplire alle deficienze.”

Ezra Pound, 1937.

Citato da M. Saba, Bankenstein, 2006.

Propongo questo articolo, nell’ambito del laboratorio tematico su Moneta e Signoraggio, per fare il punto sullo stato delle nostre conoscenze in campo monetario, cercando di dare spazio alle voci che compongono il dibattito e cercando di evitare atteggiamenti dogmatici. So che dentro PBC ( e fuori) queste conoscenze non mancano come non manca la coscienza di quanto sia importante questo tema: intendo rivolgermi prima di tutto a chi non è esperto, senza temere di dire cose che possono apparire banali e scontate; la mia esperienza mi ha insegnato come si possa passare rapidamente da ciò che appare banale a ciò che invece divide impostazioni mentali diverse: l’importante è affrontare laicamente queste divisioni dando la priorità al confronto delle varie argomentazioni e tenendo presente che tutto ciò che fa parte delle discipline sociali è estremamente complesso. Sono ben poche le verità e le certezze a nostra disposizione; in realtà non possiamo fare altro che utilizzareschemi/modelli interpretativi che, per quanto approssimati, hanno lo scopo di essere utili nel fornire interpretazioni attendibili dei fatti sociali a cui assistiamo.

CHE COSA E’ LA MONETA ?

Per quanto questa domanda possa sembrare banale (data la nostra confidenza nel maneggiarla), ci stupiremo di quante risposte diverse ne vengano fornite. Ecco un esempio:

1. “La moneta è la misura del valore” ( Aristotele );

2. “La moneta è la misura del valore e il valore della misura” ( Auriti );

3. “La moneta è ciò che consente il pagamento dei debiti” ( Luca Fantacci- La moneta);

4. “La moneta è un IO VI DEVO” ( Modern Monetary Theory );

5. “LA MONETA È MISURA DEL VALORE E VALORE DELLA MISURA, RICONOSCIUTA (= principio e ragione di accettazione) DA UNA PRECISA COMUNITÀ SOCIALE (= principio e luogo di circolazione) E FORMALMENTE DEFINITA DA UNA LEGGE (= principio e fondamento della fiducia).”  G. Passali nel sito “La moneta complementare”(La natura della moneta, parte 3) ad integrazione della definizione di Auriti;

6. Secondo A. Graziani (La teoria del circuito monetario – 1996 Jaka Book):

Affinché il mezzo di pagamento usato sia vera moneta, esso deve rispondere a tre requisiti:

  1. non dovendo essere una merce, il mezzo di pagamento deve essere una moneta segno;
  2. l’uso di tale moneta segno non deve costituire una semplice promessa di effettuare un pagamento in avvenire (promessa tipica dell’economia di credito), ma deve dare luogo ad unpagamento definitivo;
  3. l’uso della moneta, ancorché si tratti di moneta segno, deve essere regolato in modo da non concedere ad alcun soggetto “privilegi di signoraggio” ( e cioè: sebbene tutti paghino con una moneta priva di valore intrinseco, nessuno deve ottenere merci senza dare in cambio altre merci aventi valore di mercato equivalente).

E queste sono solo alcune delle risposte! Come si vede queste definizioni mettono l’accento su aspetti diversi e rispondono anche ad esigenze diverse dei vari autori. Le prime tre sono squisitamente funzionali, mentre si distacca da questo aspetto la definizione MMT: La moneta è un “IO VI DEVO” emesso dallo Stato per i cittadini. Secondo Paolo Barnard (“Il più grande crimine” pag.9 e pag.11) ciò significa che lo Stato, in cambio della sua moneta, ci deve il nostro diritto di saldare tutto ciò che gli dobbiamo, usando quella stessa moneta.

Però, a mio avviso, la domanda (“che cosa è la moneta”) posta in questo modo comporta prioritariamente una definizione ontologica (cioè: che tipo di ente è? Qual’è la sua natura?):

7. LA MONETA E’ UNO STRUMENTO.

Questo significa che la moneta non si trova in natura, non è una fantasia, non è un puro oggetto linguistico, ma è un oggetto creato (inventato) dall’uomo per gli uomini. Fa parte di quell’insieme di cose che Popper cataloga come “Mondo 3”, cioè tutte quelle idee/invenzioni che nascono nella mente degli uomini, poi si concretizzano in oggetti che acquistano una realtà fisica autonoma: le monete di metallo (che troviamo negli scavi archeologici anche se tutti gli uomini che le hanno usate non ci sono più), le banconote cartacee, gli assegni bancari ecc. Secondo i filosofi Maurizio Ferraris e Maria Grazia Turri, essa fa parte degli oggetti sociali cioè di quella tipologia di oggetti che esistono perchè esiste l’uomo (diversamente dall’albero che sarebbe esistito anche senza la nostra comparsa ).

Le definizioni funzionali sottindendono la dimensione ontologica strumentale e non sono in contraddizione con essa. Infatti, ad esempio, quella di Aristotele può essere tranquillamente letta come: “ La moneta è quello strumento che ha la funzione di misura del valore”, senza alterarne la sostanza.

Comunque, in letteratura, ove ci si chieda quali siano le funzioni della moneta, la risposta tende ad essere articolata su tre aspetti: la moneta svolge le funzioni di

  1. MISURA DEL VALORE;
  2. MEZZO DI SCAMBIO;
  3. RISERVA DI VALORE.

Alcuni autori specificano una quarta funzione:

  1. STRUMENTO DI PAGAMENTO.

A questo punto si può porre una seconda questione: Qual’è LA FONTE del valore della moneta?

Secondo Miclavez-Della Luna Euroschiavi (pag. 59):

“….Dipende dal fatto che ci siano una domanda ed una offerta di Euro, e che queste abbiano fra loro determinati rapporti. Esse sono in parte dovute al fatto stesso che la legge, un atto imperativo (e non una convenzione), stabilisce che l’Euro sia la valuta legale. Inoltre è la legge a stabilire che esso abbiacorso forzoso — ossia lo Stato si impegna ad accettarlo in pagamento dei propri crediti, a usarlo per il pagamento dei propri debiti, a imporlo sul proprio territorio come mezzo di pagamento legale in via giudiziaria. L’accettazione dell’Euro è quindi coatta, non convenzionale — beninteso, all’interno dei territori degli Stati dell’Eurozona.

Tale comportamento da parte dello Stato induce una circolazione monetaria in quanto:

a) fa sì che ci sia una disponibilità, ossia una offerta, di Euro, dato che li mette in circolazione;

b) fa sì che ci sia una certa domanda–accettazione di Euro, dato che li esige per il pagamento di tributi, sanzioni ecc.

Quindi stimola una circolazione dell’Euro anche in rapporti nei quali lo Stato stesso non è parte, …. Io accetto di ricevere Euro o altra valuta in pagamento dei miei crediti, delle mie prestazioni, in quanto so, mi aspetto, confido che la potrò usare per comperare ciò che mi serve.

E questa confidenza deriva dall’uso abituale e diffuso, dal comportamento degli altri. È un fatto di consuetudine e imitazione, integrazione sociale……..”

Questa impostazione coincide sostanzialmente con quella della MMT mentre diverge da quella di G. Auriti:

“……il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto. Anche la moneta ha valore perché ognuno è disposto a cambiare merce contro moneta perché prevede di poter dare a sua volta moneta contro merce. Quindi la previsione del comportamento altrui come condizione del proprio, è la fonte del valore convenzionale monetario. Ciò posto, ci si rende conto che anche l’oro ha valore di moneta, non perché sia oro, ma perché ci si è messi d’accordo che lo abbia.” L’ordinamento internazionale del sistema monetario. Versione PDF, pag.21.

Secondo voi queste due impostazioni sono incompatibili fra loro? Al sottoscritto non sembra: direi che esse sono entrambe veritiere pur mettendo l’accento su aspetti diversi. Ad esempio quella auritiana (a differenza di quella “MMT”) riesce a spiegare perfettamente il fenomeno delle monete complementari e alternative, la cui accettazione non è certo spiegabile con la potestà statale.

Filippo Riportella

 Fonte: testelibere.it
Tratto da: informarexresistere.fr
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