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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

“Avanti Russia!”, il 31 maggio scendiamo in piazza a Roma

Pubblicato su 13 Maggio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Aderiamo all’appello lanciato da Stato e Potenza in quanto da sempre siamo per liberarci dal pantano d’un Paese senza Tradizione, un mondo privo di qualsiasi valore che non sia la massificazione e la selvaggia colonizzazione che mai nessun gesuita o conquistadores avrebbe potuto eguagliare.

Negli Stati Uniti ,in qualsiasi Stato andiate, i risultati sono sempre gli stessi, ansiosa voglia di distruggere le identità nazionali, sembra che lo stesso “ creatore” abbia modellato questa feccia producendo gli identici risultati omogeneizzanti. Claudio Marconi

Quando la lotta all’imperialismo chiama, il movimento politico “Stato&Potenza” risponde. Sempre. Distinti da qualsiasi concorrenza, al di sopra dei residuati politici dell’estremismo di “destra” e “sinistra”, ormai completamente incapaci di produrre serie analisi del presente e di uscire dal fosso fangoso delle categorie politiche di 40 o 50 anni fa, riteniamo doveroso scendere in piazza al fianco delle comunità russofone dell’Ucraina, oggi minacciate dall’ultra-nazionalismo ucraino, finanziato – ieri come oggi – da quelle potenze occidentali che mirano esclusivamente a distruggere l’unità del mondo slavo-ortodosso e della Russia in particolare. Così come i serbi nell’ex Jugoslavia, anche i russi nello spazio post-sovietico diventano vittima prescelta di una fanatica propaganda revisionista, russofobica e anticomunista, che vorrebbe dipingerli come invasori, distruttori e aggressori di culture ed etnie regionali, un tempo ricomprese entro i territori dell’Impero Zarista e dell’Unione Sovietica. L’autosciovinismo propagandato da Eltsin e dai suoi oligarchi negli anni Novanta ha creato le condizioni perché questa inaccettabile falsificazione storica fosse assorbita anche in Russia, dove fazioni liberali fedeli a Washington e Bruxelles marciano in strada contro Putin e contro gli altri partiti della Duma. La storia parla chiaro e mette perfettamente in evidenza le numerose aggressioni di cui la Russia è stata vittima nel corso dei secoli, così come le persecuzioni e i tentativi di conversione forzata subiti dai fedeli della Chiesa Ortodossa ad opera delle armate cattoliche e protestanti. Anche il più ingiustificabile errore della politica estera di Mosca (e San Pietroburgo) si riduce nei fatti al nulla se paragonato ai milioni di morti e all’odio etnico provocati dai centri di potere europei e nordamericani.

La triste eredità del passato banderista in Ucraina torna in auge nel secolo della cosiddetta “globalizzazione”, un processo che ha una sua spontaneità ma che gli Stati Uniti, con l’ausilio dell’Unione Europea, vorrebbero “indirizzare” e “normalizzare” a proprio vantaggio per riaffermare l’egemonia dell’Occidente su un resto del mondo in piena vitalità. È proprio questo dinamismo, incarnato oggi dai BRICS, ad essere visto come fumo negli occhi dagli strateghi della Casa Bianca, terrorizzati dall’idea che la superpotenza americana possa pagare il prezzo della sua sanguinaria politica estera, riducendosi col tempo a mero attore regionale estromesso dal circuito del consesso internazionale. Sono alle corde, disperati, e Barack Obama, con le sue folli decisioni, ne è emblema: prima ha sostenuto al-Qaeda in Siria nel tentativo di detronizzare il presidente Assad, principale alleato di Mosca nella regione, mentre ora sta puntando sui neo-nazisti dell’Ucraina centro-occidentale per cospargere il seme dell’odio interetnico in tutto il Paese. In entrambi i casi, l’obiettivo principale euro-americano era ed è quello di fermare la Russia ed impedirle qualunque possibile sbocco in Europa e nel Mediterraneo.
La favoletta secondo cui la popolazione ucraina sarebbe felicemente in procinto di abbracciare l’Europa ha retto fino ad un certo punto. Dopo il criminale rogo appiccato dai terroristi di Praviy Sektor alla Casa dei Sindacati di Odessa, l’opinione pubblica in Italia e in Europa ha cominciato a diffidare delle bugie raccontate dai leader politici e dai principali mass-media occidentali. Vogliamo dunque informare correttamente gli italiani, al fine di preservare la pace tra i popoli e abbattere l’imperialismo.

STATO&POTENZA SCENDE IN PIAZZA PER CHIEDERE

- L’immediata fuoriuscita dell’Italia dal folle programma di sanzioni adottato dall’Unione Europea contro la Federazione Russa, programma che provocherà danni inestimabili alla nostra già critica economia nazionale
- Il massimo sostegno possibile da parte degli organismi delle Nazioni Unite all’eventuale decisione russa di inviare un contingente militare per proteggere e tutelare la popolazione russofona del Sud-Est dell’Ucraina dalle violenze e dai crimini dei gruppi estremisti
- La fuoriuscita dell’Italia dalla NATO e dall’Unione Europea, come passaggi necessari ai fini della riconquista della sovranità e delle tutele sociali, perdute a partire dai referendum del 1993.

Tratto da:http://www.statopotenza.eu

“Avanti Russia!”, il 31 maggio scendiamo in piazza a Roma
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annapaola 05/13/2014 19:01

non condivido minimamente ma rispetto, Dovreste però, illuminarmi su una questione, quante volte Stato e Potenza è scesa in piazza negli ultimi tempi per appoggiare eventuali manifestazioni organizzate dal POPOLO italiano o per esso? Spero di non averlo semplicemente notato. Grazie, se deciderete di rispondermi. Preciso che non vuol essere una polemica, spesso si tratta solo di mancanza di condivisione.

frontediliberazionedaibanchieri 05/14/2014 12:31

Quante volte è scesa in piazza Stato e Potenza non te lo so dire. Noi ci stiamo spesso ed a Forlì abbiamo fatto un presidio, per il 9 dicembre, di 78 giorni, compresi Natale e Capodanno. Come vedi siamo abituati. Un abbraccio