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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Tra i due litiganti, il terzo uccide...

Pubblicato su 3 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

In questi anni che la crisi va via via degenerandosi, siamo testimoni della forma più drammatica dello sfascio economico e sociale del nostro Paese ovvero i suicidi che hanno coinvolto imprenditori ed anche alcuni senza lavoro.

I primi si sono suicidati non solo per ovvi motivi economici come la chiusura della propria attività, un mancato finanziamento bancario o magari  anche per qualche cartella esattoriale, ma il loro gesto estremo è stato compiuto probabilmente anche per il rimorso o la vergogna a non essere stati in grado a pagare i propri dipendenti, cosa che ha ferito nell'orgoglio.

I secondi, ovvero i senza lavoro, si sono tolti la vita per la mancanza di speranza nel futuro e per ovvi motivi economici fino a sentirsi logorare le loro dignità.

Andando indietro nel tempo, durante lo scenario ante crisi e soprattutto prima dell' unione monetaria, vi è sempre stato una storica contrapposizione di interessi tra classe lavoratrici e datori di lavori, questo conflitto, nel bene o nel male ha sempre prodotto, all'interno della sovranità nazionale, un risultato che trovava più o meno un accordo tra le parti, un "conflitto" che assicurava una sorta di equilibrio sociale ed economico.

Oggi con la crisi dovuta ad un sistema monetario folle, aggravato da vincoli di bilancio imposti dall'Europa, il conflitto padroni-lavoratori  (per usare un termine antico) è stato annientato da soggetti terzi, completamente esterni alle realtà storico sociali ed economiche del nostro Paese. Ma la soppressione della contrapposizione storica tra lavoratori e datori, non ha certamente portato  pace tra le due parti, bensì sta eliminando direttamente proprio queste due parti in questione, fisicamente perchè come citato prima, siamo testimoni dei suicidi che coinvolgono imprenditori e classe lavoratrice anzi ex lavoratrice ed economicamente per il fatto che il processo di deindustrializzazione  mette fuori gioco sia chi perde il lavoro e chi era titolare della propria impresa.

La realtà di un'unione monetaria che impone una valuta extra rivalutata per la nostra economia, corrodendo la nostra competitività, ha evidenziato che le istanze dei lavoratori ed imprenditori sono in questo momento storico e drammatico, in convergenza. Il dover svalutare lavoro, ovvero tagliare i salari non è cosa desiderata ovviamente dal lavoratore ma neanche dall'imprenditore per il fatto che l'austerità competitiva porta ad un crollo della domanda interna, il che si traduce in maggiore crisi di vendita per le aziende, ma non vi sono alternative, se aumentassero  i salari, per effetto di un euro forte, questo si manifesterebbe  in maggiori importazioni.

Per cui la violenza dell'economia finanziaria contro l'economia reale ha portato casi di solidarietà tra picocli e medi imprenditori ed i suoi lavoratori,  ai primi è successo, ad esempio che si sono rifiutati di pagare cartelle esattoriali per onorare gli stipendi dei loro dipendenti ed i secondi hanno accettato riduzioni salariali per aiutare i loro datori di lavoro in chiare difficoltà. Questa inaspettata solidarietà sarebbe stato uno scenario impensabile negli anni 70'-80 con le forti proteste sindacali dell'epoca.

Occorre ritornare alla sovranità economica e monetaria oltre che politica, per ripristinare quel conflitto storico tra lavoratori e padroni che sicuramente produrranno aggiustamenti e riequilibri economici molto più tollerabili ed adattabili alla democrazia, all'economia reale delle piccole e medie imprese che non gli odierni aggiustamenti economici tramite disoccupazione, deflazione, taglio salari, vale a dire crollo domanda interna per ottenere quella competitività erosa da un euro forte.

 

Infine: Per coloro che prevedono autarchia, morte e distruzione dovuto al fatto che con moneta sovrana flessibile sarebbe impossibile importare, allora chiedo se è mai successo nelle cronache italiane che un imprenditore in preda alla disperazione si sia tolto la vita per un alto costo delle materie prime...

 

Jean Sebastien S. Lucidi

Tratto da: http://liradidio.blogspot.it

Tra i due litiganti, il terzo uccide...
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