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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Milano al tempo di Pisapia: Berlino Est

Pubblicato su 7 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Secondo il nuovo regolamento edilizio l'amministrazione decide come arredi casa tua (specie la cucina), espropria palazzi e ti obbliga a ridipinger la facciata ogni due per tre. Altra burocrazia illiberale che ferma la crescita immobiliare

Immaginate palazzi, tutti uguali. Al cui interno, tutte uguali, ci sono tante soluzioni abitative di varie misure. Perché le dimensioni mica contano, conta lo stile, imposto dall’amministrazione.

Non è URSS, non è Berlino Est. È quello che potrebbe divenire Milanose in Consiglio Comunale venisse approvato il Regolamento Ediliziocosì come stilato dalla giunta diGiuliano Pisapia. Un regolamento che aveva già fatto discutere e la cui norma principe rimane quella sull’esproprio proletario. Se infatti uno stabile, privato, viene considerato dall’amministrazione decadente al punto da “rovinare” l’immagine della città, ecco che dopo un avvertimento ai proprietari, se le richieste del Comune venissero ignorate ci si ritroverebbe davanti alla possibilità che il proprio stabile venga riconvertito a uno scopo sociale di scelta dell’amministrazione. C’è poi la questione dei graffiti, vera piaga meneghina. Secondo il nuovo regolamento edilizio, infatti, i proprietari dei palazzi le cui facciate sono distrutte da scarabocchi e scritte con bombolette, avranno l’obbligo di provvedere alla pulizia a proprie spese. Insomma, un regolamento che lascia perplessi anche alcuni tecnici del settore, architetti e ingegneri, che vedono nelle regole scritte da Giuliano Pisapia e dalla sua giunta un ritorno a una politica vagamente sovietica. Mancherebbero colbacco e  bandierone rosso per completare il quadro.

In questa battaglia, portata avanti in Consiglio Comunale a suon di emendamenti, Forza Italia è il principale lottatore. Duecentoquaranta sono gli emendamenti che sono stati presentati per cercare di contrastare la piega da ex URSS dell’edilizia meneghina. A essere oggetto di critica, anche la questione che riguarda le cucine. Secondo il nuovo regolamento edilizio, infatti, ogni angolo cottura in appartamento avrà le proprie regole. Stabilite, fisse, inderogabili. Un modo per limitare anche la libertà di azione di architetti e designer che dovranno ormai scegliere tra opzioni definite dal Comune per progettare le future abitazioni in città. Tra gli argomenti di maggior divertimento, anche la battagli al piccione in città. Nel regolamento un lungo comma prevede che vi siano grate e spuntoni per evitare la posa del volatile sui tetti. Al contrario, forza e amore per i pipistrelli per cui i cittadini vengono invitati alla salvaguardia e alla creazione di spazi per l’aiutare la nidificazione. Antenne abolite, se in massa, e raggruppate anzi in un’unica parabolica che dovrà essere dall’altro lato rispetto alla strada e dello stesso colore degli stabili. Questione di decoro, insomma. Decoro che sembra essere anche il vero e proprio leit motiv di un regolamento per nulla semplice e di difficile applicazione. Un regolamento che disciplina e crea burocrazia, tanta cartaccia che arresterà la crescita immobiliare a Milano. Per non dimenticare nulla, il regolamento, ricorda un dettaglio: i bambini possono giocare, nel loro cortile. Ma va?

Tratto da:http://www.lintraprendente.it

Milano al tempo di Pisapia: Berlino Est
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