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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Le dichiarazioni di Renzi non sono una gaffe ma una conferma. Ecco cosa c’è da sapere

Pubblicato su 6 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Ora vi presento tre nomi sconosciuti ai più, ma non preoccupatevi, poi vi dico anche chi sono.

Che  cosa accomuna Cesare  MerliniGiovanni  BonviciniMichele Nones e  Stefano  Silvestri?

Son  tutti  membri dello  I.A.I. – Istituto  Affari  Internazionali,  organismo  ritenuto  molto  vicino  ai  servizi segreti  italiani. Ma  anche  a  quelli  stranieri.
 
Cesare Merlini
Negli  anni  70 in  casa sua si  tenevano gli incontri  segreti  tra  l’allora  ambasciatore  USA Richard  Gardner e l’attuale  Presidente  della Repubblica  Italiana On.le Giorgio  Napolitano (all’epoca  esponente  del Partito  Comunista). Il  nome  di Cesare  Merlini lo  ritroviamo a  fianco  a quello  di  Franco  Bernabè (ex  A.D.  dell’ENI) nella  lista dei partecipanti  al Gruppo Bilderberg (una  sorta  di  lobby economica  internazionale  che tiene delle  riunioni  segretissime), nonche il massimo esponente diRotschild Europe, due delle organizzazioni, un tempo segrete, più mondialiste e “occulte”, nel senso cheapparte chi vi partecipa, non è dato sapere di cosa si discute nelle riunioni, specialmente del bilderberg, a cui partecipano i maggiori esponenti politici, economico-finanziari e di stampa da tutto il mondo.
Merlini  oltre  ad  essere  ex  Presidente dello I.A.I. – Istituto  Affari  Internazionali,   è vicepresidente Council for the United States and Italy.
 
 
Stefano Silvestri
Per  gli  amici, Agente “Nino”, almeno secondo l’archivista  del KGB (servizio segreto russo) Vasilij Nikitič Mitrokin e stando  a quanto sostenuto dal Sismi,  il  servizio segreto  militare italiano  (fascicolo  caso “Ruggero Orfei”).  E’ Presidente dell’Istituto Affari Internazionali dal 2001 (tutt’ora  in  carica) e ha anche   ricoperto  l’incarico di  Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa nel Governo retto da Lamberto Dini. E’ membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Associazione Industrie Aerospaziali e Difesa (AIAD) e della Commissione Trilaterale (un’elite  di  potenti  che  giocano  a  fare i  dominatori  del  mondo). Ha   anche  preso  parte  al Comitato  di  crisi del   sequestro del segretario  della  Democrazia  Cristiana Aldo  Moro.
Di  lui  il  Giudice, oggi presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando  Imposimato ebbe  parole di  plauso: “Sul  caso  Moro a noi fu praticamente impedito di indagare. Qualche ora dopo il rapimento di Via Fani, Andreotti e Cossiga crearono il famoso comitato di crisi, infestato di uomini iscritti alla loggia massonica P2 di Licio Gelli. Furono loro le persone che gestirono praticamente la situazione, impedendo qualsiasi indagine. Poi, si scoprì che alcuni esponenti del comitato lavoravano per i servizi segreti, alcuni perfino facendo il doppio gioco fra Est e Ovest. Uno di questi era Stefano Silvestri, il cui nome è venuto fuori nel dossier Mitrokhin (nome in codice Nino), che collaborava con il Kgb sovietico a Roma o il professor Franco Ferracuti, docente di criminologia ed esponente della Cia, il quale si prese l’incarico, da esperto analista, di asserire che le lettere di Moro provenivano da un uomo oramai psicologicamente debole, in completa balia della sindrome di Stoccolma.Prospettiva falsa e completamente inventata per i fini specifici seguiti dal comitato di crisi …Il comitato piduista ebbe il compito di bloccare qualsiasi indagine, per influsso di Cia e Kgb. Né i carabinieri, né la polizia poterono effettivamente fare nulla. Io stesso, incaricato delle indagini, venivo a sapere tutto dopo. Alcune cose le ho scoperte addirittura venti anni dopo”.
Giovanni Bonvicini
Docente di Politica comunitaria alla John Hopkins University di Bologna, è l’attuale  Vice Presidente dell’ Istituto Affari Internazionali (I.A.I.). Viene  imputato per  spionaggio a  favore  di  potenze  straniere.  Passò a delle spie cecoslovacche, con il nome in codice di Anatol, informazioni politiche sul governo italiano.
 
 
Michele  Nones
Ricercatore  IAI,  è  stato  segnalato dalla   nostra  intelligence come  persona  vicina  ai  servizi  segreti  francesi. Nel  frattempo,  quando non  fa  lo  007 è  consulente  del  Ministero della  Difesa italiano in  settori piuttosto  strategici  come il “defence  procurement” (consulenze esterne -  almeno  quelle  ufficiali–  ammontanti a 19.600  euro  nel  2010  e 24.500 euro  nel  2009).
Lo IAI, è una diretta emanazione del CFR statunitense, Council on Foreign Relations (ne  fanno  parte ex ufficiali della sicurezza nazionale, banchieri, avvocati, professori, ex membri della CIA, di vari servizi  segreti  americani e di alti personaggi dei media). Le tematiche affrontate negli studi e ricerche di  cui  si occupano gli esperti dall’ Istituto Affari Internazionali (IAI)  sono molteplici: geopolitica e politica  internazionale, rapporti  transatlantici, Nato, difesa, lo  scacchiere  euro-asiatico, globalizzazione, sicurezza internazionale, ruolo del Wto (l’ organizzazione per il commercio mondiale). Nel  Comitato  dei  Garanti dello IAI  figurava nel 2011 l’allora AD  di  Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini (noto  alle  cronache recenti perchè indagato con lady  Guarguaglini in fondi neri e  tangenti nella  holding della  difesa).
L’Eni  che  c’azzecca con tutto ciò?
Il  22  novembre  1994 una  nota  riservata  viene  inviata da  Giorgio  Porta all’allora amministratore  delegato dell’ENI Franco  Bernabè.  Ha  ad  oggetto: I.A.I. – Istituto  Affari Internazionali.
Riassume   l’appunto:
Lo  IAI, istituto non  partitico  e  non  confessionale di ricerca  e  di  analisi “policy  oriented” intrattiene  rapporti  di  collaborazione e  di  servizio  sia con  le  istituzioni (MAE, Ministro Difesa, Presidenza  del  Consiglio, Commissioni  Estere delle  Camere) sia  con  le  imprese socie  che  ne  sono socie  a titolo  collettivo. Nell’ambito  dello  IAI è stato  istituito  il  Laboratorio di  Politica  Internazionale  il  cui  scopo  principale è  quello  di  pervenire  a  definire degli  orientamenti attraverso  riunioni ristrette  con  imprese protagoniste  e  attraverso la  redazione  di  documenti di  indirizzo  politico … le  aziende promotrici dell’iniziativa  sono  chiamate  a  sottoscrivere  una  quota una  tantum  di  Lit.  30 milioni …”.
E’ un  tiepido giorno del  15  febbraio 1995 e  Franco  Bernabè dell’ENI,  intrigato  da sta  cosa dello  IAI invia  un missiva al  Prof. Cesare  Merlini del seguente  tenore:
“Caro  Merlini, dopo  la  riunione  del  Comitato  Direttivo ho  ulteriormente  riflettuto e  discusso  con  i  miei collaboratori  sul  rapporto  ENI e lo IAI, e  ti  scrivo  ora  per proporre  alcune  nostre  considerazioni … per  rendere  più  operativo  il  rapporto, riterrei  particolarmente  utile che  lo  IAI  si  impegni nella  creazione  di  una  sorta  di  ‘Laboratorio di  politica  estera’  che  si  articolerebbe in  una  serie  di  gruppi  di  lavoro su  tutti  i  principali  dossiers della  politica  estera  italiana. All’Eni  interesserebbe molto  vedere  avviati dei  gruppi  di lavoro sui  rapporti  con  paesi  come la  Libia, l’Algeria, l’Iran, l’Iraq, la  Turchia, l’Ucraina,  il  Kazakhstan, il  Turkmenistan, l’Azerbaijan. O  su  temi  quali  la  sicurezza  dei  flussi internazionali  di  gas …”.
Il 17 maggio 1995  Bernabè  riscrive  a Cesare Merlini dicendogli: “Caro  Merlini ho  letto  con  interesse  la  proposta  per  l’istituzione  di  un  Laboratorio  di  Politica Internazionale, del  quale  ti  confermo  sentiamo un  reale  bisogno … ti  confermo  pertanto la  nostra  disponibilità  a  sottoscrivere la  quota una  tantum di  Lit  30  milioni…”.
Vedete  come  si  fa  presto  a  giudicare. Tu  pensi  che  l’ENI  voglia  fare cose  losche invece  è  interessata  unicamente a  temi  sulla  “sicurezza dei  flussi internazionali  di  gas” e ad  avviare  proficui  rapporti con Libia, Algeria, Iran, Iraq, Turchia, Ucraina,  Kazakhstan,  Turkmenistan e Azerbaijan… e ste cose le  chiedi  a  degli insider? A dei  professionisti dello  spionaggio?
Bernabè da allora ne ha fatta di strada… e la “gaffe” fatta da Renzi l’altra sera a “Otto e mezzo” su Eni e Servizi Segreti non è affatto una gaffe, ma una conferma. A voi le conclusioni.
Tratto da:http://www.informarexresistere.fr
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