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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Il vero nemico di Stato e burocrazia si chiama federalismo

Pubblicato su 16 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

di 

Lunedì 7 Marzo grazie alla Società Svizzera e all’ Associazione Terra Insubre ho avuto il privilegio di ascoltare una straordinaria e commossa relazione

di Romano Bracalini. Titolo: “Carlo Cattaneo da Milano alla Svizzera”.

Con gli occhi lucidi Bracalini ha ricordato che Cattaneo, non ascoltato e criticato nel suo paese, aveva detto «io vivo nei tempi che verranno». Mi è sembrato di vederlo, grazie anche alle diapositive proiettate dal presidente di Terra Insubre Marco Peruzzi, mentre scuoteva la testa discutendo sconsolato di monarchia, di Cavour , o di quell’accusa di «volere l’Italia in pillole». Immagino la sua gioia se oggi fosse qui e potesse leggere assieme a noi che fare politica è un servizio alla collettività, non una professione: «I 246 membri del Consiglio nazionale e del consiglio degli Stati dedicano al mandato parlamentare buona parte del proprio tempo di lavoro. Generalmente oltre al ruolo di parlamentare , svolgono anche una attività professionale. Il fatto di assumere compiti e mandati pubblici in quanto attività accessoria viene definito in Svizzera sistema di milizia» (pagina 30 dell’opuscolo “La Confederazione in breve 2014”.www.admin.ch). Lui che si era rifiutato di mettere piede in Parlamento nel 1860 (Torino) e nel 1867 (Firenze) non (solo) per evitare di giurare fedeltà al re , ma per una scelta di rifiuto esistenziale. “Italia in pillole”: è una accusa ripetuta anche oggi a quei pochi che provano a parlare seriamente diFederalismo. Si tratta di cambiare il pensiero prima di cambiare il mondo: Mazzini suggeriva di comperare armi, Cattaneo scriveva che quei soldi dovevano essere usati per attività educative.

Ecco il punto: il Federalismo non è un mero programma politico o una corsa dietro a qualche Euro in più o in meno. Il Federalismo è una prospettiva sotto la quale si vede e si interpreta il mondo . Si tratta della ricerca di unità nella molteplicità.

In Svizzera i “tempi che verranno” di Carlo Cattaneo sono nella Costituzione , che viene aggiornata spesso anche dal Popolo con strumenti di democrazia diretta. Quella Costituzione non comincia con l’articolo uno ma con cinque premesse.

Eccone una: “Il Popolo svizzero e i Cantoni …determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci”. Molteplicità: un signore di Interlaken è diverso da un signore del Canton Ticino, esattamente come un veneto di Motta di Livenza è diverso da un toscano di Rignano sull’Arno, da un calabrese di Soveria Mannelli o da un siciliano di Sciacca. Non migliore o peggiore, ma diverso si.

Ed ecco il Federalismo. L’articolo 3 della Costituzione Svizzera è intitolato Federalismo e comincia con le parole «I Cantoni sono sovrani». L’essenza di una Costituzione Federale non sta tanto nel numero di funzioni spostate nella “periferia”, quanto nella capacità delle unità territoriali, che devono essere sovrane a tutti gli effetti sul proprio territorio, con competenze irrevocabili, di «resistere alla naturale tendenza espansiva del potere centrale». Il 9 Settembre 2013 il Corriere della Seraaveva pubblicato un articolo di Dario di Vico intitolato Imprenditori delusi. Addio al federalismo. Il sondaggio del seminario: ormai il decentramento è diventato burocrazia. Ma Federalismo e decentramento sono due cosePagliarini assolutamente diverse. Il decentramento lascia intatta la sovranità dello Stato centrale. In un sistema Federale la sovranità è degli enti territoriali. Lo stato centrale è al loro servizio e svolge i compiti che gli enti territoriali e i cittadini gli delegano.

Dunque si tratta di “diversi”, ognuno sovrano a casa sua , che lavorano assieme per i cittadini e per le generazioni future. Invece di «litigare per gestire il potere” i partiti politici svizzeri, dove il Federalismo è nel DNA, “lavorano assieme per i cittadini e per le generazioni future».

Bene, allora usiamo la campagna elettorale che comincia in questi giorni per cercare di cominciare a vedere almeno i confini di quei “tempi che verranno” nei quali ha vissuto Carlo Cattaneo. Come? Ecco, io non so per chi voterò, ma so per chi non voterò. Non voterò per quelli che invece di dire cosa vogliono fare non fanno altro che parlare male degli altri, dei “diversi”, dei nemici. Ma perché in politica non si lavora assieme per i cittadini. Perché si parla di “combattere” invece che di “ragionare”? Perché tutti sentono il bisogno di avere o di inventarsi dei “nemici”? Il motivo è che da noi la politica non è “milizia” al servizio dei cittadini ma un “mestiere”, e di conseguenza ogni energia è sempre e solo al servizio del “Dio voto”.

Tratto da: http://www.lintraprendente.it

 

Il vero nemico di Stato e burocrazia si chiama federalismo
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