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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Il saccheggio fiscale sulla casa

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

La Cgia di Mestre svela che nel 2014 i proprietari di immobili dovranno pagare 4,6 miliardi in più. Nonostante si tratti, per definizione, di tasse sul già tassato. Per lo Stato, è la via più sicura per spremere denaro ai cittadini

«Rispetto all’anno scorso, nel 2014 i proprietari di immobili dovrebbero pagare 4,6 miliardi di euro in più. Tra ImuTasi al 2 per mille e Tari, nel 2014 gli italiani pagheranno 32,5 miliardi».

È questo l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre in un comunicato. Un annuncio che si sposa perfettamente con quello sull’aumento della pressione fiscale complessiva dello 0,2% sul Pil. Su abitazioni, negozi e capannoni a fini commerciali o produttivi il prelievo fiscale – quest’anno – aumenterà parecchio. Colpa soprattutto della Tasi al 2 per mille (che i Comuni posso aumentare di un altro 0,8) e della Tari che insieme all’Imu danno vita a una patrimoniale de facto. Non solo: se si calcolano tutte le altre tasse connesse al possesso di un immobile si arriva alla sbalorditiva cifra di 53,7 miliardi di euro, ovvero circa un decimo di tutte le entrate tributarie statali.

E pensare che gli immobili sono, per definizione, beni già ampiamente tassati. Chi li acquista, infatti, ha già pagato le tasse sui soldi che ha messo da parte e ne paga altre per acquistare il bene (imposta di registro, ipotecaria, catastale) oltre alla parcella del notaio che, essendo un servizio obbligatorio, costituisce di fatto una tassa. «Un tempo – ha detto il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – l’acquisto di una abitazione o di un altro tipo di immobile costituiva un investimento. Ora, chi possiede una casa o un capannone sta vivendo un incubo».

Un incubo che priva del sonno quasi tutti se pensiamo che oltre il 79% delle famiglie italiane èproprietaria della prima casa: si salvano dall’Imu, certo, ma non da Tari e Tasi. Quelle che Letta ha creato per poter dire di aver abolito l’Imu. Un peso fiscale notevole, che va sostenuto indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. La cosa più assurda delle tasse sul patrimonio è che si pagano anche se non si gode più di alcun introito.

TasseEppure dobbiamo aspettarci un rincaro anche per i prossimi anni. Gli immobili, infatti, sono la fonte più sicura di guadagno per lo Stato: son lì, non possono scappare come i capitali e sono tassabili allo stesso modo anche quando l’economia va male. Puntare sulle imposte sulla proprietà, per lo Stato, è un ottimo investimento che sta già portando avanti da qualche anno. Basti pensare che – come riporta sempre la Cgia – dal 2007 ad oggi le tasse sugli immobili sono cresciute dell’88%.

E c’è chi come Paolo Ferrero non è contento e vorrebbe direttamente la patrimoniale «per uscire dalla crisi». Già tassare per uscire dalla crisi «come quell’uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi» avrebbe detto Churchill.

Tratto da:http://www.lintraprendente.it

Il saccheggio fiscale sulla casa
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