Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La sovranità monetaria: un presupposto indispensabile

Pubblicato su 21 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

#sovranitàMonetaria

“Una nazione la cui misura di scambio è alla mercé di forze ESTERNE alla nazione stessa, è una nazione in pericolo, è una nazione senza sovranità nazionale, è una nazione di stupidi incompetenti, che la portano alla rovina.
Ripetiamo.
La sovranità consiste nel diritto di EMETTERE titoli misurati alla ricchezza, cioè MONETA.
Nessuna parte o funzione di governo dovrebbe essere sorvegliata più strettamente, e in nessuna di esse dovrebbero essere ASSICURATI più elevati criteri morali.
LA MONETA STATALE, basata sulla ricchezza nazionale deve sostituire l’oro manipolato da usurai internazionali.”

Fin qui le parole “profetiche” di Ezra Pound. (in “what is money for?”,1939).
Ora, confrontiamole con la realtà attuale Europea ed Italiana.
Alla BCE è riconosciuta personalità giuridica distinta da quella dell’UE e piena indipendenza sia dai governi dei paesi membri, sia dalle altre istituzioni e dagli organi comunitari (art. 282, n. 3 del Trattato sul funzionamento dell’UE).
I componenti dei suoi organi direttivi (non sono eletti dai cittadini, nè sono sottoposti ad alcun tipo di controllo da parte degli elettori.) godono di garanzie che li mettono al riparo da qualsiasi pressione esterna. Essa gode inoltre di autonomia finanziaria, in quanto fa fronte alle spese di gestione (e d’investimento) con i proventi della propria attività.
Alla BCE sono riservati: il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno dell’area dell’euro, la gestione delle riserve valutarie ufficiali dei paesi nell’area dell’euro, la politica del cambio con paesi terzi e la promozione del buon funzionamento del sistema dei pagamenti. Unitamente alle banche centrali nazionali partecipanti al SEBC, la BCE formula la politica monetaria per l’area dell’euro.
La Banca Centrale Europea è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte, quindi dato che le Banche Centrali sono controllate da Banche private, la stessa BCE è una società privata.

Ricapitolando, a scanso di equivoci: ad emettere moneta non sono gli stati, ma “un sistema coordinato di Banche Centrali, le quali “prestano” il denaro ai governi dietro il corrispettivo di un interesse”. Questo significa che le banconote in circolazione non sono dello Stato, ma di proprietà della Banca.

Le banche private, le quali controllano indirettamente la politica monetaria della Banca Centrale Europea, beneficiando dei mega profitti realizzato grazie al tasso d’interesse pagato dai governi degli stati membri.

Quindi, le tasse che paghiamo nella forma attuale, non servono a finanziare i servizi pubblici offerti dallo Stato, ma a rimborsare il prestito e l’interesse alla Banca Centrale Europea, che a sua volta realizza profitto per dei privati.

Chi controlla le Banche Centrali?

La risposta si può trarre dalla sintesi di numerosi articoli e qualche ulteriore semplice ricerca nei siti ufficiali.

Si chiama “Banca dei Regolamenti Internazionali”, e può essere definita come la “Banca Centrale delle Banche Centrali,” ed è stata fondata a Basilea (dove ha sede) nel 1930.

Possiamo pubblicamente leggere che “pur essendo un’organizzazione internazionale, la BRI è strutturata come una società anonima per azioni, avente un Consiglio di amministrazione e un Direttore generale; tuttavia, le sue azioni possono essere sottoscritte unicamente da banche centrali o da istituti finanziari designati. Attualmente possiedono quote azionarie, e sono pertanto rappresentate alle sedute dell’Assemblea generale, 55 banche centrali, nonché la Banca centrale europea”.

Il Consiglio direttivo della BRI è composto da 6 membri di diritto (i Governatori delle Banche centrali di Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti), ciascuno dei quali può nominare un altro membro del consiglio della propria nazionalità. Fanno inoltre parte del Consiglio fino ad un massimo di altri nove Governatori di altre Banche centrali (attualmente quelli di Canada, Cina, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e Banca centrale europea).

È compito del Consiglio determinare la politica generale della BRI.

“un potentissimo organismo elettivo che gode di indipendenza e immunità totale nei confronti delle leggi nazionali e di qualsiasi forma di tassazione. Di fatto, la BRI non deve render conto a nessun governo nazionale del suo operato”

Benché non sia deputata direttamente ad emettere moneta o a concedere prestiti ai governi (art. 5 dello statuto della BRI), la BRI ha come scopo principale quello di “promuovere la cooperazione tra le banche centrali e pianificare centralmente il sistema finanziario globale, fornendo specifici servizi finanziari in qualità di Banca Centrale delle Banche Centrali”.

Nel sito della Banca d’Italia, si può leggere anche che

“Oltre a ospitare le riunioni periodiche dei Governatori dei paesi del G10, la BRI assicura i servizi di segretariato per vari comitati permanenti impegnati a promuovere la stabilità finanziaria e monetaria internazionale, tra cui il Committee on the Global Financial System (CGFS), il Committee on Payment and Settlement Systems (CPSS) e il Basel Committee on Banking Supervision, cui partecipano rappresentanti delle principali banche centrali e autorità di vigilanza su istituzioni e mercati finanziari, nonché per il Financial Stability Forum (FSF).”
Se ne trova traccia anche in un articolo del Wall Street Journal del 12 dicembre 2012:

“Ogni due mesi, più di una dozzina di banchieri si incontra a Basilea, la domenica sera, per parlare e cenare al 18° piano di un edificio cilindrico che si affaccia sul Reno. [...] Al convito siedono i capi delle maggiori banche centrali del mondo, che rappresentano i paesi che producono ogni anno più di 51 mila miliardi di dollari di prodotto interno lordo, i tre quarti della produzione economica mondiale”.

La Banca dei Regolamenti Internazionali è di fatto un’organizzazione che è stata fondata da l’élite globale ed opera a vantaggio dell’élite globale.

Oggi la BRI gode di una totale immunità governativa, non paga tasse e ha una forza di polizia privata. Si tratta di un ente, “come aveva previsto Mayer Amschel Rothschild, al di sopra della legge”.

Quindi, esattamente, come fa la BRI a raggiungere “la stabilità monetaria e finanziaria”?

Un articolo pubblicato su investorsinsight.com ha descritto come questo si realizza.
“Questo si realizza attraverso il controllo delle valute. Attualmente essa detiene il 7% dei fondi di cambio disponibili a livello mondiale, la cui unità di conto è stata convertita nel marzo del 2003 da franco oro svizzero a Diritti Speciali di Prelievo (DSP), una “moneta” fiat artificiale, con un valore basato su un paniere di valute (44% dollaro USA, 34% euro, 11% yen giapponese, 11% sterlina).
La banca controlla anche una grande quantità di oro, che mette da parte e presta dandogli grande leva sul prezzo del metallo e sul potere di mercato che ha, essendo l’oro ancora l’unica moneta universale. Le riserve auree della BRI sono state elencate nel suo rapporto annuale 2005 (il più recente) pari a 712 tonnellate. Come questo si scompone in depositi delle banche affiliate e scorta personale della BRI non si sa.
Controllando i cambi di valuta esteri, nonché l’oro, la BRI può fare molto per determinare le condizioni economiche in un dato paese.”

Nel settembre del 2013 la stessa BRI ha lanciato l’allarme per un imminente “tsunami del debito che – nell’indifferenza generale dei governi e dei media – starebbe per abbattersi sui mercati, sulla finanza e sull’economia. Un crash dalle proporzioni ciclopiche”.

Se lo dicono loro………

“Il potere del capitalismo finanziario ha un obiettivo di vasta portata: niente meno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani provate in grado di dominare il sistema politico di ogni paese e l’economia del mondo nel suo complesso. Questo sistema deve essere gestito in maniera feudale dalle banche centrali del mondo, le quali agiscono in coordinamento tramite accordi segreti stipulati nelle frequenti riunioni e conferenze a porte chiuse”.
Carroll Quigley 1966

 

Riferimenti:

         https://www.bis.org/

         THE MONEY MASTERS: How International Bankers Gained Control of America

         www.bancaditalia.it

         www.borsaitaliana.it

         http://www.vocidallastrada.com/2013/02/chi-controlla-il-denaro.html

         http://www.informarexresistere.fr/2013/02/16/chi-controlla-il-denaro/#ix…

         www.ticinolive.ch

         Ezra Pound, “what is money for?”,1939

         Monia Benini, Liberarsi dalla dittatura europea, 2013

 

Fonte: testelibere.it

 

Tratto da: informarexresistere.fr

La sovranità monetaria: un presupposto indispensabile
Commenta il post