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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'ITALIA DEI COMUNI SCOMUNICATI

Pubblicato su 1 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

Amministrazioni locali con i conti in rosso a rischio fallimento. Un sindaco quando si candida deve assumersi le proprie responsabilità e farsi carico di tutti i problemi dell'amministrazione, anche dei debiti.

Dovrebbe ricordarselo Marino, attuale primo cittadino di Roma, che da quando si è insediato, anziché provvedere ai vari tagli non ha fatto altro che chiedere aiutini al governo.

Facile batter cassa e minacciare di bloccare la città a mo' di ricatto, difficile fare i tagli dove si può, magari sulle aziende municipalizzate che mantengono dirigenti con stipendi esorbitanti e anche sul proprio, perché no!


Comunque missione riuscita: Roma è salva, il culo degli italiani un po' meno d'altronde non ci si può permettere di avere una capitale in mutande, non ci farebbe onore! Ma Roma non è l'unica a non avere i conti in ordine, da nord a sud tanti sono i comuni con le casse che piangono. Per citare quelli più importanti ricordiamo Torino e i tagli in corso alle cooperative per ridurre il personale scolastico e le ore di contratto a educatori e bidelle, Alessandria che dal 2012 va avanti a suon di provvedimenti per risanare il deficit arrivato a 150 milioni di euro, Venezia che si è vista costretta a tagliare sull'erogazione di servizi per lo sforamento del patto di stabilità e che ora minaccia la riduzione degli stipendi dei dipendenti comunali.
Continuando la lunga lista troviamo Pesaro il quale ha eliminato il servizio notturno dei vigili urbani, Genova che ha messo a rischio centinaia di posti di lavoro nel trasporto pubblico, e arriviamo a Napoli che versa in condizioni disperate, contribuenti che non pagano le tasse né le multe costretta a mettere in vendita il proprio patrimonio immobiliare e nessuno sa ancora di quali immobili si tratta.


La Sicilia invece meriterebbe un premio con ben 50 comuni a rischio , Ragusa e Trapani avrebber o già sforato il tetto, Catania ha approvato un piano di risanamento che oltre a limitare i costi dei fuochi d'artificio per la festa di Sant'Agata, ha ridotto le luminarie natalizie, provvedimenti sensazionali ... peccato che i maggiori risanatori dei conti siano invece i catanesi che si sono visti aumentare al limite tutti i tributi locali, Messina vanta un buco di 150 milioni di euro e proprio in questi giorni è alle prese con un piano di riequilibrio da approvare e che nessuno ha visto ancora.
Restando sempre nell' isola, altri centri sono in allarme dissesto o pre- dissesto, tra i più conosciuti Cefalù, Taormina, Lipari, Termini Imerese, Bagheria, Milazzo e Modica e a farne le spese saranno sempre i cittadini che si vedranno innalzare al massimo tutte le aliquote comunali.


La carrellata di comuni a rischio non finisce qui, purtroppo, sono decine da nord a sud persino Milano il quale ha già fatto due conti e fa sapere che le nuove tasse come la Tasi, non bastano a coprire le spese e chiede al governo di intervenire, sull'onda di Roma.
Cosa significa vivere in un comune in dissesto? Quando va bene significa essere costretti a viaggiare a 30 km/h o con i cingoli perché mancano i soldi per riasfaltare , è il caso di Carnate ( Mi) dove le continue piogge hanno trasformato le strade in gruviera, oppure rinunciare alla ristrutturazione dello stadio, come nel caso di Vicenza, dove un gruppo di volontari ha provveduto a ripulire e imbiancare i locali dell'impianto.
Quando va male significa tagli pesanti nel sociale, nelle scuole e nei servizi annessi ( scuola bus, biblioteche, mensa scolastica, acquisto libri e materiale didattico previsto per le famiglie meno abbienti... ) riduzione degli asili nido quindi minori posti di copertura, riduzione dei fondi previsti per l'assistenza domiciliare e per gli anziani ... altro che fuochi d'artificio cancellati alla sagra o alla festa patronale e qualche via lasciata al buio dai piloni spenti che anzi, promuoverebbe l' unica attività ancora non tassata dal governo !

Tranquilli ... da stasera Roma sara' salva, Renzie ha detto si a 580 milioni di euro, ha ceduto al ricatto di Marino, aumenteranno TASI e accise sulla BENZINA ... ma Roma è salva ...
Una sola considerazione ....
Comune di Roma 63.000 dipendenti ...
Regione Lombardia 3.000 dipendenti ...
ora fatevi due conti ...

POPOLI LIBERI

Tratto da: www.popoliliberi.it

L'ITALIA DEI COMUNI SCOMUNICATI
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