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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ARBOREA (OR) NON MOLLIAMO DI UN CENTIMETRO

Pubblicato su 10 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

Giovanni Spanu si paragona a una vecchia quercia.

«Se mi sradicano da questo terreno io muoio all'istante. Qui c'è la linfa: la mia vita e quella della mia famiglia.

E per questo non andrò mai via, se vogliono sbattermi fuori hanno solo una possibilità: ammazzarmi e trascinarmi via cadavere.

Quest'azienda vale più di seicentomila euro ma è stata venduta all'asta per centoquindici: sapete perché? Per una cambiale da quindici milioni di vecchie lire». A settantacinque anni compiuti l'anziano agricoltore di Arborea affronta senza cedere quella che ha tutte le caratteristiche della battaglia finale: difendere la casa e l'azienda che l'ufficiale giudiziario tenta di sgomberare da un anno. Giovanni, la moglie Bernardetta, i cinque figli e i nipotini hanno deciso di rispedire l'avviso di sfratto e per combattere con loro si è formato un piccolo esercito: centinaia sardi arrivati da ogni angolo dell'isola e decine di giovani partiti anche da altre regioni.

L'ingresso dell'azienda (due case grandi e sette ettari di terreno verde) è sbarrato da un muro di balle di fieno: di giorno e di notte c'è sempre qualcuno che presidia il fortino. In prima linea ci sono i rappresentanti di una costellazione di movimenti: dagli indipendentisti sardi al comitato per la zona franca, dal popolo delle partite Iva a Popoli Liberi.

Mentre si organizzano i presidi e la mobilitazione si allarga via Facebook, signor Giovanni si preoccupa prima di tutto delle galline e dei maiali che scorrazzano dietro casa. I figli, invece, si occupano delle gestione delle serre: impianti sterminati dove si coltivano carote, fragole e altri ortaggi di qualità. «All'inizio degli anni Novanta avevo firmato una cambiale agraria e ho restituito i soldi con due anni di ritardo. Sì, in ritardo ma comunque ho pagato e con gli interessi: i ventiquattro milioni che la banca mi chiedeva li ha versati mio fratello. Ero convinto di aver saldato tutti i debiti e a distanza di vent'anni ho scoperto che per la banca quella cambiale non era stata onorata. E il debito è lievitato fino a 125 mila euro. Senza alcun avviso hanno messo la casa all'asta, l'hanno venduta a 115 mila euro e io ho scoperto tutto sette mesi dopo. Quando l'ufficiale giudiziario ha suonato il campanello».

Del grande pasticcio burocratico e giudiziario, Giovanni e Bernardette hanno capito molto poco ma hanno preso l'unica decisione possibile: «Noi la casa non la abbandoneremo mai». «Io – aggiunge lui – ho la seconda elementare e non sono capace di lottare con le banche. Mi sono affidato a un avvocato e credevo di non avere debiti con nessuno. Per costruire quest'azienda e assicurare un tetto ai miei ho lavorato in campagna per più di quarant'anni: ora non posso accettare che mi venga portato via tutto».

Ad Arborea, una piccola Pianura Padana in terra sarda, ci sono altri cinquanta agricoltori nella stessa situazione.Nella piccola colonia veneta al centro della Sardegna, una grande palude bonificata ai tempi di Mussolini, ora si coltivano ortaggi e mangimi, si allevano 36 mila vacche e si producono 500 mila litri di latte all'anno: la parola disoccupazione da queste parti l'hanno sentita per la prima volta due anni fa. «Qui le aziende che hanno un procedimento giudiziario in corso sono una cinquantina ma in tutta la Sardegna sono almeno 1500 – ricorda Antioco Patta, un ex sindacalista che ora presidia la casa degli Spanu – La mobilitazione non è solo finalizzata a salvare questa famiglia ma anche all'approvazione di una legge che renda inviolabile l'abitazione e l'azienda».

Dalla campagna ora la battaglia si sposta in Consiglio regionale.

La Stampa

ARBOREA (OR) NON MOLLIAMO DI UN CENTIMETRO
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