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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

RENZI: IL PD ALLE EUROPEE CON IL SIMBOLO DI SCHULZ E DELLA TROIKA. L’ASSERVIMENTO A BRUXELLES DEL DENTONE DI FIRENZE E’ TOTALE

Pubblicato su 27 Febbraio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Renzi: il Pd entra nel Pse

Il giorno dopo la vittoria delle primarie Martin Schulz si affrettò a fare i complimenti a Matteo Renzi: “Gli euroscettici ed i populisti di ogni tipo avranno tempi duri per digerire il risultato delle primarie del Pd”. Il presidente del Parlamento europeo sottolinea i “quasi tre milioni di voti” che sono un “notevole successo di democrazia partecipativa”. Ora che Matteo è diventato premier il cerchio si chiude. Oggi, giovedì 276 febbraio, si chiude l’adesione del Pd al Partito socialista europeo nonostante la protesta isolata di Beppe Fioroni che ricorda i patti di sette anni fa su cui era nato il Pd: mai con i Socialisti del Vecchio continente e mai con il Popolari. Ma Renzi va per la sua strada.

In ginocchio dalla Merkel - Per il Pd il futuro numero uno di Bruxelles è Martin Schulz ed è probabile – secondo quanto scrive Repubblica – – che il 25 maggio il Pd metterà il nomo dellos tesso Schulz dentro il suo simbolo. Reenzi dunque “sbarca” in Europa non diventerà subito vicepresidente del Partito socialista solo perché il congresso di Roma non ha i poteri di elezione degli organismi dirigenti. Succederà alle prossime assise ordinarie. Il capodelegazione David Sassoli ha lavorato cinque anni a questo appuntamento e ha riunito anche la componente cattolica del Pd, quella più scettica, guidata da Pierluigi Castagnetti per cui si tratta di una scelta sbagliata per ragioni politiche perché, spiega, il Pd modifica “la sua identità senza precisare per quale strategia europea”. Insomma Matteo è appena arrivato a Palazzo Chigi e ha già un piede a Berlino, piegato ai voleri dell’Europa e della Merkel (proprio ieri ha annunciato che il 17 marzo andrà dalla Cancelliera Merkel con il Job Act pronto”.

Tratto da:http://bastacasta.altervista.org

RENZI: IL PD ALLE EUROPEE CON IL SIMBOLO DI SCHULZ E DELLA TROIKA. L’ASSERVIMENTO A BRUXELLES DEL DENTONE DI FIRENZE E’ TOTALE
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