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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Grossi Guai per De Benedetti (sapete l’Editore Italiano che Paga le Tasse in Svizzera)

Pubblicato su 19 Febbraio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

(la prima del Corriere on-line…. non esattamente la prima di Repubblica.it)

Dunque c’è questo ing. De Benedetti, residente in Svizzera ma con interessi politici ed economici in Italia. E in effetti le confessioni “suo malgrado” dell’ex ministro (e politico?) Barca sulle pressioni dell’ing.CDB per ottenere uomini al potere paiono verosimili.

Ora sembra che marchi proprio male sia per la “sua” Sorgenia ma soprattutto per le banche che gli hanno prestato 1,8 miliardi di euro, una montagna di soldi che fanno apparire il buco Zalesky (vi ricordate?) uno zuccherino.

Oltre ai problemi di suo, cioè al calo della domanda di elettricità da fonti convenzionali, ora Sorgenia deve affriontare l’incubo di una inchiesta micidiale. Roba che potrebbe facilmente portare al sequestro e alla chiusura di Tirreno Power (centrale a carbone) a Vado Ligure.

Stiamo parlando di 400 decessi dal 2000 al 2007 imputati dal procuratore di Savona Francantonio Granero DIRETTAMENTE alla centrale di Vado. Un fatto che se confermato sarebbe gravissimo una strage che aprirebbe la strada ad incriminazioni penali e risarcimenti multi miliardari.

ehm… su Repubblica on-line pare che si siano dimenticati di riporatre la notizia in prima. Che distrattoni……… ah no eccola in fondo, in fondo.Piccola piccola, i morti sono meno morti se potrebbe averli sulla coscienza il capo, Vero?.

…e che schifo, sonog li stessi che ci hanno stracciato gli zebedei per decenni sul conflitto di interesse di Berlusconi, ridicoli ipocriti.

da Corsera

La dichiarazione è choc: «Senza la centrale a carbone di Vado tanti decessi non ci sarebbero stati… 400 morti dal 2000 al 2007». Sorprende il numero delle vittime e sorprende che a parlare in questi termini sia il procuratore capo di Savona, Francantonio Granero, che si sta occupando direttamente delle due inchieste sulle emissioni della Tirreno Power di Vado Ligure, un impianto costruito nel 1970 e ancora in funzione.

«Quei morti sono da attribuire alle emissioni degli impianti». Non solo. Ci sarebbero stati anche «tra i 1.700 e i 200 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma, tra il 2005 e il 2012». I dati emergono da una consulenza disposta dalla procura nell’ambito delle indagini per disastro ambientale e omicidio colposo, due distinti fascicoli aperti sospettando che le polveri uscite dalle ciminiere di Vado siano la causa delle malattie fra gli abitanti della zona. Una conclusione alla quale i periti sono arrivati attraverso un’analisi sul tasso di mortalità in diverse aree vicine alla centrale (il perimetro riguarda quasi tutta Savona, Vado, Quliano e Bergeggi e in parte Albisola e Varazze), dove sarebbe stato accertato un sensibile incremento di decessi tra le zone di minima e massima ricaduta degli elementi inquinanti. Gli esperti hanno anche escluso che le patologie possano essere attribuite ad altri fattori: traffico automobilistico, altre aziende della zona o fumi delle navi in porto. Per il momento nel registro degli indagati sono stati iscritti tre nomi per il reato di disastro ambientale. Si tratta di tre dirigenti, fra cui l’ex direttore generale di Tirreno Power Giovanni Gosio, che ha lasciato la società qualche settimana fa, e il direttore dello stabilimento Pasquale D’Elia.

Tirreno Power, società controllata a metà dalla Suez Gaz de France e dalla Cir della famiglia De Benedetti (il 50% è detenuto dalla Energia Italia, a sua volta controllata per il 78% dalla Sorgenia del gruppo Cir), ha replicato alle parole del procuratore di Savona smentendo il nesso fra i decessi e i fumi della centrale: «Non si comprende quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti. Tale mancanza di chiarezza è accompagnata dall’assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità».

Va detto che il documento è comunque ancora coperto dal segreto istruttorio e che nessuno ha potuto visionarlo. «Un atto comunque di parte e mai sottoposto a contraddittorio», ha precisato la società che invita ad «una maggiore prudenza considerando la forte rilevanza anche emotiva che i temi trattati rivestono e che dovrebbero essere tuttavia sempre suffragati da fatti comprovati anziché da ipotesi di parte le cui fondamenta sono tutte da verificare».
Alla grana giudiziaria di Tirreno Power si stanno sommando i problemi finanziari di Sorgenia che lunedì aveva comunicato di avere un’autonomia di un mese. Anche per questa ragione ieri a Piazza Affari il titolo Cir ha subito una flessione di oltre il 3%.

Luca Fornovo per “la Stampa” via Dagospia

Le banche continuano il braccio di ferro con l’Ingegnere Carlo De Benedetti, cominciato lo scorso dicembre e tengono ancora chiusi i rubinetti per Sorgenia, la controllata di Cir attiva nell’energia.

Ora, come spiega la stessa Cir, la holding d’investimento della famiglia De Benedetti, in un documento richiesto da Consob, Sorgenia rischia di «avere un’autonomia finanziaria di circa un mese». Tradotto: un mese e poi niente più soldi in cassa per Sorgenia, gravata da debiti lordi per cassa di 1,8 miliardi e di 304 milioni per garanzie emesse. Certo si tratta dello scenario peggiore e cioè se non verrà trovato un accordo di ristrutturazione con le banche e non verranno ripristinati i finanziamenti.

Nei mesi scorsi gli istituti di credito hanno revocato, sospeso o congelato molte linee per cassa. Il duro pressing delle banche, tra cui il maggiore creditore Monte dei Paschi e a seguire Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Banco Popolare e Mediobanca, ha un chiaro fine: mettere alle strette la famiglia De Benedetti, convincerla a firmare l’accordo, e soprattutto a metter mano al portafoglio accettando di versare mezzi freschi in Sorgenia. E poi a cedere degli asset. Il gruppo energetico è proprietario, per esempio, del 39% delle centrali Tirreno Power.

Nel documento richiesto da Consob, Cir comunque precisa che le negoziazioni con le banche puntano a una manovra finanziaria per ridurre il debito di Sorgenia di circa 600 milioni.

Sorgenia è comunque ottimista e alla luce delle trattative in corso, auspica di arrivare alla definizione di un accordo, in tempi brevi. E di conseguenza che venga riattivata una «operatività normale» per il periodo necessario alla definizione della manovra finanziaria e dell’operazione di ristrutturazione dell’indebitamento. In attesa di un esito favorevole della trattativa, si legge nella nota, «gli amministratori di Sorgenia valutano che il gruppo possa continuare a operare in continuità aziendale. L’organo amministrativo di Sorgenia, peraltro, continua a monitorare attentamente la situazione al fine di poter intervenire, assumendo tempestivamente ogni più opportuna iniziativa qualora tale aspettativa dovesse essere disattesa ovvero si rendesse necessario adottare ulteriori misure a tutela degli interessi di tutti gli stakeholder».

Cir ha precisato anche che è disponibile a partecipare al rilancio di Sorgenia, ­ tenendo conto della necessità di preservare la propria solidità patrimoniale, degli interessi del gruppo, e senza incrementare la propria quota di partecipazione ­ a condizione che si arrivi all’accordo di ristrutturazione con gli istituti di credito e che risulti coerente e compatibile rispetto alle esigenze di riequilibrio patrimoniale e funzionale alla realizzazione del piano industriale.

Il braccio di ferro con le banche è iniziato il 3 dicembre scorso quando Sorgenia ha spedito agli istituti di credito una proposta di stand still e una moratoria dei pagamenti degli interessi, delle commissioni e delle rate di capitale fino al 1 luglio 2014.

Tratto da: http://www.rischiocalcolato.it

Grossi Guai per De Benedetti (sapete l’Editore Italiano che Paga le Tasse in Svizzera)
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