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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ELECTROLUX: L’ITALIA SI ARRANGI, NOI NON ”POSSIAMO FARE NULLA”

Pubblicato su 3 Febbraio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Venezia – “Non possiamo accettare un piano aziendale che interviene esclusivamente sul costo del lavoro e la riduzione dei salari e per questo ‘rigettiamo’ il piano aziendale presentato da Electrolux”. E’ ferma la posizione del coordinamento sindacale unitario (Fim Fiom Uil) su Electrolux che si è tenuto oggi a Mestre (Venezia). A parlare è Maurizio Geron di Fim Cisl.

Nella vicenda che riguarda il colosso svedese dell’elettrodomestico c’è in ballo il futuro dei quattro stabilimenti italiani che impiegano oltre 6 mila addetti e solo in Veneto, a Susegana (Treviso) ben 1.641 lavoratori.

“Non possiamo accettare quel piano, non conosciamo le ragioni che stanno alla base dei tagli – ha ribadito Geron – e il 17 febbraio quando ci sarà il nuovo incontro al ministero dello sviluppo economico vogliamo capire cosa intendono mettere sul tavolo, in termini di risorse, le Regioni dove si trovano i quattro stabilimenti. Non intendiamo avviare trattative con pregiudiziali sugli stabilimenti e con tagli occupazionali”, ha concluso il sindacalista.

E anche la Commissione europea entra nella vertenza Electrolux sottolineando che le imprese sono libere di spostare la produzione dove ritengono sia piu’ vantaggioso – ha detto Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue agli affari sociali, Lazslo Andor. Il portavoce ha sottolineato che “la Commissione non si oppone in principio ai trasferimenti degli stabilimenti di produzione, visto che le aziende dovrebbero essere libere di scegliere i luoghi di produzione in base ai loro specifici modelli economici e all’evoluzione delle condizioni di mercato”.

La Commissione non ha poteri per bilanciare le differenze tra stati membri in materia di costo del lavoro e tasse, e spetta invece agli stati creare le condizioni per attirare gli investimenti e creare posti di lavoro, ha continuato Todd.

Quindi la Commissione Europea ha diritto di distruggere intere nazioni, come ha fatto in Grecia, pur di aiutare le grandi banche principalmente tedesche coinvolte nelle speculazioni finanziarie che hanno affossato lo Stato ellenico, ma dice di non avere voce in capitolo per la salvaguardia dei posti di lavoro italiani, e se ne lava le mani.

Questa, si chiama in un modo solo: dittatura della grande finanza.

Redazione Milano QUI

Tratto da: http://piovegovernoladro.altervista.org

ELECTROLUX: L’ITALIA SI ARRANGI, NOI NON ”POSSIAMO FARE NULLA”
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