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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Legge di stabilità: approvato il prelievo forzoso sulla casa

Pubblicato su 1 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

di FABRIZIO DAL COL

Comprare casa? Oggi è sempre più difficile, anzi, ormai è diventato addirittura impossibile.  Di più,  causa un provvedimento contenuto nell’articolo 35 della Legge di stabilità appena approvata dal Senato,  ora il rischio di aumentare la sofferenza del settore immobiliare, già pesantemente colpito dalla crisi, diventa una cruda realtà. Infatti, i proventi dovranno essere versati in un conto corrente creato “ad hoc” e gli interessi maturati saranno trasferiti alle piccole e medie imprese.

Ma non sono solo i soldi a mancare, e anche se ormai è certo che  ce ne sono sempre meno, è infatti il sistema creditizio bancario il maggior responsabile della caduta del settore immobiliare. Sempre più spesso chi vende una casa usa il denaro per acquistarne un’altra, e ormai più frequentemente, accade che da più grande se ne acquista una più piccola. Anche questa soluzione, che sta sempre più prendendo piede, oggi  potrebbe essere diventata una nuova formula, per recuperare un po’ di denaro e superare le difficoltà economiche. In sostanza, dal provvedimento appena approvato, è anche facile capire che se la disponibilità del gruzzoletto dovesse farsi attendere, a risentirne sarà nuovamente il mercato del mattone.

L’articolo 35 recita: “Il notaio o altro pubblico ufficiale sarà tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato il prezzo pattuito per la vendita dell’immobile o altri corrispettivi versati, comprese ad esempio le somme destinate all’estinzione delle spese condominiali non pagate”, oltre a “le somme dovute a titolo di onorari, rimborsi spese, diritti accessori e tributi”, derivanti dalla transazione immobiliare. Chi ha redatto questo articolo, non ha però previsto le compravendite tra privati e le permute, e visto che nessuno ancora si è preoccupato di modificare la suddetta  norma, accadrà come sempre è accaduto, che l’Agenzia delle Entrate si ingrasserà grazie agli errori di interpretazione. In buona sostanza, i soldi per compare casa  resteranno parcheggiati in un conto corrente a disposizione dello Stato. Tuttavia, resta ancora da comprendere, se il conto bancario dovrà essere aperto direttamente dal notaio, e anche in questo caso sarà difficile pensare che lo faccia gratuitamente, quindi con un ulteriore aggravio per chi vende, oppure se sarà un conto unico a disposizione di tutti.

Di più, è già di per se grave che in carico allo Stato ci sia la disponibilità nella gestione dei soldi,figuriamoci cosa potrebbe accadere, se gli stessi  finissero con l’essere gestiti  da un ministero e ora ne vediamo anche il perché: gli interessi maturati dal deposito “forzato”, questo è sicuro, andranno ad alimentare i “fondi di credito agevolato”, destinati a finanziare “le piccole e medie imprese”, e che di conseguenza,  la gestione dei soldi in mano allo Stato provocherebbe  inevitabilmente anche l’innalzamento della corruttela.

A scagliarsi contro il provvedimento è Confedilizia che prevede “un ulteriore aggravio per i cittadini”, considerato, appunto, che i notai dovranno essere retribuiti per il nuovo compito previsto dalla legge. Una scocciatura, che peserà sul portafoglio dei venditori di casa, e che si aggiunge alla questione Tasi. Sul  provvedimento, c’ è anche il no della Fimaa (Federazione italiana mediatori e agenti d’affari), che lo considera alla stregua di un vero e proprio nemico per le compravendite: “Si tratta di un ulteriore peso – ha detto il presidente nazionale Fimaa, Valerio Angeletti, a Monitorimmobiliare.it – che andrà a complicare le compravendite e non certo a semplificarle”. Anzi. L’obbligo di versare i soldi della transazione sul conto corrente, inoltre, gioca a sfavore anche dei costruttori che vendendo il residenziale nuovo, e avendo perciò contratto un mutuo con le banche, corrono il rischio di scoperto di conto, nell’ipotesi in cui non dovessero incassare subito la somma pattuita. Con tutti i problemi del caso con gli istituti di credito. Insomma, questo provvedimento interessa ai cittadini ? Certo  che no, ma appare piuttosto evidente che interessi ai politici, allo Stato, e alle banche. In teoria, poi, dovrebbero trarre un vantaggio anche le Pmi, visto che gli interessi maturati andranno a finanziare proprio le loro casse. I proprietari, anche solo di una prima casa, sono soltanto contribuenti e dovranno, volenti o nolenti, fare i conti l’anno prossimo con la nuova Service tax e anche con l’Imu, nel caso in cui il Comune di residenza abbia aumentato le aliquote. E cosa succederebbe, se  il  provvedimento fosse teso a favorire un nuovo modello di finanziamento pubblico ai partiti?

Tratto da:http://www.lindipendenza.com

Legge di stabilità: approvato il prelievo forzoso sulla casa
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