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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La subordinazione del governo Letta al cartello bancario sovranazionale (Simone)

Pubblicato su 3 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Il governo Letta/Saccomanni aspira ad essere all’altezza della fiducia che in esso hanno riposto sia la BCE di Mario Draghi sia la Commissione Europea ed il grande cartello bancario sovranazionale che domina l’economia dei paesi europei.

Questa potrebbe essere la motivazione del decreto predisposto da Saccomanni (la vera mente finanziaria del governo Letta) che dispone la rivalutazione delle quote di partecipazione nella Banca d’Italia, affidata ad un comitato di esperti della BCE che avranno il compito di individuare il valore corretto di tale capitale.

Una operazione questa apparentemente destinata a fare cassa, grazie alle imposte che le banche pagheranno sulla rivalutazione del capitale (si calcola circa 900 milioni di imposte), ma in realtà sarà  il decreto un maxi regalo corrispondente ad un importo di circa 4 miliardi (calcolato da esperti) per le banche che attualmente possiedono le quote in Banca d’Italia (Unicredit.,  S.Paolo, Generali e C.R. di Bologna le principali ma anche MPS riceverà un benefit) vista la norma del 5% quale tetto massimo per ogni istituto che obbligherà le banche a rivendere la parte eccedente le quote, anche nel caso ad istituti esteri che potranno entrare nel capitale della banca.

 

Quindi un doppio vantaggio per le banche che potranno incassare i proventi della rivalutazione e per le grandi banche estere che potranno divenire soci dell’Istituto, quello che una volta era  Banca di Stato oggi Banca privata e domani anche Banca a capitale estero.

Naturalmente possiamo immaginarci quale sarà il grado di subordinazione del sistema bancario italiano al grande cartello bancario sovranazionale, sarà paragonabile a quello di un paese colonizzato dalle grandi centrali della finanza con grado di autonomia pari allo zero.

Forse si potrebbe trovare un paragone con L’Uganda o con la Costa d’Avorio visto che l’Italia è un paese dove lo Stato ha abdicato alle sue fondamentali funzioni: battere moneta, assicurare la difesa nazionale, provvedere all’assistenza sociale e sanitaria della popolazione, emanare le leggi.. Ebbene la moneta è straniera e la emette il cartello bancario sovranazionale e lo Stato la acquista dietro interessi, la difesa è stata appaltata da molto tempo agli americani che dispongono di 113 basi militari nella penisola con depositi anche di armi nucleari tattiche e di conseguenza sono loro di fatto ad avere il controllo della difesa, i servizi sociali vengono progressivamente smantellati o privatizzati e di fatto lo Stato ne cede il controllo, il Parlamento si limita esclusivamente a ratificare le norme  che arrivano dalla Commissione Europea e che sono preminenti rispetto alla normativa italiana su tutti i più importanti settori della vita pubblica: credito, industrie, assicurazioni, concorrenza, commercio, agricoltura, pesca, ecc. Perfino l’indirizzo delle  norme etiche proviene  dagli appositi centri di orientamento predisposti a Bruxelles: favorire le coppie gay, accogliere tutta l’immigrazione di massa che arriva, integrare i rom, favorire l’aborto libero, i diritti umani, eugenetica, condizione paritaria per ogni religione, prevalenza norme laiche su confessionali, ecc… Questi gli indirizzi a cui gli stati europei devono adeguarsi: loro hanno deciso per tutti.

La triste realtà della sottomissione totale dell’Italia ai diktat della finanza sovranazionale si evince anche dal comportamento di questo governo che segue a ruota quello di Monti, tutti al servizio degli interessi delle grandi banche  e non potrebbe essere altrimenti,  visti i risultati nefasti per l’effetto combinato  della politica di austerità  e della dipendenza  dall’euro, che obbliga l’Italia ad acquistare dal cartello bancario una moneta estera sopravalutata di almeno un 20/25% con pagamento di interessi da usura. Questo avviene mentre la BCE  opera per sostenere le banche e ridurre il credito all’economia reale, indifferente alla contrazione del PIL sui paesi deboli, persegue il suo obiettivo di ridurre la massa monetaria per evitare l’insorgere dell’inflazione, assicurare la stabilità finanziaria del sistema, l’unica vera preoccupazione della Bundersbank e del cartello bancario sovranazionale.  Una situazione che sta producendo delle rovine paragonabili ad una guerra  sul sistema economico ed industriale italiano (come in quello degli altri paesi deboli) con  una perdita già corrispondente quasi al 25% dell’industria manifatturiera nazionale, con  una disoccupazione record reale intorno ai 6 milioni  di persone tra disoccupati e cassa integrati, senza considerare le 415.000 partite IVA costituite da piccoli imprenditori, commercianti ed artigiani che hanno chiuso dall’inizio della crisi.

La grande “mangiatoia” del denaro pubblico

Il governo però occulta questa realtà e si nasconde dietro evidenti menzogne del tipo: “ci sono segnali di ripresa, stiamo riottenendo fiducia” e sarà possibile per il 2014 una crescita dell’1% del PIL”, questo mentre Letta loda il suo “patto di stabilità” criticato da tutti gli osservatori e che ha distribuito a pioggia soldi alle varie lobbies (dai produttori delle slot machines agli speculatori come De Benedetti) e mantiene in vita senza tagli e senza riduzioni tutto l’enorme apparato della casta politica parassitaria che succhia soldi pubblici senza produrre nulla. Un apparato che costa 23 miliardi all’anno (come calcolato recentemente) che non ha paragoni in Europa quanto a dimensioni e lauti stipendi per i beneficiati , tutti rigorosamente di nomina politica e clientelare dai sottosegretari ai consiglieri regionali, assessori, portaborse, consulenti, membri segreterie politiche, consiglieri nelle circa 6300 aziende partecipate.

In pratica è questo stesso apparato che fornisce il suo appoggio e mantiene in vita il governo e che ha interesse a mantenere lo “”status quo che, per chi ne fa parte, corrisponde ad una cuccagna di soldi pubblici erogati per incarichi e posti vari, mentre l’economia reale annaspa, le aziende private chiudono i lavoratori in molti casi si auto riducono lo stipendio, i disoccupati sono ormai una massa senza speranza e prospettive. Il peso di questo apparato politico aumenta in proporzione perché diminuisce il valore dell’economia reale ed è sempre più evidente lo scollamento fra questa e quello.

Lo scollamento e la divisione di questo paese balzano agli occhi di qualsiasi osservatore dotato di un minimo senso critico: da una parte ci sono  il sistema bancario dominante che macina profitti rispetto all’economia reale che langue e si accascia su se stessa, dalla stessa parte (per il mantenimento dello status quo) è schierato  l’apparato politico parassitario ed invadente che mantiene sostanzialmente intatti  i suoi privilegi e la sua “mano morta” sul bilancio pubblico, a questo si aggregano anche le corporazioni garantite come quella dei dirigenti statali super pagati , presidenti e manager di enti come INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, CONSOB, ISVAP,  ecc., organismi di “garanti” che cumulano doppie cariche e doppie retribuzioni. che partecipano al bottino dei soldi pubblici, inclusa la corporazione onnipotente dei magistrati garantiti e ben remunerati con carriere prestabilite per anzianità.

http://www.wallstreetitalia.com/article/1652540/casta/costi-della-politica-23-miliardi-mentre-l-italia-muore-di-tasse.aspx

L’Economia reale e le menzogne del potere

Dalla parte opposta troviamo, sempre in maggiori difficoltà tutti, coloro che lavorano nell’economia reale, nell’industria nel commercio, nei servizi, nell’agricoltura .tutta gente che deve confrontarsi con la concorrenza anche cinese o nordafricana (per i prodotti agricoli) con l’imposizione fiscale vessatoria, con l’IMU sui capannoni e sulle stalle, con l’euro sopravvalutato che non ti consente di competere, con il costo delle tasse e contributi che mette fuori mercato qualsiasi piccola e media azienda, che non sia una multinazionale che può giovarsi di elusione fiscale e delocalizzazione di stabilimenti.

Ci si domanda quanto possa  ancora reggere il settore industriale manifatturiero privato (quello ancora rimasto) e quanto margine abbia con il credito bloccato ed il mercato interno in grave recessione ormai da cinque anni.

La questione apparentemente inspiegabile sta nel fatto che ci troviamo in un sistema dell’inganno e della menzogna dove si vuole far credere che tutto possa trovare una soluzione con una possibile ripresa e che le cose non vadano poi così male come sembra. Già dal governo Monti si parlava della “luce in fondo al tunnel” e poi si è visto di quanto la situazione sia peggiorata da allora in avanti.

Questo è l’interesse degli “insider” nel sistema, coloro che lavorano e prosperano all’interno dell’apparato pubblico, ad evitare scossoni e malcontento crescente della massa di coloro che ne sono fuori e lavorano nelle aziende private, nei servizi, nel commercio e nell’artigianato.

In realtà anche le strategie comunicative di manipolazione e distrazione dell’opinione pubblica, svolte attraverso i mass media, televisioni e giornali, oggi non bastano più perchè il malcontento è crescente con la mancanza di lavoro ed il forte incremento delle tasse e del caro vita.

A giudizio di vari analisti stiamo entrando in una nuova fase, quella della protesta e contestazione generalizzata ed il sistema si è già attrezzato per fronteggiarla.  Persa la credibilità del ceto politico nonostante i patetici tentativi di ringiovanirlo per renderlo più presentabile,  dalle stanze delle centrali di potere esterne si sono predisposti alcuni movimenti di protesta controllati che serviranno a far sfogare il malumore e l’acredine di varie masse di popolo per poi canalizzare questa protesta verso approdi già stabiliti, con un fondamentale obiettivo di consolidamento del potere. In pratica niente di più probabile che assisteremo anche in Italia ad una “primavera” sul tipo di quelle arabe con sbocchi verso governi autoritari e dominati dalla presenza di interessi esterni. Gli indizi ci sono già tutti e si tratta solo di aspettare. In questi frangenti bisogna mantenere la mente lucida e  non fidarsi mai delle apparenze: chi si lascia trasportare dall’onda o troppo si muove, finisce per affogare prima degli altri.

http://www.stampalibera.com/?p=69953

Tratto da: signoraggio.it

La subordinazione del governo Letta al cartello bancario sovranazionale (Simone)
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