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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL RICATTO DI ELECTROLUX: NON TI LICENZIO MA TI DO UNA PAGA DA FAME! 800 EURO AL MESE ANZICHE’ 1400

Pubblicato su 28 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

LA DIMOSTRAZIONE DELL'ATTUAZIONE DEL PROGETTO DI IMPOVERIMENTO DELL'ITALIA E DELL'EUROPA.... ORMAI LA FAME DI ALVORO E' TALE CHE SI ACCETTA ANCHE UNA PAGA DIMEZZATA E UN ORARIO DI LAVORO SUPERIORE ... MA IN TUTTO QUESTO I SINDACATI CHE PER ANNI HANNO SCIOPERATO PER MOLTO MENO MAGARI METTENDO IN CRISI LE PRODUZIONI DOVE SONO???? QUESTE CONDIZIONI SONO DA REPUBBLICA CINESE ... SONO INACCETTABILI ... E SONO UN VERO RICATTO INFAME!!! - Ndr

Proposta choc di Electrolux per salvare gli stabilimenti italiani: taglio del 40% degli stipendi agli operai

Electrolux presenta un piano di salvataggio per i quattro stabilimenti italiani, con un drastico taglio dei salari e la riduzione di molti benefit. Un piano che i sindacati definiscono “irricevibile”.

electrolux

Secondo fonti sindacali, l’azienda propone un taglio dei salari che porterebbe gli stipendi, oggi calcolati in 1.400 euro al mese, a circa 700-800 euro. La proposta prevede un taglio dell’80% dei 2.700 euro di premio aziendali, la riduzione delle ore lavorate a 6, il blocco dei pagamenti delle festività, la riduzione di pause, permessi sindacali (-50%) e lo stop agli scatti di anzianità.

A fine ottobre 2013, Electrolux aveva annunciato duemila tagli a livello globale (di cui 1.500 in Europa). Per far sopravvivere gli stabilimenti di Susegana, Porcia, Solaro e Forlì, secondo quanto riferiscono i sindacati, il gruppo svedese ha lavorato ad una proposta che punta a ridurre gli attuali 24 euro di costo di 3,20 euro a Solaro, 3 euro a Forlì e 5,20 euro a Susegana. Per Porcia il taglio sarebbe stimato in 7,50 euro l’ora ma il costo del prodotto finito, la lavatrice, graverebbe di 30 euro a pezzo mandando fuori mercato la produzione. In questo modo si potrebbe ridurre il gap con il costo del lavoro in Polonia, dove gli operai di Electrolux percepiscono 7 euro l’ora. Se il piano non dovesse essere accettato verrebbero bloccati gli investimenti che il gruppo avrebbe intenzione di fare in Italia.

“Il problema è che i prodotti italiani in tutto il campo dell’elettrodomestico sono di notevole qualità, ma risentono di costi produttivi superiori a quelli dei nostri concorrenti” ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, spiegando che il problema di “come riuscire ad affermare la nostra produzione riguarda sia la collocazione della gamma con cui andiamo all’estero, che deve essere nell’area di massima competitività, e anche il problema di come ridurre alcuni costi di produzione, tra cui c’è il tema del costo del lavoro”.

Tratto da: http://bastacasta.altervista.org

IL RICATTO DI ELECTROLUX: NON TI LICENZIO MA TI DO UNA PAGA DA FAME! 800 EURO AL MESE ANZICHE’ 1400
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