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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Fiat Addio, Sede in OIanda e Tasse Pagate in Inghilterra e le Fabbriche….

Pubblicato su 27 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

E alla fine non abbiamo più un industria dell’auto se non solo pro forma.

Secondo le anticipazioni del Wall Street Journal, la nuova Fiat di Marchionne avrà:

  • Sede operativa a Detroit (Usa)
  • Sede Fiscale in Inghilterra
  • Sede legale in Olanda
  • Lo sgabuzzino a Torino

E le fabbriche in italia…beh… diciamo che sono un fastidioso dettaglio.

Ora, possiamo pure esercitarci a maledire li Agnelli ingrati, oppure possiamo prendercela con il mio quasi co-residente Marchionne (lui sta  a Zugo, cantone depresso con le tasse più basse della Confederazione Elvetica, dite che sarà un caso?).

Mi dovrete perdonare ma farei notare che la Fiat oggi è una multinazionale con interessi limitati in Italia e grandi interessi negli USA, in Brasile e presto anche in Cina (si aspetta l’annuncio del socio cinese).

E nessuna multinazionale al mondo è così idiota da mettere la sua sede fiscale in Italia. Proprio nessuna. NEPPURE UNA.

Il nostro paese ha una enorme capacita produttiva per l’automotive, ha un indotto e fornitori di semilavorati di altissima qualità. Ci sono anche maestranze di primo livello in cassa integrazione e disposte a lavorare per paghe (reali) relativamente basse.

Ora ci sarebbe da chiedere perchè le grandi multinazionali dell’auto NON ci pensano neppure a produrre qui ma ad esempio lo fanno in Spagna.

Sarà mica una leggerissima questione di tasse, burocrazia, giustizia civile?

Eh che dite.

Ad ogni modo anche la Fiat ha delocalizzato.

Ah mah state sereni, in giro per l’Italia ci sono i capannoni segreti con i nuovi modelli da produrre….. da qualche altra parte.

da  www.autoblog.it

La conferme o smentite ufficiali non arriveranno prima del 29 gennaio, quando si terrà l’annunciato consiglio di amministrazione. Intanto il Wall Street Journal anticipa che la sede fiscale del gruppo sarà in Gran Bretagna, mentre il titolo sarà quotato a Wall Street.

Quello del 29, sarà un “caldo mercoledì di gennaio” per il gruppo Fiat-Chrysler: sarà il giorno in cui avrà luogo il Consiglio di amministrazione, con tanto di discussione dei conti del colosso italo-americano; l’occasione sarà ancora più importante perché si parlerà anche della Borsa dove verrà quotato il titolo, del suo nuovo nome e della sua sede legale e fiscale, come aveva annunciato lo stesso Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler.

Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, l’ad potrebbe proporre al Consiglio di amministrazione la quotazione della nuova società a New York, con residenza fiscale in Gran Bretagna. A Piazza Affari rimarrebbe una quotazione secondaria del gruppo. La sede legale finirebbe in Olanda, nazione che garantirebbe diritti di governance maggiori: secondo la legislatura dei Paesi Bassi infatti, gli azionisti di maggioranza sono titolari di azioni che hanno un maggiore valore delle altre in sede di assemblea.

Quanto anticipato dal WSJ appare perfettamente in linea con le parole rilasciate dallo stesso Sergio Marchionne nella celebre intervista su La Repubblica, di cui riportiamo un estratto di quanto dichiarato dall’ad: “Fiat è quotata a Milano. Poi, andremo dove ci sono i soldi. Mi spiego: dove c’è un accesso più facile ai capitali. Non c’è dubbio che il mercato più fluido è quello americano, quello di New York, ma deciderà il Consiglio di amministrazione”.

In quella occasione Marchionne aveva anche specificato che la sede della nuova società sarebbe stata decisa “anche in base alla scelta di Borsa”, pur essendo questa una scelta definita dal numero uno di Fiat-Chrysler di “valore puramente simbolico, emotivo”. Va specificato che Fiat, come annunciato dallo stesso Marchionne, continuerebbe a pagare “le tasse nei Paesi in cui opera. Per gli stabilimenti e insediamenti italiani paghiamo e continueremo a pagare le tasse in Italia”. WSL sostiene inoltre che la sede in Olanda aiuterebbe Marchionne a non dover scegliere fra Italia e Stati Uniti, consentendo al contempo alla società di pagare meno tasse sui dividendi. Mercoledì… ne sapremo di più mercoledì.

Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it

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