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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Elezioni europee, la finanza elettorale e l'eurocrazia gattopardesca...

Pubblicato su 7 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

A braccetto con la finanza speculativa, avremo quest'anno una novità: la finanza elettorale, visto che nel 2014 ci saranno le europee, anche la finanza speculatrice tramite i loro (nostri) politici dovrà assumere un connotato più "umano" e l'eurocrazia probabile assumerà le vesti dell'euro-(dis)umanità.

I segnali già stanno arrivando, è molto probabile che da oggi fino a maggio di quest'anno ovvero prima delle elezioni europee, lo Spread inizierà una sua discesa elettoral-ideologica con l'obbiettivo di convincere gli elettore eurocritici  a votare i partiti pro euro. Uno Spread dimezzato da 200 a 100 entro quattro mesi, sarebbe un bel regalo al PD, che dell'euro ne ha fatto un investimento a dir poco storico e difatti un suo noto esponente ha onestamente ammesso che la fine dell'eurozona sarebbe per prima cosa un fallimento storico per il suo partito...

Questo per confermare che lo spread non riflette il reale stato dell'economia  di un Paese, aumenta la disoccupazione, aumentano i suicidi ma basta un "Whatever it takes..." per farlo crollare, altro che fondo salva Stati MES (http://scenarieconomici.it/chi-ha-fatto-diminuire-la-spread/), magari questo farà calare lo spread della Germania, visto che il fondo sta comprando bund tedeschi...

Ma le novità non si fermano qui, addirittura dal partito più europeista d'Italia che di Maastricht ne ha fatto una Bibbia, arriva la proposta di sforare il tetto deficit-pil (fissato certamente senza la capacità di intendere e di volere al 3% nel lontano 1992), naturalmente sempre a quattro mesi dalle europee per calmare gli animi agitati degli euroscettici definiti populisti...

Illustri economisti sostengono (ovviamente non quelli di corte) che per contrastare la recessione bisogna allargare le maglie del limite del deficit-pil, altro che austerità espansiva. Il Giappone in netta ripresa con un pil a +2.3% di fine 2013, ha una disoccupazione al 4% ha un deficit a -9.2%.

Purtroppo nel caso italiano, anche se per magia pre elettorale si sforasse veramente il tetto deficit-pil oltre il 3% aumenterebbero i redditi certo, ma come effetto collaterale i prodotti importati diverrebbero ancora più convenienti di quelli nostrani e quindi aumenterebbe l'import in misura maggiore rispetto all'export ergo un ulteriore negativo del saldo commerciale e partite correnti, quindi maggiori squilibri di deficit competitivo per l'Italia, nonchè un aumento dell'indebitamento estero soprattutto nel settore privato, motivo di tutto ciò? abbiamo una moneta troppo rivalutata  per la nostra reale economia (http://liradidio.blogspot.it/2013/10/i-puritani-chesvalutare-competitivo-e.html). Per cui  per ovviare agli squilibri commerciali con gli altri Paesi europei dell'eurozona sarebbe inevitabile il ritorno all'austerità e all'uso della svalutazione del lavoro accompagnata da una bella dose aggiuntiva di disoccupazione per limitare l'import al fine di riequilibrare il saldo con l'estero.Magari a sorbire  i sermoni sulle "riforme strutturali" perchè c'è la globalizzazione...

In poche parole ci ritroveremo al punto di partenza rendendoci conto che l'eurozona è un gioco ad incastro, per buona pace di chi urla per più Europa solidale, no austerità ma si all'euro.. 

Chi afferma di volere, in vista delle elezioni di maggio, un 'Europa della solidarietà, da riformare e senza uscire dall'eurozona, appartiene al partito dei Gattopardi..."Tutto cambia, affinchè nulla cambi                                                         Jean Sebatien S. Lucidi

Tratto da:http://liradidio.blogspot.it

 

Elezioni europee, la finanza elettorale e l'eurocrazia gattopardesca...
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